Una ricerca UIAA mette in guardia sull’uso di gas xenon in montagna

Gas xenon: l’UIAA (Commissione medica) mette in guardia sull’uso di questa sostanza per eccelerare l’acclimatazione in montagna.
Un team di ricerca internazionale ha, in sintesi, affermato che l’adattamento fisiologico alle alte quote è un processo complesso che interessa altri sistemi di organi oltre al sangue, tra cui polmoni, cervello, cuore e reni ed accelerare artificialmente l’adattamento di un singolo sistema non è opportuno.
Alcune settimane fa l’UIAA (Unione Internazionale delle Associazioni di alpinismo) ha pubblicato un documento programmatico (leggi QUI) nel quale si afferma che i benefici del gas xenon – questo gas, vietato negli sport professionistici dall’Agenzia mondiale antidoping (WADA) in quanto sostanza dopante, stimola la produzione naturale di eritropoietina (EPO), un ormone che aumenta i globuli rossi, col risultato di migliorare la capacità del corpo di adattarsi all’altitudine – non sono stati dimostrati, mentre i rischi sono molti.
La spedizione Xenon sull’Everest
Lo scorso maggio abbiamo assistito alla prima spedizione Xenon sull’Everest: missione compiuta per 4 veterani militari britannici che sono arrivati in vetta al Tetto del mondo in soli 5 giorni dalla partenza dall’aeroporto di Londra. Senza acclimatazione. I 4 hanno inalato il gas xenon in una camera iperbarica prima di partire. Poi un elicottero li ha portati al campo base e poi direttamente su in montagna, senza giri per acclimatarsi. Sono stati un po’ rallentati solo dal vento trovato ai campi alti. Hanno utilizzato le bombole di ossigeno.
I ricercatori
Mettono in guardia dall’uso di questa sostanza al di fuori di studi clinici svolti sotto controllo medico. Riferiscono che l’effetto non è duraturo né sufficientemente studiato. Inoltre, i rischi come depressione respiratoria, carenza di ossigeno o danni neurologici possono essere gravi.
Aggiungono che l’adattamento fisiologico alle alte quote è un processo complesso che interessa altri sistemi di organi oltre al sangue, tra cui polmoni, cervello, cuore e reni. Accelerare artificialmente l’adattamento di un singolo sistema non è quindi opportuno.
In sintesi, il gruppo di ricerca è contrario all’uso dello xenon in preparazione o durante le spedizioni ad alta quota, a meno che non si tratti di studi scientifici strettamente controllati e con un’adeguata supervisione medica. Anche perché, dicono, partire per spedizioni non adeguatamente acclimatati non solo aumenta il proprio rischio, ma può mettere a repentaglio la sicurezza dell’intero team.



