Alex Torricini: Anche i Rifugi luogo di potenziale diffusione Coronavirus. Brioschi chiuso

Abbiamo sentito il gestore del rifugio sul Grignone. Intanto fermi anche impianti sci ed eventi sportivi e culturali

Coronavirus: anche la montagna si ferma. L’ultimo dcpm del 9 marzo, in vigore sino al 3 aprile prossimo, prevede importanti limitazioni. Chiusura anticipata di tutti gli impianti sciistici  e annullamento di molti eventi sportivi e culturali. Tra questi, a livello di montagna, stop a importanti appuntamenti come il tour del Banff, il Tour du Rutor, il Sellaronda, il Pierra Menta, il Trento Filfm Festival e altri ancora.

Limitazioni e decisioni anche per quanto riguarda i rifugi di montagna. Abbiamo sentito il gestore del Brioschi, sul Grignone.

Ecco cosa ci ha detto Alex Torricini

 

Ciao Alex, come vanno le cose lassù?

Come facciamo tutti weekend, venerdì scorso abbiamo aperto il rifugio. Sabato notte, giunge la notizia del decreto. La decisione di chiudere il rifugio è stata presa domenica mattina e abbiamo gestito la situazione nel modo più aderente possibile alle indicazioni: ingresso solo per massimo 10/12 persone suddivise a 3 per ogni tavolo. I pochi alpinisti giunti al rifugio sono stati collaborativi.

Decisione sofferta ma necessaria…

Chiudere un rifugio come il Brioschi e prepararlo ad una chiusura prolungata necessita di molti lavori. Nella giornata di domenica, grazie appunto al poco afflusso, siamo riusciti a sistemare tutto. Il primo pensiero che ho avuto, onestamente, è stato quello che il rifugio fosse l’ultimo dei luoghi dove un virus potesse propagarsi, pensando che altri fossero più pericolosi come i luoghi di lavoro, i centri commerciali le piste da sci e rifugi sulle piste, per dirne qualcuno. Ma la realtà è che il rifugio e uno dei tanti luoghi di potenziale diffusione e che quindi sarebbe stato meglio chiuderlo. Ovviamente la maggior parte delle persone non è libera di scegliere e si ritrova “costretta” a dover andare a lavorare e ad essere loro malgrado potenziali diffusori. La gestione di un rifugio non è un lavoro come un altro ma uno stile di vita, e questo ci da tanta libertà ma anche tanta responsabilità. Con questo duplice sentimento abbiamo preso la decisione di chiudere. Sappiamo anche che il Brioschi è un punto di riferimento e il fatto di chiuderlo possa essere non solo di esempio ma un deterrente per evitare spostamenti inutili di persone in un momento dove invece ciò non deve accadere.

Il Grignone e il Brioschi sono punti di riferimento…

Come gestori di un punto di riferimento così sotto gli occhi attenti dei molti appassionati e amanti del Grignone e del “loro” rifugio, ci sentiamo ancora più responsabili e affrontiamo la decisione di chiudere con lo spirito giusto. Quando ci sono pericolo di valanghe il Brioschi chiude, per nostra sicurezza che ci lavoriamo, ma soprattutto per la sicurezza di tutti, e così facciamo in questo momento.

Ne approfittate per qualche lavoretto alla struttura?

Il Brioschi è una struttura molto datata (quest’anno compie 125 anni) e anche se è robusta e resiste all’alternarsi delle stagioni, ha bisogno comunque di cure continue. Quindi saliremo una volta alla settimana per accertarci che tutto funzioni e per fare le piccole manutenzioni ordinarie.
Questo perché abbiamo la certezza che tutta questa brutta situazione finirà presto, e che allora saremo pronti noi e il rifugio, ad accogliere di nuovo gli alpinisti ed escursionisti con uno spirito rinnovato e rafforzato da una dura esperienza collettiva.

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