Tagli aree protette, Federparchi chiede apertura tavolo di lavoro col Governo

“Gli enti gestori dei parchi nazionali e delle aree marine protette sono stati oggetto, come il resto della Pubblica Amministrazione, dei recenti tagli lineari decisi dal governo per l’emergenza energetica dovuta alle crisi internazionali. La decisione, con effetto immediato, ha comportato non pochi problemi gestionali trattandosi di una revisione delle risorse in corso d’opera. Come Federazione delle aree naturali protette italiane abbiamo preso atto della decisione del governo di natura emergenziale. – lo afferma il presidente di Federparchi Luca Santini -. Tuttavia riteniamo che il taglio del 23% delle risorse non possa e non debba assumere carattere strutturale.
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Per tale ragione, abbiamo chiesto al Ministro dell’Ambiente di essere interlocutori nell’apertura di un tavolo di lavoro che consenta di individuare in prospettiva le risorse necessarie a garantire il pieno e corretto funzionamento delle aree protette italiane.
L’inserimento, nell’ambito della riforma della legge n. 394 del 1991, di una disposizione che metta al sicuro le risorse destinate alle aree protette rappresenterebbe un segnale forte dell’importanza strategica che la conservazione della natura riveste per il futuro del nostro Paese.
Parliamo di tutela della natura e della biodiversità, di protezione delle specie animali e vegetali e protezione degli habitat naturali; parliamo inoltre di sviluppo sostenibile per le comunità. Insomma, le aree protette sono un pezzo importante di territorio dell’Italia, dove vivono migliaia di persone e dove si cerca di conservare il giusto equilibrio con gli ecosistemi.
Non dimentichiamo, inoltre, che abbiamo gli obiettivi europei da raggiungere entro il 2030: il 30% di territorio protetto sia a terra che a mare. Oggi siamo al 21% a terra e al 16% a mare; ci sono le condizioni per centrare il risultato, serve volontà politica e le risorse necessarie.”



