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Bruchez-Lafaille, nuova via estrema sull’Aiguille du Goûter

I due sciatori estremi riescono nella difficile impresa sul Monte Bianco

Vivian Bruchez e Tom Lafaille: nuova linea di discesa estrema sull’Aiguille du Goûter. Sul Monte Bianco. I due sciatori estremi alla fine ci sono riusciti. Sì, perché tentavano da diversi anni.

L’hanno chiamato “Bruchez-Lafaille”, il tracciato è di 2.800 mt di dislivello. Praticamente sulla ripida sezione superiore del Glacier de Taconnaz, di fianco alla cresta nord-est dell’Aiguille du Goûter, poi scende in un canale e infine lungo il Glacier de Bourgeat.

Vivian Bruchez La parte alta si scia bene, lo scenario è irreale, è un labirinto di neve e ghiaccio. Per accedere al canale inferiore abbiamo arrampicato in discesa per 20 metri e attrezzato una doppia da 60 metri. Il terreno è mobile, le rocce traballano, un castello di carte! Il freddo pungente di questa immensa parete fa da collante.
Ogni anno tenevo d’occhio l’innevamento, cercavo di capire l’accesso, niente di facile in un’area così vasta, soprattutto perché non è il genere di posto dove puoi permetterti di perderti… In effetti, i padroni di casa sono seracchi e crepacci, come sciatore ti senti minuscolo e vulnerabile. È il tipo di discesa in cui hai le gambe deboli nelle prime curve, intimidite dal contesto. Ho provato sensazioni come queste solo sul Nant Blanc e sulla Blanche de Peuterey.
Spesso mi ripeto ′′essere nel posto giusto, al momento giusto con la persona giusta”. Questa volta accompagnato da Tom Lafaille, fedele accolito di missione di ogni genere, sempre motivato e in partenza per nuove avventure.
Ho avuto chiaramente bisogno del suo sostegno durante la discesa, decisioni e assicurazioni sul ghiacciaio, questa linea deve essere condivisa, questo è ciò che l’ha reso più grande per me!

Bruchez ci descrive l’avventura…

Partiti dal parcheggio di Bionnassay alle 6, abbiamo calzato gli sci alle 13 in cima all’Aiguille du Goûter per arrivare alle 17 alle Houches, 4 ore di discesa!!! 2.800 m di dislivello…
Dopo 15 anni di sci di pendenza ripida nel massiccio del Monte Bianco, faccio fatica a trovare equivalenti…
Non è una storia di inclinazione di pendenza, ma è bella e proprio un percorso di alta montagna. Eravamo organizzati, previdenti, benevoli e soprattutto consapevoli dei pericoli. In ogni momento cercavamo la strada meno esposta. Fermarsi al riparo sotto gli speroni, sciare la parte sinistra del corridoio, mai rimasto nell’asse del corridoio per evitare una potenziale caduta di pietre o ghiaccio.
La parte superiore è scivolosa, la scenografia è irreale, è un labirinto di neve e ghiaccio.
Considero questa discesa inedita, la linea Bruchez-Lafaille è frutto di molti anni di esperienze e avvistamenti che ci hanno permesso di trovare una strada verso la valle.
Sci in montagna è una storia di passione, pazienza, rispetto e umiltà.

 

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