La Divina Montagna di Spiro Dalla Porta Xidias

Un romanzo (edito Priuli & Verlucca) nel quale Spiro Dalla Porta Xidias mette nero su bianco tutta la sua etica sull'alpinismo; non solo fisicità e impresa ma attività tesa alla bellezza spirituale

La divina montagna racconta una storia che è metafora della scalata intesa come attività fisica e spirituale e scelta gratuita di catarsi, summa letteraria di un autore che ha dedicato buona parte della propria vita all’alpinismo.

IL LIBRO

La Divina Montagna
La Copertina

Dopo quattro gravi incidenti da cui è uscito miracolosamente vivo, Alois, alpinista non più giovane ma ancora fortissimo, si convince che una simile serie di miracoli non può essere soltanto casuale. E intuisce che l’essenza dell’alpinismo non può quindi consistere solo nella prassi fisica, ma anche nell’aspirazione a un’etica ideale, simboleggiata dalla salita di una guglia sconosciuta, scoperta per caso – ma esiste il caso? – in un lontano Paese tropicale.
Accompagnato da una misteriosa fanciulla, compie un’ascensione al limite delle possibilità umane, durante la quale l’ascesa si trasforma in ascesi, la prassi tecnica in elevazione trascendente. La divina montagna racconta una storia che è metafora della scalata intesa come attività fisica e spirituale e scelta gratuita di catarsi, summa letteraria di un autore che ha dedicato buona parte della propria vita all’alpinismo.
In questo libro c’è tutto Spiro Dalla Porta Xidias. Alla soglia dei 100 anni, con questo supera la soglia dei 50 libri scritti. Un romanzo, nel quale mette nero su bianco tutta la sua etica sull’alpinismo; non solo fisicità, impresa ma attività tesa alla bellezza, al trascendentale. La penna è quella solita di Spiro Dalla Porta Xidias, quella asciuta, incisiva.

 

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Editore: Priuli & Verlucca
Collana:
Licheni
Anno Edizione: 2013
Autore: Spiro Dalla Porta Xidias
Prefazione: Luciano Santin
Formato: cm 12,5×20
Pagine:
136
Prezzo:
17 €

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L’AUTORE

Spiro Dalla Porta Xydias è morto a Trieste all’età di 99 anni. Consigliere centrale per molti anni, Socio onorario e Accademico del CAI, vanta un centinaio di prime ascensioni per quanto riguarda l’attività alpinistica e oltre 60 volumi pubblicati per quanto riguarda l’attività di scrittore. Il teatro l’altra sua passione.

Dante Colli Un maestro di etica, fedele e coerente. Una voce autorevole nel mondo dell’alpinismo e delle terre alte.

 

Nato a Losanna nel 1917 era laureato in Scienze Politiche (Università di Trieste). Tra le tante cose è stato insegnante di lingua francese e docente di culture teatrali all’università di Trieste e all’Università di Pola. È stato un poliedrico, regista teatrale, tra i fondatori del Teatro Stabile di Trieste. Ha allestito spettacoli in Italia con i più grandi attori dell’epoca. Ha diretto la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile, quella dell’Istituto d’Arte Drammatica e quella del “Teatro Incontro”.

Ha vinto numerosi premi (Premio Cortina”, “Premio Virgilio”, “Bancarella Sport”, “ Sport e Cultura”,  “L’Adige”, “Marcolin”,”Una vetta per la vita” “Insegna di San Bernardo”, “Montagna Italia”, “Alpinia” alla carriera, “Personalità dell.Ass.Fair Play”- “Premio “Montagne Olimpiche”).

Ha svolto attività giornalistica collaborando con numerosi quotidiani (“Il Piccolo”, “Il Messaggero Veneto”,”Il Gazzettino”) e riviste specializzate italiane ed estere. È stato Direttore Editoriale del bimensile “Alpinismo Triestino”.

Presidente nazionale del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna.

Ovviamente è stato alpinista e nel 1958 è stato nominato Accademico del Club Alpino Italiano. Ha effettuato 107 prime salite e vie nuove e ha ripetute molte classiche di VI grado.

Ha diretto la Scuola Nazionale di Alpinismo Ellenica e la scuola di alpinismo del CAI Bologna.

Ha fondato nel 1956 la Stazione di Soccorso Alpino di Trieste, Udine, Pordenone, Maniago che ha diretto per oltre dieci anni.

E’ stato consigliere centrale del CAI, Presidente dell’Associazione XXX Ottobre,  sezione del CAI, Trieste, e Presidente del Club Alpino Accademico Italiano Gruppo Orientale.

E’ stato nominato nel 2002 Socio Onorario del CAI, e nel 2004 cittadino onorario di Cimolais. Insignito dell’Ordine del Cardo per il Soccorso Alpino.  Membro emerito per il Soccorso Alpino.
Nel 2006 gli è stato conferito il sigillo trecentesco della città di Trieste.
Insomma, un luminare della montagna. È scomparso, all’età di 99 anni, il 19 gennaio 2017.

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