Mountain Wilderness: “SkyWalk al Passo Paradiso. Stop ai lavori”

Riceviamo e pubblichiamo:
“In località Monticelli, poco distante da Passo Paradiso, nel territorio di Ponte di Legno, a 2.585 metri di quota, è in costruzione una nuova attrazione turistica: lo SkyWalk, una piattaforma panoramica a sbalzo con pavimento e parapetti in vetro, pensata per offrire ai visitatori una vista a 360 gradi sull’Alta Val Camonica e sull’Alta Val di Sole. L’opera, che dovrebbe essere completata entro l’estate 2027, prevede un percorso ad anello sospeso sulla montagna. I primi materiali necessari alla realizzazione sono già stati trasportati in quota con l’elicottero.
Per Mountain Wilderness questa non è una valorizzazione della montagna, ma l’ennesimo episodio di infrastrutturazione selvaggia dell’alta quota. Una montagna che continua a essere modificata, attrezzata, spettacolarizzata e trasformata in un parco divertimenti a cielo aperto, nel tentativo di co-struire sempre nuove attrazioni per richiamare turisti.
La domanda che ci poniamo è semplice: perché una montagna a 2.585 metri dovrebbe avere bi-sogno di uno SkyWalk?
La risposta, per noi, è altrettanto semplice: non ne ha bisogno.
La montagna è già lì. È il paesaggio, sono le rocce, i ghiacciai, le creste, gli animali, i sentieri, la storia. È un ambiente che non ha bisogno di essere continuamente modificato per diventare più inte-ressante. Al contrario, dovrebbe essere lasciato il più possibile alla propria naturalità. La montagna, soprattutto alle quote più elevate, è già sufficiente a se stessa.
Quello dello SkyWalk è invece un altro passo nella direzione opposta: trasformare l’esperienza della montagna in un consumo turistico sempre più rapido e spettacolare. Non basta più arrivare in quota: bisogna costruire il balcone panoramico, il punto selfie, l’attrazione capace di produrre una nuova fotografia e un nuovo flusso di visitatori.
È una logica che Mountain Wilderness contesta da sempre. Non tutto ciò che può essere costruito in montagna deve essere costruito. Non ogni angolo delle Alpi deve diventare un’attrazione turistica.
E dietro la leggerezza apparente di una struttura di vetro e acciaio c’è un cantiere vero, con fonda-menta, opere di ancoraggio, movimentazione di materiali, sbancamenti e trasporti in quota. Per por-tare il materiale necessario alla costruzione dello SkyWalk si ricorre agli elicotteri, con un impatto che appare ancora più paradossale proprio in un ambiente d’alta quota particolarmente delicato. Le cronache hanno documentato l’arrivo dei primi materiali con voli in elicottero.
Siamo inoltre in un contesto di grande valore naturalistico e storico. Sulle montagne di Passo Para-diso sono presenti habitat di specie alpine e testimonianze ancora leggibili della Grande Guerra e della cosiddetta Guerra Bianca. La realizzazione di una nuova infrastruttura permanente altera ine-vitabilmente la percezione e la lettura di questo paesaggio.
Lo SkyWalk viene presentato come uno strumento di valorizzazione naturalistica e storica del terri-torio. Ma la vera valorizzazione, oggi, dovrebbe significare esattamente il contrario: sottrarre la montagna alla continua necessità di essere trasformata e attrezzata.
La questione non riguarda soltanto questa singola piattaforma. Lo SkyWalk si inserisce infatti in un più ampio processo di infrastrutturazione del comprensorio Pontedilegno-Tonale, che comprende nuovi impianti di risalita, il potenziamento dell’innevamento artificiale e il rinnovamento delle strutture esistenti.
È questo modello che Mountain Wilderness considera ormai superato.
In una fase di crisi climatica, con il progressivo ritiro dei ghiacciai e la crescente difficoltà dell’indu-stria dello sci a garantire le condizioni del passato, la risposta non può essere continuare ad aggiun-gere infrastrutture, cemento, acciaio, vetro e impianti. Occorre invece interrogarsi sul futuro dei ter-ritori montani, sulla loro capacità di accogliere senza essere consumati, sulla qualità del turismo e sulla necessità di restituire spazio alla naturalità.
La montagna non è un luna park e non deve diventarlo.
Per questo Mountain Wilderness chiede al Comune di Ponte di Legno e alla Regione Lombardia di fermare immediatamente i lavori e di aprire un confronto pubblico sul modello di sviluppo turistico che si vuole perseguire in quest’area.
Non servono nuove attrazioni costruite in quota per convincere le persone a frequentare la monta-gna. Servono più rispetto, più naturalità, più cultura del territorio e la capacità, ormai non più rinvia-bile, di riconoscere che esistono luoghi che non hanno bisogno di essere ulteriormente modificati.
Lasciamo che la montagna continui a essere montagna.
Mountain Wilderness




Sono veramente d’accordo: niente costruzioni inutili in montagna . Cercate di bloccare quel (brutto) progetto!
Non si può neppure parlare di progetto quando si inventa una cosa così inutile! Quale mente bacata può avere una simile idea?
Questo SkyWalk mi sembra un’idea mostruosa! Altamente impattante. Fermateli !!!
Non ho parole per esprimere il mio più completo e totale sdegno di fronte a tali cose: la speculazione raggiunge proprio anche le vette più alte sarebbe il caso di dire: non solo speculazione ma anche la vergogna delle amministrazioni locali sempre più affamate e ingorde di profitto.
Smettiamola di modificare ogni cosa per cercare di fare soldi ad ogni costo .
Abbiamo già deturpato anche troppo!
La montagna non può e non deve essere modificata dall’ingordigia di pochi e dalla stupidità dei molti che ne vogliono fare un lunapark.
Che provino almeno una volta a percorrerla a piedi per conoscerla davvero e se non ci riescono…..lascino perdere!
Fa male al cuore questo continuo accanimento sulla natura e al paesaggio. Possibile che le opere pubbliche siano il più delle volte nelle mani sbagliate? Penso che sia giunto il momento di dare rappresentanza giuridica all’ ambiente e di chiedere non solo di fermare ma anche di ripristinare l’ambiente come era allo stato naturale (ci vogliono anni). Chi commette danni ambientali deve essere obbligato al ripristino (per esempio la passerella dei Lavini di Marco perché è ancora lì?).
Va fermato il progetto della pista ciclabile del Garda che sta riducendo il lago ad un luna park. Questo povero ambiente è sempre più ferito
Frequento quella zona da oltre cinquant’anni e purtroppo non la riconosco più. È diventato un luogo per ricchi che della montagna amano gli aperitivi in quota, gli alberghi a 5 stelle, le case di lusso e lo sci sempre più distruttivo con nuovi impianti sempre più devastanti. Ormai ci vado solo fuori stagione e per brevi periodi, visti anche i prezzi proibitivi.
Pur non essendo un frequentatore della montagna capisco il disgusto di chi ci vive o la frequenta con il giusto rispetto, nei confronti di certi idioti che pur di mettersi in mostra sui loro c…. di social sono disposti a tutto pur di soddisfare il loro egocentrismo.
La montagna è la casa di animali, di piante, di uccelli, di alberi, di se stessa.
L’ uomo è ospite e non deve essere impostore!.
c’è già una raccolta firme per fermarlo ?