Arvados, rivoluzione per i soccorsi da valanga

Realizzato in Svizzera il prototipo di un apparecchio che riduce drasticamente i tempi di intervento

Valanghe, novità potenziale in tema soccorso. Un’azienda svizzera, insieme alla SUPSI, ha sviluppato un prototipo di un apparecchio (si chiama Arvados) per la ricerca di persone travolte dalle slavine. Lo strumento riduce, e di tanto, i tempi di intervento.

Per ora si tratta di prototipo e in futuro, si spera, venga messo in commercio. Lavora accoppiato a uno smartphone o anche ad un computer, sfruttando le numerose reti di comunicazione.

Due anni di studio da parte di 4 ricercatori in un progetto finanziato dal programma federale INNOSUISSE (ente nazionale per la ricerca e l’innovazione).

Ovvimente la tecnologica può essere sfruttata non solo in caso di valanghe ma anche in una escursione o per l’andare a funghi.

SUPSI I sistemi di ricerca persone attualmente disponibili sul mercato permettono la localizzazione precisa di dispersi in caso di valanghe unicamente a distanze nell’ordine di grandezza di circa una settantina di metri. Lo scopo del progetto è di realizzare un’innovativa apparecchiatura portatile per la ricerca di persone, totalmente retro compatibile con i sistemi esistenti, utilizzando una combinazione di diversi sistemi di comunicazione wireless.
Grazie all’aggiunta di nuovi protocolli di trasmissione, il dispositivo sarà in grado di operare sotto gli strati di neve e ottenere distanze di localizzazione che possono raggiungere il chilometro. Esso sarà inoltre sviluppato in modo che possa connettersi alle varie funzionalità di serie di cui sono oggigiorno dotati i telefoni cellulari quali ad esempio GPS, accelerometri, ecc. Verrà infine sviluppata un’apposita applicazione che permetterà di fornire all’utilizzatore informazioni utili concernenti la sicurezza delle zone percorse (bollettino valanghe, pericolo frane, ecc…).

fonte: rsi.ch; supsi.ch

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