Chris Bonington ricorda Doug Scott: Hai dato tanto alle persone dell’Himalaya

L'alpinista britannico è morto ieri a 79 anni. Protagonista di memorabili imprese e pioniere di una nuova visione dell'alpinismo

Doug Scott è morto. Se n’è andato all’età di 79 anni a causa di un male incurabile. Il mondo dell’alpinismo mondiale si è fermato, tanti i messaggi di cordoglio per un alpinismo, un uomo, che ha dato tanto a questo mondo.
Sir Chris Bonington, suo intimo amico e compagno di memorabili salite (basti ricordare l’infinita odissea sull’Ogre, sulla quale Scott ha poi scritto un bellissimo libro), lo ricorda così…

 

Sir Chris Bonington Doug Scott, mio caro amico di cinquant’anni, con cui ho condiviso alcune delle più grandi avventure della mia vita, è morto pacificamente nella sua casa in Cumbria con la sua famiglia intorno a lui dopo una breve ma intensa malattia mortale questa mattina (ieri, ndr), 7 dicembre. Oltre alle sue straordinarie realizzazioni alpinistiche, la carità che ha fondato, l’azione comunitaria del Nepal ha arricchito la vita di un gran numero di persone nelle pendici dell’Himalaya in Nepal.

 

La tragica notizia

Sì, Doug Scott è morto. Il mondo dell’alpinismo piange la scomparsa di una leggenda. A portarselo via un  linfoma cerebrale, aveva 79 anni. Era portavoce dello stile alpino, del movimento hyppie degli anni d’oro dell’alpinismo britannico.

Dou Scott era nato a Nottingham (Regno Unito), il 29 maggio 1941.

La leggenda

Era davvero una leggenda. Le sue salite parlano per lui e resterano nella storia dell’alpinismo. Protagonista di oltre 40 spedizioni, parecchie in Himalaya.

La più famosa la prima salita britannica all’Everest (parete Sud-Ovest), era il 24 settembre 1975 insieme a Dougal Haston e sotto la regia di Sir Chris Bonington.

L’Ogre

Con l’amico Bionington ha scritto una delle pagine memorabili dell’alpinismo. La salita all’Ogre. Era il 1977. L’odissea che vivranno in queti terribili giorni, perché su quella montagna ci resteranno giorni prima di salvarsi, verrà raccontata poi in un libro da Doug Scott “Ogre. Il Settemila impossibile“.

 

LEGGI ANCHE Ogre, il Settemila impossibile di Doug Scott e Chris Bonington

 

Il sociale

Molto attivo anche a livello sociale, nel 1995 costituì l’associazione benefica Community ActionNepal.

 

Doug Scott
Aveva 79 anni, a portarselo via un linfoma cerebrale

 

Nel 1999 riceve la medaglia d’oro della Royal Geographical Society, uno dei massimi riconoscimenti in Inghilterra.

Lo scorso mese Scott era stato insignito della carica di membro onorario dell’UIAA (International Climbing and Mountaineering Federation).

Salite significative

  • 1965: Tarso Tiroko con Ray Gillies, Clive Davies and Pete Warrington
  • 1967: Parete sud di Koh-i-Bandaka, Hindu Kush con Ray Gillies
  • 1970: Salathe Wall El Capitan con Peter Habeler
  • 1972: Mount Asgard, Baffin Island con Dennis Hennek, Paul Nunn e Paul Braithwaite
  • 1974: Changabang, prima ascensione con Bonington, Haston et al.
  • 1974: Pic Lenin, Pamirs, con Clive Rowland, Guy Lee, Braithwaite
  • 1975: Sud-Ovest Everest, con Haston
  • 1976: Parete sud Denali, Alaska, con Haston
  • 1977: Baintha Brakk (Ogre), Karakoram, con Bonington
  • 1978: Mount Waddington, Canada, con Rob Wood
  • 1979: Nord Kangchenjunga, con Peter Boardman e Joe Tasker.
  • 1979: Nuptse, parete nord, Nepal, con Georges Bettembourg, Brian Hall e Alan Rouse
  • 1981: Shivling, India, con Bettembourg, Greg Child e Rick White
  • 1982: Shishapangma, Tibet, parete sud, con Alex MacIntyre e Roger Baxter-Jones
  • 1983: Lobsang Spire, Karakoram, con Child e Peter Thexton
  • 1984: Chamlang, parete est, Nepal, con Michael Scott, Jean Afanassieff e Ang Phurba
  • 1988: Jitchu Drake, Bhutan, con Prabhu e Victor Saunders
  • 1992: Nanga Parbat, Central Mazeno Peaks, con Sergey Efimov, Alan Hinkes, Ang Phurba e Nga Temba.
  • 1998: Drohmo, South pillar, Nepal, con Roger Mear
  • 2000: Targo Ri, Central Tibet, con Julian Freeman-Attwood e Richard Cowper

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