Pubblicato il: mar, Mar 15th, 2016

Valanghe, il vademecum per chi va in montagna

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La valanga in valle Aurina (Alto Adige) che ha causato la morte di 6 persone pone d’attualità il problema delle valanghe. Vi proponiamo lo schema di comportamento redatto dal Soccorso Alpino

valanga

 

La valanga in Valle Aurina (Alto Adige) dove sono morte sei persone (tra cui un 16enne) pone d’attualità il problema delle valanghe e sollecita a conoscere e seguire alcune, fondamentali, regole di sicurezza prima di muoversi in montagna. Anche perché, come dice Messner, sotto le valanghe si muore più sulle Alpi che in Himalaya.

 

Questo che vi proponiamo è lo schema redatto dal Cnsas (Soccorso alpino e speleologico).

 

REGOLE BASE PER UNA MAGGIORE SICUREZZA E PREVENZIONE

 

COSA FARE A TAVOLINO

  1. Scegliere la gita adeguata alle condizioni meteo-climatiche e nivologiche ed adeguata alle proprie condizioni psico-fisiche e tecniche e a quelle del gruppo con il quale ci si associa.
  2. Controllare il buon funzionamento dell’artva con particolare riguardo alla carica delle batterie.
  3. Controllare che la sonda da autosoccorso funzioni correttamente e che la pala sia in ordine.
  4. Ascoltare e studiare attentamente le indicazioni del Bollettino Nivo-Meteorologico locale in riferimento alla località della gita.

 

COSA FARE PRIMA DI INIZIARE LA GITA

  1. Provvedere a indossare da subito l’artva acceso in trasmissione sotto la giacca a vento o sotto altro indumento in uso (l’ARTVA nello zaino o spento equivale a lasciarlo a casa!!).
  2. Controllare da parte di tutti i componenti del gruppo, secondo le indicazioni della casa costruttrice, il corretto funzionamento dell’ARTVA sia in trasmissione sia in ricezione.
  3. Controllare che gli sci (tavola, ciaspe o altra attrezzatura) siano scollegati dagli scarponi e che i bastoncini siano impugnati fuori dai laccioli (ogni legame tra sci e scarponi va eliminato).
  4. Controllare che tutti abbiano in dotazione pala e sonda individuale (per ogni soggetto deve esserci questa dotazione, va negata la logica di “una pala o una sonda ogni 3 è sufficiente per tutto il gruppo”).
  5. Ricordare di indossare sempre abbigliamento pesante ed adeguato anche in presenza di temperature elevate (pensare e prevedere il peggio spesso aiuta a prevenire).

 

COSA FARE DURANTE LA GITA

  1. Durante tutto il percorso, anche nelle parti che si reputano potenzialmente meno pericolose, valutare con estrema attenzione ogni singolo pendio che si attraversa.
  2. In caso di sospetto e dubbio effettuare un test di stabilità del manto nevoso.
  3. Se l’esito è positivo (distacco su minima sollecitazione) sospendere la gita con onestà e senso di responsabilità per sé e gli altri componenti del gruppo (è preferibile raccontare della ritirata che non avere più la possibilità di farlo).

 

COSA FARE IN CASO DI TRAVOLGIMENTO

  1. Mantenere estrema calma e aprire immediatamente gli attacchi ed ogni altro vincolo possa concorrere a determinare un “effetto ancora” (sci, bastoncini, snowboard, racchette da neve – ciaspe, ecc.).
  2. Vincolare saldamente lo zaino alla vita a protezione del dorso (vecchie teorie che consigliavano di abbandonarlo sono del tutto supertate). Lo zaino protegge, infatti, in ogni caso da urti e dal freddo, permette inoltre di aiutare con il proprio contenuto (attrezzatura medica, vestiario, ecc.), in caso che la valanga non travolga completamente che lo possiede, gli altri componenti del gruppo, se travolti.
  3. Tentare di galleggiare opponendo, per quanto possibile, resistenza attiva alla neve.
  4. Se rimasti in superficie e se coscienti, a valanga ferma, controllare le proprie condizioni e le condizioni della propria attrezzatura, insieme ad una valutazione complessiva della situazione (pericoli ancora presenti, possibili successivi distacchi, ecc.). Contestualmente controllare immediatamente lo stato del proprio gruppo e/o di altre persone eventualmente presenti, se ci sono travolti e/o sepolti.

 

COSA FARE DOPO IL TRAVOLGIMENTO

  1. Verificato a vista che non ci sono altri possibili distacchi (questa valutazione deve essere veloce quanto certa), commutare l’ARTVA dalla modalità trasmissione a quella in ricezione ed iniziare la ricerca dei soggetti eventualmente sepolti.
  2. Contemporaneamente allertare immediatamente il numero 118 che provvederà a pianificare ed eseguire la missione di soccorso. Seguire quanto riportato in “Modalità di allertamento”. Questa operazione non deve durare più di 2-3 minuti al massimo.
  3. Effettuare di seguito la ricerca “vista-udito”, verificando il campo della valanga con attenzione e registrando con cura ogni possibile anomalia.
  4. In caso di ritrovamento di oggetti (sci, bastoncini, vestiario, ecc.), questi vanno posizionati in modo stabile e visibile nello stesso posto in cui sono stati rinvenuti (il 58% dei travolti da valanga non viene completamente sepolto)
  5. La ricerca “vista-udito” è, quindi, fondamentale, ogni piccolo rumore va dunque vagliato attentamente.

 

PER CHI E’ PRESENTE MA NON E’ COINVOLTO NELLA VALANGA

  1. Nella fase del distacco, memorizzare il punto di travolgimento ed il punto di scomparsa, poiché tali punti in base alla direzione del flusso di valanga possono indicare le zone di ricerca primaria.
  2. Dirigersi, una volta accertata la possibilità di intervenire in sicurezza nella zona valutata di ricerca primaria e iniziare la ricerca con “ARTVA-vista-udito”.
  3. Durante la ricerca, ogni oggetto rinvenuto (sci, bastoncini, vestiario, ecc.) segnerà anche il punto di sondaggio veloce. In caso negativo ogni oggetto vanno riposizionato in modo stabile e visibile nello stesso posto in cui è stato rinvenuto.

 

COME OPERARE SE VIENE TROVATO IL SOGGETTO SEPOLTO

  1. In caso di esito positivo determinato da ricerca “ARTVA-vista-udito” e sondaggio, provvedere immediatamente alla spalare la neve accumulata, cercando di raggiungere prioritariamente la testa del sepolto.
  2. Fare estrema attenzione ad iniziare a spalare sempre a valle del travolto (si evita una pericolosa quanto inutile perdita di tempo qualora la neve a monte dovesse scivolare verso il punto di escavazione, oltre a facilitare le successive manovre di estrazione del soggetto sepolto). Valutare la presunta profondità del sepolto con la sonda ed iniziare a spalare a valle nell’ipotetica profondità del puntale della sonda.
  3. Trovata la testa del soggetto sepolto passare a disostruire immediatamente le vie aeree da neve o altro presente, facendo attenzione a non causare danni al capo, muovendolo impropriamente
  4. In caso di incoscienza, di assenza di respiro e di attività circolatoria del soggetto sepolto, provvedere se addestrati, alla Rianimazione Cardio Polmonare (RCP).
  5. Provvedere, quindi, ad attuare tutte le misure necessarie a mettere in condizioni di ulteriore sicurezza il soggetto in relazione alle sue.

 

COME OPERARE SE NON VIENE TROVATO IL SOGGETTO SEPOLTO

  1. Continuare con decisione, nell’attesa dell’arrivo delle Squadre C.N.S.A.S., la ricerca nelle zone di accumulo, nelle eventuali curve formate dal flusso di valanga, a valle di alberi e/o massi presenti sul fronte di accumulo della valanga.
  2. Memorizzare con precisione le modalità dell’evento e tutte le azioni di ricerca svolte e, all’arrivo delle Squadre C.N.S.A.S., comunicare quanto svolto sino ad allora.

 

MODALITA’ DI ALLERTAMENTO

Disposizioni generali da attuarsi e richiedersi per tutti i tipi di intervento:

  1. Precisi dati identificativi dell’infortunato/i (nome, cognome, residenza) quando possibile ed eventuale numero telefonico dell’apparecchio da cui viene effettuata la chiamata.
  2. Luogo dell’incidente o riferimenti che possano rendere facilmente identificabile il posto.
  3. Descrizione sommaria dell’incidente con precisazione dell’ora in cui è accaduto.
  4. Numero esatto o presunto delle persone travolte.
  5. Numero esatto o presunto delle persone sepolte.
  6. Marca e modello di apparato A.R.T.V.A. e/o altra tecnologia.
  7. Presenza di eventuali testimoni in grado di fare un’esatta anamnesi dell’accaduto:

– avvenuta effettuazione di ricerca vista-udito-A.R.T.V.A.;

– descrizione sommaria della valanga (dimensioni e caratteristiche) e punto del travolgimento e/o scomparsa (DX, SN, ALTO, BASSO, ecc.);

– oggetti già estratti e loro localizzazione come da punto precedente;

– altre notizie e particolari che possano facilitare l’intervento.

 

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