“Via reti e materassi dai bivacchi”, Cai Veneto contro il turismo dei like

La situazione sta diventando sempre più insostenibile e si corre ai ripari, anche con provocazioni: durante il ponte del Primo Maggio 2026 il Soccorso Alpino è dovuto intervenire per escursionisti impreparati nei pressi del Bivacco Fratelli Fanton a Forcella Marmarole e il presidente del CAI Veneto, Francesco Abbruscato, punta il dito sul fatto che strutture progettate come rifugio di emergenza per alpinisti esperti vengono presentate online come destinazioni turistiche accessibili a chiunque.
Risultato? Obbligati a interventi costosi e pericolosi che mettono a rischio la vita degli escursionisti ma anche quella dei soccorritori.

Il 30 aprile il Cnsas è intervenuto per trarre in salvo quattro escursionisti bloccati per sfinimento mentre tentavano di raggiungere il Bivacco Fanton. Impossibilitati a proseguire o a tornare indietro, sono stati individuati dai soccorritori e recuperati con il verricello per essere ricondotti a valle.

Che fare?

Abbruscato propone misure concrete e radicali al fine di riportare il bivacco alla sua funzione originaria: via coperte, materassi e comfort, restare solo un tavolato essenziale. I bivacchi devono essere strutture di emergenza, ricoveri. Nulla più. E poi installare sistemi di videosorveglianza per monitorare gli accessi. Nei casi più gravi non escludere la chiusura a chiave o persino la rimozione della struttura.
L’obiettivo? Scoraggiare l’usare un bivacco come ostello.
Il nuovo Fanton è stato inaugurato nel 2021 con una struttura a “scafo”. Sembra un cannocchiale che guarda a valle, un gioiellino architettonico da far vedere, da farsi vedere, sui social e ciò attira altre persone – spesso non preparate – ad avventurarsi in escursioni non alla portata e semmai senza esperienza e conoscenza del territorio e senza una organizzazione preventiva seria.
Ovviamente la situazione non riguarda soltanto il Bivacco Fanton… situazioni del genere se ne vedono tra Alpi ed Appennini.

LEGGI ANCHE Dolomiti, ecco il nuovo bivacco Fanton a Forcella Marmarole

Cai La montagna non è uno sfondo per contenuti digitali da consumare e condividere: è un ambiente severo che richiede preparazione, umiltà e rispetto profondo per chi è venuto prima e per chi dovrà usare quelle strutture dopo. Un bivacco esiste per salvare vite, non per comparire nelle storie di Instagram.

Insomma, basta uso improprio e imprudente dei bivacchi in alta quota, servono soluzioni concrete e drastiche. Altrimenti si sprofonda nella deriva turistica dei “like”.

Sulla questione è intervenuto anche il Presidente del Cai Alto Adige, Carlo Alberto Zanella, che a Il Dolomiti ha detto: “Basta e avanza che ci siano costruzioni minime, spartane, con due panche e un tavolo. Non occorrono vetrate panoramiche o design all’avanguardia”.

Un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio