L’Orcolat, la leggendaria creatura dei monti della Carnia

L’Orcolat (“orcaccio”, spregiativo del friulano orcul, “orco”) è una creatura leggendaria che appartiene alla tradizione della Carnia e del Friuli-Venezia Giulia. Dopo il 1976 è divenuto sinonimo del terremoto che colpì il Friuli in quell’anno.
Il mito dell’Orcolat
L’Orcolat era una creatura assimilabile all’orco e al gigante abitante delle aree geografiche della Carnia, ove trovava dimora all’interno delle grotte. La figura era associata alla forza della natura e alla sua violenza, venendogli affibiate la cause dei terremoti. L’essere mitologico viene inoltre considerato il custode dei segreti delle montagne delle Alpi Carniche.
Un essere di dimensioni enormi, con una pelle ruvida e grigia come la roccia delle montagne. I suoi occhi brillano di un intenso colore rosso, come il fuoco, le sue mani grandi e potenti.
Uso nei media
Nel 2026 il regista friulano Federico Savonitto ha realizzato il film documentario omonimo alla creatura mitologica, Orcolat, prodotto da Kublai Film con Rai Cinema e narrato da Bruno Pizzul.
Si narra che sin dall’antichità questo orco vivesse rinchiuso nelle montagne della Carnia e, viste le sue considerevoli dimensioni, con ogni suo agitarsi bruscamente provocava delle scosse di terremoto.
Le leggende dell’Orcolat
Molte sono le storie che si raccontano sull’Orcolat. Una di queste narra di un giovane pastore che, smarritosi nelle montagne, incontrò l’Orcolat e ne rimase affascinato. Invece di fuggire, il pastore decise di ascoltare i racconti dell’Orcolat, scoprendo così i segreti delle montagne e le antiche tradizioni della Carnia.
Secondo un’altra antica leggenda l’Orcolat era un essere mitologico dal carattere difficile. Viveva pascolando in una grotta ai piedi del monte San Simeone, poco distante da Bordano, borgo in provincia di Udine conosciuto come il luogo delle farfalle.
Un giorno mentre raccoglieva dei funghi ne trovò alcuni velenosi e li mangiò. Stremato per il terribile mal di pancia, cadde in un sonno profondo. Senza l’orco, dei malviventi scesero dalle montagne e distrussero ogni cosa, incendiando i monti e la città di Bordano.
Ma ad un certo punto l’orco venne svegliato da quel frastuono, intervenne e cacciò i briganti.
Gli abitanti di Bordano, in segno di riconoscenza, salirono sulla montagna portando doni per l’Orcolat ma lo trovarono addormentato. Circondato da migliaia di farfalle. Gli abitanti, a quel punto, ebbero un’idea: dipinsero tante farfalle sui muri delle loro case, così l’orco, per non distruggerle, avrebbe camminato sui monti in punta di piedi senza più provocare scosse…



