Trio giapponese in vetta all’inviolato Jarkya Himal

I tre alpinisti giapponesi Masayuki Takenaka, Tatsuro Sugimoto e Ryota Nomura in vetta all’inviolato Jarkya Himal (6.473 m) situato sulla cresta di confine Nepal–Tibet, a Nord del Manaslu. Questo Seimila fa parte delle 104 montagne aperte ai permessi di scalata dal Nepal solo a partire dal 2014. Takenaka aveva già tentato due volte, nel 2020 quando giunse a 5400 metri e poi nel 2023 con Sugimoto e Nomura quando aprì la via di cresta fino a 6300 metri (poi si girò al traverso ghiacciato situato sotto la cima est).

Per il trio giapponese si tratta di un bel bis, in quanto hanno firmato un’altra prima assoluta. Ovvero il Gyala (6.363 metri).

Jarkya Himal

La squadra è partita dal campo base a 4.550 metri, è salita per un sistema di creste fino a 6.000 metri e poi ha percorso la cresta di confine verso ovest. Sono così giunti alla cima est (6.451 metri), sono scesi alla sella a 6.315 metri e risaliti sulla vetta principale a 6.473 metri. In totale, 11 ore di movimento continuo.

Hanno dovuto affrontare terreno misto: pietraie, morene, roccia attrezzata con una corda fissa e poi il ghiacciaio, il grande plateau glaciale dove si sprfondava a causa delle recenti nevicate.
La sezione tecnicamente più delicata si trova prima della cima est, qui la cresta ha un traverso su neve dura inclinata, vi è un cornicione sporgente verso il Tibet. Qui si ritirarono nel 2023.
Appena dopo C3 uno bello spavento: Takenaka sul plateau glaciale p caduto in un crepaccio, fortunatamente senza conseguenze gravi.
Nel totale i tre alpinisti hanno trascorso cinque notti consecutive sopra i 6.000 metri.

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