Team italiano tenta l’inviolato Nakpo Kangri

La Cina da un paio di anni ha aperto agli alpinisti una zona nella remota valle di Shaksgam, regione dello Xinjiang.

Una cordata italiana CAI formata da Alessandro Arrigoni Battaia, Matteo Bedendo e Marco Lecci è in partenza per il Nakpo Kangri (6.956 m), un Seimila molto estetico ed ancora inviolato

Si tratta di alpinisti non professionisti, soci del Club Alpino Italiano, con buona esperienza.

“Matteo è l’ideatore della spedizione – spiega Arrigoni Battaia su Lo Scarpone -. È molto esperto di Himalaya, ci ha vissuto tre anni. Sa dove si può andare e ci ha proposto questa meta. Il fatto che non ci sia stato nessuno ha pesato molto: è una zona militare, il governo ha riaperto da due anni. Non è stato fatto molto su quel versante. Nel 2010 Hervé Barmasse ha tentato la nord del Gasherbrum, qualcuno in passato ha prodotto dei tentativi in zona ma non ci sono troppe informazioni a riguardo, a cominciare dagli avvicinamenti”.

Il CAI ha selezionatp la proposta di Arrigoni, Bedendo e Lecci tra i progetti vincitori del bando spedizioni 2026.
Il team partirà a metà agosto con l’obiettivo di tentare la prima salita del versante ovest in stile alpino senza ossigeno, portatori d’alta quota e corde fisse. Si acclimateranno sul Peak Lenin.

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