“Tagli del Mase alle aree protette, duro colpo alla natura italiana”

Parchi nazionali, aree marine protette e riserve statali ricevono dal Ministero dell’Ambiente comunicazioni di riduzione dei fondi. Per le associazioni ambientaliste il taglio sarebbe del 23% rispetto allo scorso anno...

Marine Protette, Parchi Nazionali e Riserve statali stanno ricevendo, fa sapere il WWF Italia, comunicazioni dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica di un consistente taglio per l’esercizio finanziario in corso nelle assegnazioni dei fondi per le spese di natura obbligatoria.

La decisione

“La riduzione dei fondi delle aree naturali protette – scrive il WWF –  sarebbe l’effetto di un taglio che ha colpito l’intero Ministero dell’ambiente nella Legge di Bilancio 2026 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale a dicembre 2025). Non si sta procedendo ad un taglio lineare su tutte le aree protette, ma a tagli variabili a seconda del singolo parco, riserva o AMP: in ogni caso, il taglio complessivo per le aree protette si aggira intorno al 23% dei fondi assegnati lo scorso anno. Si tratta di tagli cospicui che nel caso di alcuni parchi nazionali supera i 700.000 euro e che colpiscono i trasferimenti per le spese di funzionamento ordinario incidendo sulle principali funzioni di conservazione e valorizzazione che le aree protette svolgono sui territori.
È molto grave che l’Italia scelga di penalizzare in generale il Ministero dell’ambiente e le aree protette in particolare. Il nostro Paese, infatti, avrebbe bisogno esattamente del contrario: maggiori investimenti sulla conservazione della natura, in linea con l’obiettivo di 30% di territorio efficacemente protetto a terra e a mare entro il 2030, perché abbiamo un territorio fragile, sottoposto agli effetti del cambiamento climatico e con uno spaventoso incremento annuale di terreno cementificato: le aree protette sono strumenti efficaci per contrastare questi pericoli e dovrebbero essere gestite al meglio”.

Le conseguenze

“La contrazione rispetto all’assegnazione del precedente esercizio – aggiunge il WWF Italia – avrà una incidenza diretta sulla continuità dei servizi essenziali – monitoraggio e azioni di conservazione, apertura al pubblico, educazione ambientale, manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché prevenzione antincendio boschivo, particolarmente critica nell’attuale stagione estiva – oltre che sui rapporti con il personale incaricato e con le ditte affidatarie che a volte ricoprono ruoli fondamentali per assicurare la gestione. La compressione a esercizio in corso espone poi la gestione al rischio concreto del mancato rispetto di impegni già assunti.
È molto grave, infine, che tagli così pesanti arrivino a metà anno quando gli enti gestori hanno già impegnato, se non speso, le somme su cui potevano fare affidamento sulla base del consolidato. Come si fa a chiedere maggior efficienza ed efficacia ai soggetti che gestiscono queste aree protette se i fondi assegnati vengono ridotti di un quarto a metà esercizio? Che tipo di pianificazione può fare un soggetto gestore se la cifra a sua disposizione per tutto l’anno viene cambiata unilateralmente a fine giugno?”

Ambientalisti: “Una scelta miope”

Le organizzazioni Blue Marine Foundation, Greenpeace Italia, Italia Nostra, Lipu, Marevivo, Mountain Wilderness, ProNatura, WWF Italia e Worldrise ritengono che questo taglio alle aree naturali protette dello Stato rappresenti l’ennesima prova di una politica che non vuole ritenere la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi un grande investimento, anche per le future generazioni, come stabilisce la nostra Costituzione. Si tratta di una scelta miope che non solo danneggerà i nostri tesori naturali, a farà anche perdere tante occasioni di sviluppo economico e sociale.

Un Commento

  1. D’altronde per produrre fucilini, carrarmatini razzini e putt…. varie i soldi da qualche parte li devi prendere

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