Bozza Legge di bilancio: soccorso in montagna a pagamento
In caso di dolo, colpa grave o richiesta immotivata...

Bozza Legge di Bilancio 2026: si va verso una stretta sui soccorsi in montagna. In sostanza, se si rendono necessari per “dolo” o “colpa grave” o anche di “richiesta immotivata”, si dovrà pagare!
Il testo della Legge di Bilancio
“Fermo restando quanto previsto dagli articoli 340 e 658 del codice penale e le priorità delle esigenze di soccorso pubblico e fuori dai casi di cui agli articoli 489 e 490 del codice della navigazione, per gli interventi di ricerca, soccorso e salvataggio effettuati dal Corpo della Guardia di finanza è dovuta la corresponsione di un corrispettivo al Ministero dell’economia e delle finanze a carico di colui che ha determinato l’evento per il quale è stato effettuato l’intervento qualora l’evento sia imputabile a dopo o colpa grave dell’agente. Il corrispettivo è altresì dovuto in caso di richiesta di intervento immotivata o ingiustificata”, si legge nel testo.
A fissare le somme dovute, sarebbe un decreto nel Mef, determinandole, si legge, “in relazione alle diverse voci di costo, su base oraria o forfettaria in relazione ai costi del personale, dei mezzi, del carburante e delle attrezzature necessarie, nonché le necessarie disposizioni attuative ed applicative”. L’aggiornamento delle tariffe “è annualmente rideterminato sulla base degli indici Istat rilevati al 31 dicembre dell’anno precedente”.
E il Cnsas
Sì, ma restagno dei punti “oscuri”. Nella bozza ad esempio, non è stato incluso il CNSAS (principale organizzazione di soccorso alpino e speleologico in Italia). Attualmente il Cnsas è regolato da leggi regionali.
Per l’applicabilità della legge, come da bozza dela Legge di Bilancio, il soccorso deve essere effettuato dal Corpo della Guardia di Finanza, ovvero il SAGF, Corpo specializzato della Guardia di Finanza con il compito di svolgere attività di soccorso, ricerca e salvataggio in ambiente montano (oltre ad altri compiti).



