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Alex Txikon e Simone Moro partono per il Manaslu

Con loro anche Iñaki Álvarez. Puntano a salire lungo la via normale, la parete nord-est. L’obiettivo è, oltre al raggiungimento della vetta principale, il concatenamento con il pinnacolo est (7.992 m), la punta di settemila metri più alta del mondo. Il valore umanitario

Oggi Alex Txikon e Simone Moro partono per la spedizione invernale al Manaslu (8.163 mt). I due insieme, lo ricordiamo hanno salito insieme (anche con Ali Saprada) il Nanga Parbat nella stagione fredda (prima invernale, nel 2016).

Con loro due al Manaslu ci sarà anche l’amico del basco, Iñaki Álvarez.

La quarantena

Dopo aver raggiunto la capitale nepalese e aver trascorso il periodo di quarantena imposto dalle autorità sanitarie nazionali saranno finalmente liberi di raggiungere il campo base del Manaslu.

Il progetto

 

Gli alpinisti puntano a salire lungo la via normale della montagna,
lungo la parete nord-est.
L’obiettivo è, oltre al raggiungimento della vetta principale,
il concatenamento con il pinnacolo est (7.992 m),
la punta di settemila metri più alta del mondo

 

Inoltre l’intero progetto si sviluppa secondo le moderne “regole” invernali che prevedono di arrivare al campo base dopo il 21 dicembre e portare a termine la salita entro il 21 marzo. La spedizione polacca che ha compiuto la prima invernale il 12 gennaio 1984 ha raggiunto le pendici della montagna il 2 dicembre, realizzando buona parte dei lavori di preparazione della via prima del solstizio d’inverno.
Una sfida umanitaria e sostenibile.

 

Manaslu

 

Il valore umanitario

In questa occasione Txikon avrà con se centinaia di lampadine solari da distribuire alle famiglie che abitano la regione.

Alex Txikon Una lampadina cambia radicalmente la vita di una famiglia. Non ce ne rendiamo conto, ma per questi villaggi avere la luce di notte può significare che i bambini possono imparare a leggere e a scrivere.

L’altra finalità è quella di fornire strumenti, come le lampadine solari, che lascino il minor impatto possibile sull’ambiente. La stessa cosa anche al campo base dove verranno installati due pannelli solari (uno verrà poi donato alla locale scuola al termine della spedizione).

Insieme a Txikon il bergamasco Simone Moro. L’uomo dlele prime invernali. Moro ha deciso di non andare al K2 e di ritornare sul Manaslu, dove è stato bloccato nelle precedenti spedizioni dal maltempo e dalle nevicate senza sosta.

Simone Moro Vado a ritentare il Manaslu, l’ottava montagna più alta della terra, una montagna che ho già provato due volte, in inverno, nel 2015 e nel 2019, e che per due volte mi ha respinto pesantemente, a causa nevicate copiose, fino a 6 metri di neve…
Ho deciso di mantenere il cosa, il Manaslu, e il come, ovvero uno stile alpinistico leggero, in una squadra leggera, saremo in tre: ci sarà Alex Txicon, Iñaki Alvarez e ci sarò io, e in sole tre persone tenteremo di arrivare in cima alla montagna.
Non sarà una prima invernale, è già stata fatta nel 1983 dai polacchi e quindi la nostra sarà una ripetizione.
Non nascondo che il sogno, per quanto mi riguarda, di riuscire ad andare in cima per la quinta volta, su una quinta diversa montagna di 8000 metri in invernale, mi sembra ancora un’utopia.
Se penso all’inizio, quando sognavo di realizzare un ottomila in inverno, che era già il coronamento di una carriera, mi sembrava impossibile! E adesso non resta che partire.
Il 31 dicembre salirò sull’areo a Malpensa e il 1 gennaio atterrerò a Kathmandu. Un paio di giorni per sbrigare la logistica e tutte le questioni burocratiche, e poi via si parte per il Manaslu.

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