Billon, Ratel e Védrines, capitolo due della “Trilogia super alpina”

I tre francesi, dopo la direttissima Harlin sull'Eiger, sono saliti sulla Directe de l'Amitié alle Grandes Jorasses. Ora il Cervino...

Secondo capitolo della Trilogia delle Nord delle Alpi. Missione compiuta per il trio Léo Billon, Sébastien Ratel e Benjamin Védrines che, dopo la direttissima Harlin all’Eiger (12-16 gennaio), hanno ripetuto la Directe de l’Amitié sulle Grandes Jorasses. Resta il Cervino.

I tre francesi del Gruppo Militare di Alta Montagna (GMHM) sulle Grandes Jorasses hanno ripetuto la via di Yannick Seigneur, Louis Audoubert, Michel Feuillerade, Marc Gally aperta tra il 19-21 gennaio 1974 (1100 m, M8/A3). Una bella via, tosta, che sale la parete nord uscendo sulla Punta Whymper. Volevano salire in libera, ma poi hanno desistito sull’integralità.

Benjamin Védrines Solo 7 giorni dopo l’Eiger arriva una nuova finestra meteo. Direzione le Jorasses. Questa volta vogliamo fare un altro colpo, vogliamo scalare la Directe de l’Amitié, già di per sé ambiziosa perché è una via ritenuta unica, impegnativa e difficile dai pochissimi ripetitori, ma soprattutto vogliamo liberare tutte le lunghezze, il che rappresenta una sfida in più!

Ratel, Billon e Védrines hanno chiuso la salita in parte in libera, in parte in artificiale. Tre giorni in parete, due bivacchi.

Ora Cervino, obiettivo chiudere la trilogia.

 

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I pionieri

Nel segno di Gaston Rébuffat, il pioniere su queste pareti di Eiger, Cervino e Grandes Jorasses. Rébuffat fu il primo a realizzare la famosa tripletta tra il 1945 e il 1952, aggiungendo poi anche le pareti nord del Drus, il Piz Badile, la Cima Grande di Lavaredo.

Poi, a seguire, sono tante le salite. In invernal, in solitaria. Alla fine degli anni ’70, il francese Ivano Ghirardini e il giapponese Tsuneo Hasegawa si sono impegnati in un duello a distanza per la prima trilogia da soli e in inverno. Tra il dicembre 1977 e il marzo 1978 Ghirardini riuscì a scalare le tre pareti nord durante lo stesso inverno ma salì lo sperone del Croz alle Grandes Jorasses, non la Walker, che fu finalmente salito da Hasegawa l’inverno successivo.

Nell’inverno del 1987, Christophe Profit ed Éric Escoffier si imbarcano a loro volta in un feroce duello che si concluderà con la trilogia espressa da Profit e le tre pareti nord “mangiate” in poco meno di 41 ore; sulle tre classiche: Cassin al Jorasses, Schmid al Cervino e Heckmair all’Eiger.

Il trio francese

Quest’inverno, il trio francese Ratel-Billon-Védrines propone di ripetere la trilogia, ma a modo loro:  per percorsi più diretti e più difficili. Insomma, una “trilogia super alpina” già riuscita nel 2011 a Patrick Glairon-Rappaz e Cédric Périllat che avevano salito la via Rolling Stones alle Jorasses e la Cerruti-Gogna al Cervino ma non avevano trovato l’uscita dalla Directissime Harlin all’Eiger presero alla fine la Via Heckmair.

Léo Billon Le valutazioni sono spesso sopravvalutate dagli apritori ma qui no, è dura e proprio non ne hanno aggiunte.

Ora il Cervino

Non sarà subito. Perché i tre non hanno un obiettivo di velocità e soprattutto perché l’anticiclone che ha regnato sulle Alpi in questi giorni non c’è più. Le previsioni meteo, infatti, prevedono precipitazioni all’inizio della prossima settimana. La via scelt la si sa già: la Cerruti-Gogna, una via che risale la parete strapiombante del Naso di Zmutt. Aperta nel luglio 1969 da Alessandro Gogna e Leo Cerruti.

 

 

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