Orso M49 castrato chimicamente e somministrati integratori calmanti

Nessuna novità per un eventuale trasferimento dal Centro Casteller di Trento

L’orso M49 è stato castrato chimicamente. Parliamo dell’esemplare catturato e rinchiuso nel Centro Casteller di Trento. L’orso fuggito dallo stesso centro lo scorso anno.

La conferma

Lo conferma l’assessore Giulia Zanotelli nella risposta ad un’interrogazione presentata dal gruppo di Futura in Consiglio provinciale a Trento.

Si tratta di una prassi per gli animali detenuti in cattività.

 

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Calmanti all’orso m49

Questo quanto precisato da Zanotelli aggiungendo che all’orso M49 vengono somministrati dal veterinario integratori contenenti sostanze naturali (amminoacidi e vitamine) “che hanno effetti benefici e calmanti senza alterarne comportamento e fisiologia”.

Nel frattempo nel corso di questo mese il plantigrado verrà inserito nella zona verde più ampia dell’area faunistica a sud di Trento.

 

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Ipotesi trasferimento Orso M49

Sull’ipotesi di un trasferimento di M49, l’assessore afferma che la Provincia “ribadisce la disponibilità a consentire il trasferimento del plantigrado in strutture che eventualmente risultassero migliori per ospitarlo, qualora le proposte fossero ben documentate e tecnicamente valide. Rileviamo, in ogni caso, che ad oggi e come in passato, ai proclami non è seguita nessuna proposta concreta fattibile”.

Il ricorso al Tar

Appena dopo la cattura dell’orso M-49 e la chiusura, nuovamente, nel centro di Casteller alcune associazioni animaliste presentarono ricorso al Tar contro le ordinanze del Presidente della Provincia di Trento che hanno disposto la cattura e l’eventuale abbattimento del plantigrado. Ebbene, fa sapere la Provincia di Trento, il Tribunale regionale di Giustizia amministrativa ha respinto, con la sentenza numero 62 del 12 maggio 2020, il ricorso presentato da queste associazioni.

Il Tar sull’ordinanza

“In particolare il Tribunale amministrativo ha riconosciuto che l’amministrazione ha valutato correttamente i presupposti di pericolo e l’urgenza di intervenire a tutela dell’incolumità delle persone e a questo fine il Presidente della Provincia si è legittimamente avvalso del potere di ordinanza attribuitogli dallo Statuto d’autonomia.
La decisione del Tar contrasta dunque quella del Ministero dell’Ambiente che non aveva rilasciato l’autorizzazione alla cattura. Cattura che l’Amministrazione provinciale aveva chiesto a fronte di un quadro chiaro supportato da precisi elementi tecnici e da un altrettanto chiaro parere di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Ha ribadito inoltre il fondamentale principio che la protezione di ogni esemplare di orso trova un preciso limite nella tutela della sicurezza pubblica e nel pericolo per l’uomo.

 

Requisiti Pacobace

Infine ha sottolineato anche l’avallo espresso dalla Corte costituzionale in ordine alla legge provinciale n. 9/2018, che attribuisce al Presidente della Provincia autonoma di Trento la competenza ad autorizzare l’eventuale prelievo, cattura o abbattimento dell’orso in presenza dei requisiti stabiliti dal “Pacobace” (Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpi centro-orientali), acquisito il solo parere dell’ISPRA”.

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