Artico, scioglimento permafrost rilascia metalli tossici nei fiumi

Periclo  permafrost nell’Artico: il suo scioglimento sta rilasciando metalli tossici che finiscono nei fiumi. Tra il 2019 e il 2020 sono stati rilevati livelli di zinco fino a 70 volte più alti della norma, rendendo i fiumi molto acidi e color ruggine.

Lo studio

Sono i risultati di uno studio guidato da Taylor Evinger, Università della California a Davis, e pubblicato sulla rivista Agu Advances.

Il disgelo del terreno finora perennemente ghiacciato, il permafrost appunto, sta causando l’esposizione all’aria e all’acqua di minerali che finora erano intrappolati nel terreno, innescando così reazioni chimiche che hanno portato al rilascio di solfati e metalli nei fiumi.

L’analisi è stata condotta su sei bacini idrografici dell’Alaska nord-occidentale e ha mostrato un picco di attività tra il 2019 e il 2020, in corrispondenza di inverni insolitamente caldi e nevosi. Nello stesso periodo si sono registrati aumenti nelle concentrazioni di solfato fino al 263% e di zinco fino a oltre il 700%, con oltre 200 corsi d’acqua interessati. Nei fiumi so sono inoltre registrati livelli molto elevati di ferro, alluminio, nichel, zinco e cadmio, e valori di pH scesi fino a 2,5.

I pericoli

Secondo lo studio i metalli pesanti e i solfati possono viaggiare per oltre 100 chilometri a valle , causando possibili pericoli sia agli ecosistemi acquatici che alle comunità rurali che usano quelle acque. Il fenomeno, sottolineano gli autori della ricerca, rischia di peggiorare ulteriormente nei prossimi anni e potrebbe interessare regioni sempre più ampie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio