Altri lupi uccisi nel Pnalm
Nei giorni scorsi 10 lupi trovati morti a Pescasseroli e ad Alfedena. Oggi ritrovati altri 8 lupi, più tre volpi e una poiana.

Proprio nella Giornata mondiale della Terra arriva la notizia del rinvenimento di altri lupi uccisi dal veleno in Abruzzo. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Nel totale (compresi i 10 ritrovati nei giorni scorsi): 18 lupi morti, più tre volpi e una poiana.
LEGGI ANCHE Pnalm: trovati 10 lupi morti, l’ombra dell’avvelenamento
PNALM
“Una settimana fa vi abbiamo raccontato dei 10 lupi trovati morti: 5 nella zona di Alfedena e 5 nella zona di Pescasseroli. Da allora, senza sosta, sono proseguite le perlustrazioni e i rastrellamenti con il nostro personale e il supporto dei cani antiveleno del Parco e dei Carabinieri Forestali di Assergi, non solo per cercare indizi necessari alle indagini ma anche per escludere la presenza di altre morti. Il tutto, ovviamente in raccordo con la Procura di Sulmona.
Purtroppo sono stati trovati altri animali morti: a Pescasseroli, sono stati rinvenuti 3 lupi in una zona diversa dalla precedente, e soprattutto un altro “focolaio” è stato individuato a Bisegna, dove sono stati trovati 4 lupi, ma anche 3 volpi e 1 poiana. Infine un altro lupo è stato trovato a Barrea.
Il quadro che emerge è gravissimo e anche se in alcune aree non sono stati ancora rinvenuti bocconi avvelenati o reperti che fanno chiaramente pensare all’avvelenamento, la presenza di più specie morte negli stessi contesti rende fortissimo il sospetto che ci si trovi di fronte ad altri episodi di avvelenamento. Siamo al lavoro per accertare le cause di morte e acquisire elementi utili alle indagini.
La situazione è drammatica per dimensione del fenomeno che è difficile anche solo doverne parlare.
La delusione si mescola allo sconforto, in un dolore che passa dalla sofferenza profonda all’incredulità. In questi giorni di lavoro sul campo, e non solo, si continua a sperare di non dover fare i conti con altre brutte notizie e di non dover più aggiornare questa drammatica contabilità.
Ribadiamo ancora una volta un concetto che abbiamo già espresso con chiarezza: qualunque sia la motivazione, illegalità e criminalità non possono essere giustificate in alcun modo.
Questa nostra triste comunicazione arriva in un giorno simbolico, la Giornata della Terra, dedicata quest’anno al tema Our Power, Our Planet. Un richiamo forte al potere d’azione di cittadini e comunità, cioè alla responsabilità collettiva verso il Pianeta. Ed è impossibile non sentire tutta l’amarezza di questa coincidenza, mentre continuiamo a registrare morti proprio in uno dei territori più simbolici della tutela della Natura“.
WWF
“Per il WWF ci troviamo davanti ad una strage continua che colpisce al cuore il nostro patrimonio naturale. Spargere veleno per colpire una specie simbolo come il lupo, significa compiere un atto vile e criminale contro la biodiversità e un attentato alla sicurezza pubblica: gesti criminali che nel 2026 non possono restare impuniti.
Il WWF si augura che l’indagine della Procura di Sulmona porti rapidamente all’individuazione dei responsabili e che le comunità locali collaborino. Chi giustifica simili reati è complice dei criminali e di un sistema inaccettabile. A morire per il veleno non sono solo i lupi, ma molti altri animali, selvatici e domestici. Questi episodi mettono a rischio anche la sopravvivenza dell’orso bruno marsicano, simbolo di quelle terre e presente ormai con una popolazione ridotta a poche decine di individui proprio nelle aree cosparse di veleno.
La presenza di bocconi avvelenati è una vera e propria emergenza, come confermato dallo stesso Ministero della Salute che, considerato il serio rischio di avvelenamento per la popolazione umana, per gli animali e il grave rischio di inquinamento ambientale, con l’ordinanza dell’8 agosto 2025 ha ribadito il divieto di utilizzo e abbandono di esche e bocconi avvelenati.
Evidentemente questo divieto se non associato ad un investimento in prevenzione ed a sanzioni efficaci e dissuasive non è sufficiente per fermare questa tendenza sempre più diffusa. Serve una risposta ferma e immediata. Tollerare questi atti significa distruggere le basi della nostra società civile.
Il WWF Italia è a disposizione delle autorità preposte per supporto alle attività di bonifica dell’area con le proprie guardie e il proprio nucleo cinofilo anti-veleno”.



