Cina, bandite gare in montagna dopo i 21 morti

Decisione drastica del Governo all'indomani della tragedia alla gara nella Foresta di pietra nella provincia di Gansu

Lo scorso magigo una tragedia in Cina. Nella provincia di Gansu. Durante una corsa in montagna si è scatenato l’inferno e sono morti 21 corridori  per ipotermia.

Ora il governo cinese ha vietato tutte le gare a lunga distanza, incluse le traversate nei deserti e in montagna e altri sport estremi. Bandite con effetto immediato.

Governo cinese Discipline insufficientemente regolamentate e prive di standard di sicurezza ben definiti.

In questo periodo verranno riesaminate tutte le misure e gli standard di sicurezza. .

 

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La gara

Erano in totale 172 i partecipanti alla gara che si svolgeva nella Foresta di pietra del Fiume Giallo, nei pressi della città di Baiyin, nella provincia di Gansu. Otto partecipanti sono stati curati in ospedale per alcune ferite riportate.

Verso mezzogiorno, il tratto in alta quota della corsa, tra i 20 ei 31 chilometri, è stato improvvisamente colpito da condizioni meteorologiche disastrose – ha spiegato in tv Zhang Xuchen, sindaco di Baiyin – in pochissimo tempo, grandine e pioggia gelata sono cadute improvvisamente su quest’area. Ci sono state tempeste e venti forti. La temperatura è scesa bruscamente.

Tra le vittime due atleti di fama nazionale come Liang Jing, vincitore negli ultimi anni di diverse maratone multiple, e Huang Guanjun, che aveva vinto la maratona maschile per i non udenti ai Giochi Paralimpici Nazionali 2019 a Tianjin.

 

 

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