Monte Cervialto, terrazzo dei Picentini

Il monte Cervialto (1.809 m s.l.m.) è la vetta più alta dei monti Picentini ed è la quarta vetta più alta della Campania dopo La Gallinola (1923 metri), Cervati (1899 metri) e Mutria (1823 metri), nonché la maggiore della provincia di Avellino. La montagna si estende tra i comuni di Calabritto e Bagnoli Irpino.
Il Cervialto è conosciuto soprattutto grazie alla sua vicinanza all’altopiano Laceno (lago Laceno), nota meta turistica.
Dalla vetta si gode un ampio panorama che spazia dal Tirreno alla Costiera Amalfitana, dal Partenio al Taburno, dall’Irpinia e il Sannio, il Matese, la Maiella, il Pnalm, dall’altro versante sino a giungere al Sirino e al Pollino…
Le vie di salita
Ci sono varie vie di salita. Da tre versanti ed esattamente dal Piano Laceno, dal Colle del Leone e dal Piano Migliato oltre a delle varianti connesse alla scalata del Cervarulo dal Piano Sazzano.
La salita dal Colle del Leone, circa 650 metri di dislivello e una lunghezza di circa 12 km. Per più di metà percorso si cammina su una carrareccia, poi la si abbandona e si sale su pendio e cresta sino al pianoro sommitale, l’anticima e la vetta. È la via sicuramente più facile, anche se di maggior lunghezza: si raggiunge in poco tempo il valico di Filicecchio a 1.560 metri e da lì tutto su ampia carraia si giunge alle creste del Cervialto a quota 1.650. Le creste rappresentano la parte più impegnativa e panoramica della scalata che si concluderà sull’anticima alla visuale della conca carsica (molto caratteristica) posta tra questo punto e la cima vera e propria.
Il sentiero sicuramente più difficile e panoramico parte dal Piano Laceno nei pressi del Campeggio Zauli dove attraversando nel fitto la faggeta e un canalone si giunge nei pressi del Cervarolo al valico di Giamberardino (1.500 msm). Dal Valico per una irta salita tra faggi si giunge fin sulla cresta, dove un vallone ed il punto trigonometrico ne segnano la vetta.
Dal piano Migliato di Calabritto la maggior parte degli escursionisti predilige la cosiddetta “direttissima” salendo a vista per il costone, oppure su comodo sentiero fino al valico di Filiecchio.



