Abruzzo, terra a misura d’orso

In Abruzzo la convivenza con l’Orso Marsicano si fonda anche sull’informazione, sulla comunicazione con le comunità locali. L’Ente Parco, e tutti gli altri attori coinvolti, sono vicini alla popolazione per cercare e rendere note politiche, iniziative e soluzioni innovative.
Pochi giorni fa un nuovo incontro a Gioia dei Marsi, centro che è parte del progetto Life Bear Smart Corridors!, dal quale incontro prendiamo spunto per aprire questa finestra sull’orso marsicano e le dinamiche abruzzesi.

Pnalm In un momento storico come quello che stiamo vivendo è stato bello parlare di Comunità a Misura d’Orso e di soluzioni innovative per la convivenza con persone così attente e volenterose.

Gioia dei Marsi e i suoi abitanti di certo non sono nuovi alla presenza dell’orso. Seppur la maggior parte del territorio comunale è ricompreso nel perimetro del Parco, il centro abitato sorge ai piedi delle montagne del Parco, lì dove trova inizio la grande piana del Fucino. Gioia dei Marsi, come gli altri paesi della Marsica, è un luogo di interfaccia dove la Natura del Parco si “incontra” con uno dei più grandi centri di produzione agricola del Centro-Sud Italia.

Pnalm Questa vicinanza tra due “mondi” rende la possibilità di costruire una Comunità a Misura d’Orso un’opportunità di rilevante importanza!
Anche qui partiremo dalle comunità locali per cercare di realizzare insieme importanti azioni di conservazione, dando pieno supporto alle economie e alle realtà socio-culturali locali che vogliono connettersi con tale missione.

Life Bear Smart Corridors

LIFE Bear-Smart Corridors è un progetto finanziato dal Programma Life dell’Unione Europea. Mira a potenziare le popolazioni dell’iconico orso bruno europeo nell’Italia centrale e in Grecia attraverso lo sviluppo di “corridoi di convivenza”. Qui, le comunità locali stanno imparando a vivere pacificamente accanto a questa maestosa specie.

Un’icona in pericolo critico

In Europa, 4 delle 10 popolazioni di orsi bruni sono valutate come in pericolo critico dall’IUCN. La Grecia ospita la popolazione più meridionale della specie in Europa con solo 400-500 individui in due popolazioni disgiunti nelle catene montuose di Rodopi e Pindos. Gli Appennini ospitano una sottospecie endemica: l’orso bruno Marsicano che è in pericolo critico e limitato alla parte centrale della catena montuosa degli Appennini. L’attuale popolazione conta 50-60 individui, ed è relativamente sicura all’interno dei parchi naturali della regione (principalmente il Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise), al di fuori dei confini del parco sono a rischio di bracconaggio, avvelenamento e collisioni stradali.

LIFE Bear-Smart Corridors mira a migliorare le condizioni per gli orsi nei corridoi di dispersione critici. Questi corridoi collegheranno i Parchi nazionali della regione. In definitiva, questo permetterà agli orsi di espandersi in nuove aree.

Corridi di convivenza

Con questi opportunamente chiamati “corridoi di coesistenza” le comunità locali impareranno a vivere accanto all’orso bruno. Qui verrà adottato il modello Bear Smart Community (già applicato in Canada con successo), che incoraggia la cooperazione tra comunità locali, imprese e individui per prevenire conflitti tra orsi e esseri umani.
Nell’area di rewilding degli Appennini centrali questi grandi “corridoi di coesistenza” collegheranno l’economia locale con la natura più selvaggia in cinque corridoi che coprono collettivamente più di 100.000 ettari.

Rimuovendo qualsiasi potenziale fonte che potrebbe attirare gli orsi nelle aree urbane e sviluppando modi per le comunità di beneficiare di questa specie iconica nella loro regione, le persone che vivono qui diventeranno ambasciatori della natura selvaggia della zona. Allo stesso tempo, con il Progetto si sostengono le imprese basate sulla natura dentro e intorno alle aree dei corridoi e aumentando la consapevolezza tra le comunità locali e le persone che visitano l’area.
Gli sforzi all’interno e intorno a queste comunità si concentrano su una serie di misure per promuovere relazioni armoniosa uomo-orso, come l’installazione di recinzioni elettriche e bidoni a prova di orso, il ripristino di frutteti abbandonati e lo sviluppo di economie basate sulla natura. Rewilding Apennines sta lavorando con Rewilding Europe e i partner locali per ridurre la mortalità e i conflitti degli orsi installando misure di prevenzione degli incidenti stradali, rimuovendo le vecchie recinzioni, ripristinando e migliorando la segnaletica, porte metalliche a prova di orso.
Un gruppo di “ambasciatori di orsi” reclutati localmente è stato anche istituito per comunicare con le comunità locali, addestrare i proprietari terrieri, cercare insidie illegali, sostenere le pattuglie antiveleno, raccogliere rapporti sugli orsi e gestire le trappole fotografiche.

 

LEGGI IL MANUALE DELLE BUONE PRATICHE DI CONVIVENZA CON L’ORSO MARSICANO

 

Ciò andrà a beneficio delle popolazioni della fauna selvatica, e della qualità della natura e delle esperienze legate alla natura, in tre aree protette vicine – il Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Nazionale Majella e il Parco Regionale Sirente-Velino – insieme alle loro zone cuscinetto.

All’interno di questi corridoi le comunità locali stanno imparando a vivere accanto alla spettacolare fauna selvatica dell’Appennino centrale, di cui l’orso bruno marsicano è la specie più iconica. Riducendo i danni causati da tale fauna selvatica e consentendo alle comunità di trarne beneficio, le persone che vivono qui diventeranno ambasciatori della natura selvaggia della zona. Le azioni sul campo si concentrano sulla riduzione della mortalità per gli orsi e dei conflitti, sul sostegno alle imprese basate sulla natura dentro e intorno alle aree del corridoio e sulla sensibilizzazione tra le comunità locali e le persone che visitano l’area.

L’orso e il turismo

Un nuovo studio ha confermato che gli orsi bruni marsicani svolgono un ruolo prezioso promuovendo l’Appennino centrale come destinazione turistica basata sulla natura.
Gli orsi bruni non solo aiutano a mantenere gli ecosistemi sani mantenendo le reti alimentari equilibrate. Oltre al suo valore ecologico, affermano da Rewilding Apennines, l’orso bruno è anche una specie selvatica iconica e la sua presenza nel paesaggio aiuta ad aumentare l’attrattiva di una particolare area, attirando gli amanti della natura e gli appassionati della fauna selvatica. L’orso, quindi, aiuta a fornire benefici ad ampio raggio alle imprese e alle comunità locali, che spesso affrontano condizioni socio-economiche difficili.

Lo studio

Il nuovo studio, pubblicato all’inizio di febbraio sulla rivista Human Dimensions of Wildlife, evidenzia il valore degli orsi bruni marsicani per i residenti degli Appennini centrali. In esso, gli autori stimano che l’equivalenza del valore pubblicitario (AVE) di articoli e trasmissioni con orsi bruni marsicani – che appaiono in una selezione di alto profilo di giornali e canali televisivi nazionali italiani tra il 2015 e il 2020 – sia di circa 11 milioni di euro.
L’AVE tenta di misurare il valore della copertura mediatica guadagnata valutando quanto costerebbe acquistare spazi pubblicitari. Lo scopo dello studio era quello di generare una stima del valore dell’orso marsicano come promotore di destinazione per gli italiani, piuttosto che il valore totale di tutti i benefici economici forniti dagli animali. La maggior parte degli articoli e delle trasmissioni analizzati dai ricercatori hanno trasmesso messaggi positivi sugli orsi e sul loro ambiente.
I ricercatori hanno quindi analizzato costi/benefici, ossia confrontare il valore dell’orso Marsicano come promotore di destinazione nazionale con i costi sostenuti attraverso i danni legati nello stesso periodo di tempo. Ciò includeva danni agli alveari, all’agricoltura, agli edifici e agli animali domestici, comprese le bollette veterinarie.
Utilizzando i registri del Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, questo è stato stimato a circa 535,00 euro, pari a poco meno del 5% del valore dei servizi promozionali forniti dall’orso.

 

MAGGIORI INFO

 

4 Commenti

  1. Ma la strada nel punto dove è stato investito Juan Carrito era o non era nel parco?
    C’era, comunque, un limite di velocità.
    È stata accertata la velocità dell’auto con idonee indagini? O non è stato valutato perché era solo un orso? Non faccio commenti su cani liberi nel parco, come da filmato, orsi confidenti etc. etc.
    Questo solo perché ora sembrate grandi esperti nei rapporti uomo/animale selvatico!

    1. Basta guardare dove già funziona e va bene e fare lo stesso e l,Abruzzo lo sta facendo non è che siamo esperti ma abbiamo capito che per una pacifica convivenza bisogna apportare delle modifiche per coniugare natura e civiltà. Quindi si faranno dei ponti faunistici ricchi di vegetazione sulle strade che orsi , ma anche altri animali , non visti, potranno attraversare senza essere investiti . Stanno mettendo i cassonetti antiorso per scoraggiare l’animale ad andarsi a cibare nei centri abitati. Hanno fatto una orova ed è andata bene e quindi di prosegue se si riferisce ai cani nei centri abitati mi pare ligico che ci siano come ci sono ovunque, gli abitanti vengono invitati a tenerli dentro la notte, quabdo gli orsi arrivano nei paesi, essendo non confidenti, ma solitari per il resto ci sono sentieri in cui vuene srgnskato che i cani si possono portare, i altri non si posdono portare. L’unico orso confidente era Juan Carrito, andava un giro anche di giorno nei centri abitati, ma i cani li ignorava anche se abbaiavano ed addirittura con qualcuno ci giocava. È morto investito purtroppo come d’altronde vengono investiti anche in trentino, ma nessuno qui ha chiesto l’abbattimento perché confidente. In trentino un orso confidente invece è stato eliminato .Non siamo perfetti, ma cerchiamo di migliorare, tutto qui. Siamo solo contenti di avere questi meravigliosi animali , almeno la maggior parte della popolazione lo è, e non essendo una provincia autonoma il parco viene gestito un po’ meglio essendo dello stato che ci fornisce anche i guardiaparco che invece in trentino mancano ed invece sono essenziali per il monitoraggio. C’è anche l’apporto dei volontari che segnalano ogni loro avvistamento ai guardiaparco. Ora stanno seguendo delle orse uscite dal letargo che hanno partorito a febbraio e si stanno spostando con i figlioletti, le monitorano per vedere dove vanno. Le orse di allontanano quando hanno i cuccioli per evitare di farli uccidere dai maschi che vorrebbero già riaccoppiarsi

  2. Evviva, orsi, lupi, tigri, coccodrilli, giaguari, magari inseriamo nell’ambiente anche la vipera di Roussel conosciuta come la più letale al mondo. E poi via per i boschi in compagnia di tutti questi amiconi, sono così carucci.

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