Peter Habeler Piolet d’Or alla carriera 2026
Nella big list ci sono diverse salite italiane...

Peter Habeler Piolet d’Or alla carriera 2026. Si ha già la big list delle salite, tra le quali spiccano il Kimshung di Cazzanelli e l’invernale al Fitz Roy di Della Bordella.
La rassegna quest’anno – dopo i due anni sulle Dolomiti – verrà ospitata in Oisans-Vénéon e si terrà dal 21 al 25 ottobre.
Il primo Oscar dell’alpinismo alla carriera fu assegnato nel 2009 a Walter Bonatti. Poi gli altri… leggi qui
Peter Habeler Piolet d’Or alla carriera 2026
Peter Habeler, alpinista austriaco (nato a Mayrhofen il 22 luglio 1942) insieme a Reinhold Messner ha scalato l’Everest senza ossigeno supplementare. Una impresa per allora ritenuta suicida. Era il 1978. Habeler ha scalato 5 Ottomila. La Nord dell’Eiger a tempo di record, ripetendola poi a 74 anni con David Lama. Il nome di Habeler è legato anche alle big wall di Yosemite e alle Montagne Rocciose.
Iniziò la sua carriera di scalatore nel 1969 insieme a Reinhold Messner. Seguirono numerosi successi, tra i quali il più importante fu la prima ascesa senza ossigeno supplementare al monte Everest, nel 1978, impresa compiuta insieme a Messner, e che era precedentemente considerata impossibile per un essere umano.
Tanto impossibile che fu messa in discussione accusando i due di aver usato ossigeno di nascosto. Messner non ci sta e due anni dopo lo rifà. Stavolta da solo. E sempre senza ossigeno. Per di più aprendo una variante sulla nord.
Immaginate cosa potesse significare fare quel tentativo: un salto nel buio! Tutti, o quasi, che dicevano loro di non tentare, che era una impresa impossibile. Suicida!
Altri ottomila da lui scalati sono Cho Oyu, Nanga Parbat, Kangchenjunga e Gasherbrum I.
Tra i suoi successi come scalatore sono da menzionare le prime ascese delle Montagne Rocciose e fu inoltre il primo europeo a scalare le grandi pareti del Parco nazionale di Yosemite. Dirige la Peter Habeler Ski and Mountaineering School nella sua città natale, Mayrhofen, in Austria.
La Big List
La giuria internazionale è composta da Lise Billon, Jordi Corominas, Luka Lindič, Young Hoon Oh, Paul Ramsden e Enrico Rosso. Dovranno scegliere fra una lista di 78 ascensioni, portate a compimento nel corso del 2025 e selezionate accuratamente da Lindsay Griffin e Dougald MacDonald dell’American Alpine Journal e Rodolphe Popier della Fédération Française des Clubs Alpins et de Montagne. Salite dalle Alpi all’Himalaya, Norvegia, Patagonia e Groenlandia.
Figurano l’invernale della via Casarotto al Fitz Roy (Matteo Della Bordella e Marco Majori, settembre 2025), la prima solitaria invernale alla via dei Ragni sul Cerro Torre (Colin Haley, settembre 2025) e il concatenamento dei quattro versanti del Monte Bianco in 21 ore (Nicolas Jean e Benjiamin Védrines, giugno 2025). Ed ancora le discese con gli sci: parete sud del Monte Robson (Christina Lustenberger e il recentemente scomparso Guillaume Pierrel, febbraio 2025), la normale dell’Everest (Andrzej Bargiel, settembre 2025).
Tra le altre salite, il Kimshung (François Cazzanelli, Giuseppe Vidoni, Lukas Waldner e Benjamin Zoerer, ottobre 2025), Jannu Est (Nicolas Jean e Benjiamin Védrines, ottobre 2025), parete nord ovest dello Shawa Kangri (Matteo De Zaiacomo, Chiara Gusmeroli e Davide Nesa, settembre 2025).




