Microplastiche presenti anche in grotte mai visitate dall’uomo
Il risultato di uno studio scientifico condotto nel Carso
Microplastiche presenti anche nelle grotte mai toccate dall’uomo. È il risultato di un recente studio scientifico condotto nel Carso dall’Università di Trieste attraverso i dipartimenti di Scienze Chimiche e Farmaceutiche e di Scienze della Vita. in collaborazione con la Società Adriatica di Speleologia, il Comune di Trieste e il Bioscience Research Center.
Lo studio
Gli studi sono stati pubblicati su riviste internazionali come Microplastics ed Environmental Pollution.
Le microplastiche sono state rilevate in grotte carsiche profonde collegate al sistema del fiume Timavo, uno dei principali sistemi idrici sotterranei dell’area alpino-dinarica.
La ricerca dimostra che anche ambienti estremi e mai frequentati dall’uomo non sono isolati dall’inquinamento antropico.
I campionamenti – spiega una nota – sono stati effettuati in contesti raramente accessibili, tra cui la Caverna Maucci, raggiungibile esclusivamente tramite speleosubacquea, e la grotta Luftloch, scoperta solo recentemente dopo decenni di esplorazioni. In entrambi i casi, i campioni sono stati raccolti nelle primissime fasi di accesso umano.
Le analisi – aggiungono i ricercatori – confermano che la contaminazione può essere trasportata attraverso i sistemi idrici sotterranei, indipendentemente dalla presenza diretta dell’uomo, e mostrano una forte variabilità spaziale anche su brevi distanze.



