Jirishanca, nuova via per i Ragni Arrigoni e Festorazzi

L’obiettivo della spedizione era l’apertura di una nuova via sul magnifico Jirishanca (il Cervino delle Ande peuviane), una “vecchia conoscenza” degli alpinisti lecchesi, già salito nel 1969 da Riccardo Cassin, Natale Airoldi, Gigi Alippi, Giuseppe Lafranconi, Annibale Zucchi, Sandro Liati e Casimiro Ferrari

ragni lecco

 

I Ragni Silvano Arrigoni e Lorenzo Festorazzi sono rientrati da pochi giorni dalla loro trasferta peruviana.

L’obiettivo della spedizione era l’apertura di una nuova via sul magnifico Jirishanca (il Cervino delle Ande peuviane), una “vecchia conoscenza” degli alpinisti lecchesi, già salito nel 1969 da Riccardo Cassin, Natale Airoldi, Gigi Alippi, Giuseppe Lafranconi, Annibale Zucchi, Sandro Liati e Casimiro Ferrari.

“Siamo arrivati al campo base il 31 luglio e nei giorni successivi abbiamo trasportato il materiale, installato il campo alto e fatto un sopralluogo per studiare le condizioni della parete – racconta Silvano – Purtroppo il rischio di scariche dovute all’eccessivo caldo era elevato e, rispetto al 2008, quando avevamo adocchiato l’itinerario, le condizioni della neve e del ghiaccio sono cambiate moltissimo. Così abbiamo deciso di abbandonare il progetto iniziale”.

 

Visto che nella zona non mancano certo le belle montagne su cui tracciare nuovi itinerari, i due non hanno faticato a trovare un nuovo target: “Abbiamo rivolto le nostre attenzioni al Jirischanca Chico, individuando una linea di salita su una specie di spallone terminante presso una elevazione della cresta, dove passa un’altra via. La salita è stata fatta l’8 agosto: sono 7 tiri per circa 400 metri di sviluppo con difficoltà complessiva D+, ovviamente su neve e ghiaccio”. –

Ancora una volta le condizioni climatiche non hanno consentito il completo coronamento della salita: “Anche quì, dopo un tiro sulla cresta, abbiamo deciso di ritornare sui nostri passi – commenta sempre Silvano – La cresta finale presentava non poche problematiche dovute alla magrezza del ghiaccio. Giunti in cresta eravamo indecisi se proseguire o meno, ma, mentre ci stavamo incamminando una scarica ci ha levato ogni dubbio… Nel complesso si tratta di una via tranquilla (a parte 3 metri di strapiombo) e decisamente divertente”.

 

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