Stefano Ragazzo, prima solitaria di Riders on the Storm alle Torri del Paine

L'alpinista italiano realizza una straordinaria salita della mitica via sulla Est della Torre Centrale: 15 giorni da solo in parete superando incidenti potenzialmente letali, sezioni altamente tecniche, condizioni meteorologiche terribili e dita dei piedi congelate

L’alpinista padovano Stefano Ragazzo dal 21 febbraio al 7 marzo sale in solitaria ‘Riders on the Storm’ sulla Torre Centrale delle Torri del Paine (Patagonia). Ragazzo ha raggiunto l’impensabile: la prima solitaria; ha trascorso 15 giorni da solo sulla parete, superando incidenti potenzialmente letali, sezioni altamente tecniche, condizioni meteorologiche terribili e dita dei piedi congelate.
Parliamo della mitica via di 1300 m, aperta nel 1991 da Kurt Albert, Bernd Arnold, Norbert Bätz, Peter Dittrich e Wolfgang Güllich. Una delle big wall più famose al mondo.
La 34enne guida alpina realizza la prima solitaria della via sulla parete est, liberata – dopo vari tentativi da parte di diverse spedizioni – nel 2024 da Nico Favresse, Siebe Vanhee, Sean Villanueva O’Driscoll e Drew Smith.
Ragazzo si ripete, con un nuovo exploit dopo la prima solitaria di Eternal Flame sulla Nameless Tower nel massiccio delle Torri di Trango nel 2024.

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Il Report di Stefano Ragazzo

“Un mix di emozioni e sentimenti sta colpendo il mio corpo e la mia anima negli ultimi giorni. Basta il dolore dei ghiacci ai piedi per ricordarmi che non è passato molto tempo da quando ho toccato terra il 7 marzo dopo 15 giorni da solo sul versante est della Torre Centrale del Paine, dove, per la prima volta in vita mia ho lottato per qualcosa di più di un vertice, la mia vita, o meglio, un pensiero fisso, il desiderio di tornare tra le braccia della mia ragazza. Questo pensiero mi ha tenuto vivo e probabilmente è stato il motivo principale per cui riesco a scrivere queste parole.
Ho sempre cercato di evitare di parlare delle cose brutte che sono successe lassù ma questa volta quando il mio portaledge si è rotto e il mio portaledge si è capovolto durante una terribile tempesta e mi sono ritrovato a perdere parte dell’attrezzatura e del cibo con le gambe storte intorno alla sua fionda, ho pensato quello era finito, davvero.
Ho lottato così duramente, ho passato tutta la notte a bivagare su un cornicione appeso alla corda aspettando che passasse la tempesta, continuando a muovere i piedi per il freddo e afferrando la parte superiore del mio sacco a pelo per tenerlo vicino.
Nessuna possibilità di salire o scendere, tutta la mia attrezzatura era sulle piazzole fisse sopra di me. Il mio sacco a pelo era così bagnato che era più simile a un lenzuolo. Sono letteralmente sopravvissuto; la mattina è arrivata insieme ad una bella finestra meteo. Cosa devo fare? Magari un rap giù?
Il mio coach @seth prima di partire mi ha detto: “scava in profondità uomo”, quel momento era arrivato.
Ho toccato la vetta il giorno dopo alle 12:40 in una giornata fantastica, senza nuvole, senza vento, cielo azzurro.. Pazzesco!
Non è possibile dirvi cosa è successo negli ultimi 2 mesi in Patagonia e 15 giorni in bacheca in un post ig, quindi lo farò nelle prossime settimane.
Come sempre grazie a tutte le persone che non si sono fidate di me e dei miei progetti impossibili e folli (siete la mia forza), ma la cosa più importante sicuramente, a tutte le persone che lo hanno fatto”.

 

Torri del Paine: Riders on the Storm

Impressionante. Una linea diretta di 1.300 metri sulla Est della Torre Centrale del Paine. Terza via aperta su questa parete, dopo “South African Route” nel 1974 e “Magico Est” nel 1986.
La via fu aperta da Kurt Albert, Wolfgang Gullich, Bernd Arnold, Norbert Batz e Peter Dittrich tra la fine del 1990 e l’inizio del 1991 (7C, A3, 1.300 m). Il team si divise in due gruppi. Circa 20 giorni di arrampicata in sei settimane che rimasero in loco. La via prende il nome dal titolo di una canzone dei Doors.
La prima ripetizione risale al febbraio 2002 ad opera di David Stastny e Jan Kreisinger. A novembre dello stesso anno tocca al team francese composto da Arnaud Boudet, Jean Yves Fredericksen, Yann Mimet e Martial Dumas. Nel 2006 tocca a Nico e Olivier Favresse, Mike Lecomte e Sean Villanueva O’Driscoll.
Nel 2016 la prima salita femminile: Ines Papert e Mayan Smith-Gobat accompagnate dal fotografo Thomas Senf.
Nel 2017 Brette Harrington e Mayan Smith-Gobat tentarono di salire in libera, rinunciarono a causa del maltempo (riuscirono solo due dei quattro tiri). In tutta l’avventura ebbero solo due giorni di bel tempo, per il resto dovettero lavorare con venti forti e tempeste di neve.
La prima libera nel 2024 ad opera di Nico Favresse, Siebe Vanhee, Sean Villanueva O’Driscoll e Drew Smith. Il team ha trascorso 18 giorni in parete, concatenando tutti i 41 tiri, alternandosi come capocordata per ogni singolo tiro.Attualmente è classificata 7c+ A2.

 

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