Tornello in Val Gardena, il Cai: “La montagna deve essere libera”
Dopo l'iniziativa di alcuni coltivatori che avevano installato un tornello con pedaggio (5 euro) per il sentiero di Monte Seceda. Si ripresenta il problema dell'overtourism

Ha fatto rumore il tornello posizionato all’imbocco del sentiero per il monte Seceda in Val Gardena. L’accesso, in base all’iniziativa/provocazione, possibile solo con il pagamento di una quota di ingresso. 5 euro. Si trattava del gesto provocatorio di alcuni proprietari dei terreni, che ricadono all’interno del Parco naturale Puez-Odle, sui quali passa un itinerario percorso ogni giorno da centinaia di turisti, escursionisti e ciclisti. L’iniziativa è stata sopesa da Comune e Provincia, ma porta, nuovamente, alla ribalta il problema dell’overtourism sulle Dolomiti, e non solo.
Tornelli in Val Gardena, la posizione del Cai
Il Club Alpino Italiano ci tiene a fare chiarezza. Queste le parole del presidente generale Antonio Montani.
“Dal nostro punto di vista, si tratta di una provocazione che ha il merito di porre l’attenzione sulle conseguenze di un turismo di massa senza freni nei territori montani. Il Club Alpino Italiano è contrario però a ogni restrizione della fruizione della montagna. Per il Sodalizio l’accesso alla montagna deve essere libero e i sentieri, anche se passano su terreni privati devono essere accessibili. Naturalmente il Cai condanna ogni comportamento non rispettoso nei confronti dell’ambiente e delle proprietà altrui”.



