Trento Film Festival: la 74^ edizione parla di dialogo e confronto
Dal 24 aprile al 3 maggio il capoluogo trentino è pronto ad ospitare la 74. edizione del Trento Film Festival, con i suoi 130 film e i 150 appuntamenti in programma, ai quali si aggiungono oltre 100 appuntamenti del T4Future, la sezione dedicata alle nuove generazioni...

In un mondo dove sembra prevalere la logica dello scontro, il Trento Film Festival prova a dare il suo contributo al dialogo e al confronto non solo tra donne e uomini di diverse nazionalità e culture, ma anche tra generazioni, riflettendo sul significato profondo del passaggio di testimone.
E lo fa, come sempre, utilizzando i linguaggi universali del cinema, della letteratura, della musica e dell’arte, per raccontare le Terre Alte del pianeta e l’intreccio indissolubile tra vette e comunità umane.
Dal 24 aprile al 3 maggio il capoluogo trentino è pronto dunque ad ospitare la 74. edizione del Trento Film Festival, con i suoi 130 film e i 150 appuntamenti in programma, ai quali si aggiungono oltre 100 appuntamenti del T4Future, la sezione dedicata alle nuove generazioni.
La presentazione
Il programma dell’edizione è stato presentato a Milano, durante la conferenza stampa organizzata al Cinemino di via Seneca, alla presenza del presidente del Trento Film Festival Mauro Leveghi, di Angelo Schena, delegato alla cultura del Presidente generale del Club alpino italiano Antonio Montani, della direttrice della rassegna Luana Bisesti e di Mauro Gervasini, responsabile del programma cinematografico. In rappresentanza del Comune di Trento, socio del Festival, è intervenuta anche l’Assessora alla cultura e Vicesindaca Elisabetta Bozzarelli.
19 i film selezionati nel Concorso internazionale, 130 i film in totale da ben 38 Paesi. Gervasini: “La complessità della montagna si esprime con una lingua visiva nuova, più consapevole, più aperta alla percezione nella sua totalità”.
Celebrare il cinema di montagna, la sua ricchezza e la sua complessità. Il 74. Trento Film Festival si propone ancora una volta un obiettivo alto come le vette inquadrate dalla sua metaforica macchina da presa. E il Concorso internazionale racchiude perfettamente questa volontà di descrivere e raccontare la complessità delle Terre Alte di tutto il mondo: diciannove i titoli che si contenderanno le Genziane d’oro e d’argento assegnate dalla Giuria internazionale, tredici lungometraggi e sei corti, con quindici nazionalità rappresentate: Stati Uniti, Regno Unito, Norvegia, Italia, Francia, Repubblica del Congo, Bulgaria, Bolivia, Iran, Canada, Argentina, Paesi Bassi, Cambogia, Portogallo e Georgia.
«Esistono tratti comuni tra i film? Forse sì, nella diversita delle storie e dei contesti si esalta la ricerca di modalita di narrazione non banali, che vadano oltre il cinema d’alpinismo standard, spostando l’attenzione in modo a tratti radicale: non piu (solo) i contenuti ma le forme, piu sperimentali in certi casi o classiche in altre ma mai didascaliche, mai solo divulgative. Come se la complessita della montagna meritasse finalmente una lingua visiva nuova, piu consapevole, piu aperta alla percezione nella sua totalita» spiega Mauro Gervasini, responsabile del programma cinematografico del Trento Film Festival.
«Film che si vedono ma si devono anche “sentire”, come insegnano il corto Film de roche di Laurence Olivier oppure Le chant des forêts di Vincent Munier, fresco vincitore del Ce8sar come miglior documentario, o ancora il corto A Bear Remembers di Zhang & Knight, che nelle differenze e come se chiamassero lo spettatore ad ascoltare, prima di guardare», prosegue Gervasini riassumendo i contenuti dei film del Concorso internazionale. «Linee sperimentali come quelle di Trillion di Victor Kossakovsky, che rielabora con una finissima trama fotografica in bianco e nero il mito di Sisifo caro agli esistenzialisti francesi, oppure The Wind Blows Wherever It Wants del georgiano Ivan Boiko, transumanza di pastori con le loro loro greggi contemplata come fosse il flusso di un fiume, seguendo i tempi naturali della montagna. Il vento soffia dove gli pare nonostante gli uomini, verrebbe da dire. Alcuni, pero, rinnovano la loro sfida nei confronti delle vette. E> una sfida salutare, un misurare i propri limiti e il proprio orologio biologico senza forzare le rocce, la loro morfologia e la loro essenza. Succede nei film di alpinismo del concorso: Old Man Lightning di Dawn Kish con il leggendario climber americano John “Verm” Sherman, Girl Climber di Jon Glassberg con Emily Harrington, Pas peur du bonheur di Ambroise Abondance con l’atleta paralimpico Oscar Burnham ma anche 3000 km en bicicleta di Ivan Vescovo con l’ex biker olimpico InD aki Mazza che a soli 21 anni ha abbandonato il circo Barnum dello sport agonistico per vivere il gesto atletico in purezza in una attraversata della Patagonia in BMX. Tra i tredici lungometraggi del concorso anche un film di finzione, The North di Bart Schrijver, al centro una amicizia messa a dura prova da un viaggio a piedi lungo le 600 miglia della Scozia».
Il Trento Film Festival affida la sua apertura all’anteprima internazionale di Per silenzio e vento di Marco Zuin – in uscita nelle sale prossimamente per Wanted -, un toccante documentario in grado di esplorare il legame spirituale tra l’uomo e l’ambiente montano, superando l’idea di alpinismo come conquista o gesto edonistico per tramutarsi in ascolto profondo, attraverso lo sguardo dello scrittore Matteo Righetto e il suo incontro con alpinisti, studiosi e chi la montagna la vive quotidianamente. Una riflessione sul valore etico dell’alta quota in un’epoca di crisi ecologica e di pressione turistica. Chiudera la manifestazione un’altra attesa anteprima,Climbing for Life di Junji Sakamoto, l’incredibile storia di Junko Tabei, prima donna a conquistare l’Everest, nel 1975, che, nonostante la diagnosi di una malattia terminale, ha continuato fino all’ultimo a sfidare le montagne.
Dopo il successo della scorsa edizione, prosegue la rubrica Cincontri, un simbolico anello di congiunzione tra le due anime del Festival, il programma cinematografico e il programma degli eventi: in sala saranno presenti i registi e in alcuni casi i protagonisti dei film, per un vero e proprio talk che seguira le proiezioni. Tra i protagonisti e le protagoniste il regista Matteo Oleotto con il suo Ultimo schiaffo; gli alpinisti Matteo della Bordella e Tommaso Lamantia, protagonisti di Oltre i venti del sud di Gian Luca Gasca; l’esploratrice Kim Young-Mi, regista e protagonista del film Alone in Antarctica; Um Hong-Gil, alpinista protagonista del film The Himalayas di Lee Seok-Hoon; Thomas Prenn e Francesco Acquaroli, interpreti del film Zweitland – Seconda patria di Michael Kofler, che saranno presenti alla proiezione insieme alla scrittrice Francesca Melandri; Luciano Casagrande, Giuseppe Cederna e Ram Kedar Negi Gawa, coprotagonisti del film Il rospo e il diamante di Beniamino Casagrande.
«Storie, vite, persone, montagne. I quattro elementi cardinali di un 74. Trento Film Festival che sceglie di essere umanista in un momento storico ai limiti del disumano, raccontando resistenze dalle e nelle Terre Alte: la partigiana del corto Prima dell’aurora di Chiara Zoja, la giovane guardiacaccia sudafricana in lotta con i bracconieri di The Last Ranger di Cindy Lee, i coltivatori di ulivi in Cisgiordania di Land of Canaan di Maggie Lemere, i calciatori che sfidano lo spopolamento della loro comunita montana nel greco The Goals of August di Dimitris Koutsiabasakos. E ancora le donne trentine di diverse generazioni in lotta per la loro emancipazione in Fémene di Elena Goatelli, presentato in Orizzonti vicini. Mondi diversi, prospettive lontane e vicine, e la densita delle esperienze come denominatore comune», conclude Gervasini, dando al pubblico appuntamento in sala, al Cinema Modena o al Supercinema Vittoria di Trento, per una 74a edizione che sapra regalare ancora una volta emozioni d’alta quota.



