Rifugi Sentinella: come sta cambiando il clima in montagna?
Il progetto giunto al sesto anno, nel 2025 ha riguardato 29 presidi tra rifugi CAI e osservatori del CNR...

Rifugi Sentinella del clima e dell’ambiente: progetto giunto al sesto anno e che nel 2025 ha raggiunto 29 presidi ad alta quota – tra rifugi CAI e osservatori del CNR – per monitorare e analizzare la situazione.
I risultati sono stati pubblicati nel bollettino di aprile del Comitato Scientifico Centrale del CAI.
Come è la situazione nel 2025? Le stazioni meteorologiche sono installate ad altitudini variabili, che vanno, scrive il Cai su Lo Scarpone, dai 700 metri di quota del Rifugio Casonetto, a Foggia, ai 4554 metri di Capanna Margherita.
Il quadro meteorologico che ne è uscito conferma fenomeni sempre più estremi, come intensi nubifragi dopo periodi di siccità e un evidente aumento delle temperature medie. Gli ambienti altomontani e polari sono quelli che subiscono le conseguenze del surriscaldamento globale, con conseguenze che impattano in particolare su fusione dei ghiacciai, trasformazione degli habitat e migrazione di numerose specie.
Il Report
Il monitoraggio si è concentrato su meteo, osservazioni glaciologiche e geologiche, osservazioni botaniche e faunistiche e su inquinamento luminoso.
- Al rifugio Esperia sul Cimone le temperature medie dei sei anni in esame sono tutte più elevate del valore medio riferito alla serie 1991-2020, da un minimo di +0,7 gradi del 2021 ai +2,5 gradi del 2024. Per quanto riguarda le precipitazioni, si nota una netta riduzione rispetto alla stessa storica 1991-2020. Sempre al rifugio Esperia, le precipitazioni medie sono diminuite di 299 millimetri l’anno circa, con valori estremi di +67,2 mm rispetto alla media nel 2024, anno in cui si sono verificati fenomeni alluvionali in Emilia-Romagna, e -629,2 mm nel 2022. Al rifugio Gastaldi, invece, le precipitazioni medie sono diminuite di 262,9 millimetri l’anno circa, con valori estremi di +424 mm sempre nel 2024 e -600,4 mm sempre nel 2022.
- In merito alle osservazioni dell’inquinamento luminoso le anomalie sono una diretta conseguenza dell’inquinamento prodotto dall’uomo e ciò ha conseguenze su ambiente e specie naturali. Il 70% della popolazione mondiale non riesce a vedere la Via Lattea a occhio nudo, e il cielo è sempre meno visibile anche lontano dalle città. Mammiferi, uccelli e anfibi possono perdere l’orientamento o ridurre la loro attività notturna a causa dell’eccesso di luce. Al Rifugio Cervati il cielo è risultato due volte più luminoso rispetto a un cielo completamente naturale. Anche al Rifugio Telegrafo sul Monte Baldo, nonostante i 2147 metri di quota, il cielo notturno è circa 2,7 volte più luminoso rispetto a un cielo naturale.
- Nel 2025 l’osservazione della fauna è avvenuta grazie a 44 fototrappole disposte in 16 rifugi diversi. Monitoraggi che hanno permesso di osservare la presenza di specie come la Ballerina bianca al Rifugio Gastaldi o il Fringuello alpino al Rifugio Maria Luisa o la frequentazione, per due anni consecutivi, del Rifugio Telegrafo da parte del Codirosso spazzacamino. Il Rifugio Citelli, situato sull’Etna a 1740 metri di quota, è diventato il centro di riferimento della rete per lo studio dei pipistrelli. Il Rifugio Esperia ha permesso una prima osservazione delle lettiere di faggio.
- Per le osservazioni glaciologiche ed anche geologiche non sono ancora stati raccolti dati. Per le osservazioni, di comune accordo con la Fondazione Glaciologica Italiana, il CAI è alla ricerca di volontari e volontarie che, una volta formati, possano procedere ai rilievi.
- Il progetto Rifugi Sentinella dedica una sezione significativa alle osservazioni botaniche. Le osservazioni sono state suddivise in base al tipo di analisi effettuata. Fenologico, cioè che studia gli eventi rilevanti nello sviluppo degli organismi, per almeno tre specie a rischio nei pressi di ogni rifugio parte della rete. E fitosociologico, cioè che studia le comunità vegetali, in quattro aree per ognuno dei cinque rifugi coinvolti nelle osservazioni. Analisi, si legge su Lo Scarpone, che hanno restituito un quadro denso di informazioni e di taglio specialistico, per questo oggetto di numerose pubblicazioni a tema su riviste di settore.



