Confine Monte Bianco, il caso Italia-Francia sul tavolo dell’Europa

Presentata un'interrogazione al Commissario europeo agli Affari interni. La vicenda...

Confine Monte Bianco: presentata una interrogazione al Commissario europeo agli Affari interni.

Il fatto che la Commissione europea si sia espressa facendo riferimento sia alla rapidità sia alla soddisfazione reciproca per quanto concerne la definizione della controversia, sta a indicare in modo inequivocabile che la soluzione del contenzioso sull’esatta individuazione del confine di Stato sul massiccio del Monte Bianco può passare soltanto attraverso l’urgente attivazione delle diplomazie tra i due Paesi.

Lo ha detto Antonio Tajani che ha presentato un’interrogazione al commissario Ylva Johansson.

Un’attivazione – ha aggiunto Tajani – che, anche secondo il commissario europeo, deve essere rapida, anche alla luce del grande interesse turistico dell’area in questione, all’interno della quale negli ultimi anni si sono verificati diversi episodi che hanno creato problemi in tema di giurisdizione amministrativa e di competenza di intervento per quanto riguarda il soccorso alpino. È dunque necessario fare chiarezza in modo definitivo e rapido sull’esatta collocazione dei confini.

La vicenda

La diatriba va avanti da tempo. L’ultimo episodio nell’ottobre scorso. Quando, a distanza di un anno, il Governo italiano rispose ad una interrogazione parlamentare. Era stata presentata nel giugno 2019, quando la Francia, in modo unilaterale, assunse alcune decisioni proprio in merito al Tetto d’Europa. Parliamo di un’ordinanza dei Comuni di Chamonix e Saint-Gervais. Ossia, il divieto di atterraggio in parapendio su un perimetro di 600 metri attorno alla cima del Monte Bianco. Anche in territorio italiano. A ciò si aggiunge la decisione, di qualche anno addietro, che destò molto clamore, di chiudere coi lucchetti l’accesso al ghiacciaio del Gigante a Punta Hellbronner-Rifugio Torino.

Le ordinanze dei Comuni di Chamonix e Saint-Gervais del 26 giugno 2019 giunsero a seguito di un incidente mortale.

Il caso Monte Bianco

Subito furono informate Procura della Repubblica di Aosta, Comando delle fiamme gialle e Istituto geografico militare.

Per l’Italia la linea di confine passa sullo spartiacque mentre per la Francia sul Monte Bianco di Courmayeur, con il Monte Bianco interamente nel proprio territorio.

La questione dei confini è rilevante anche dal punto di vista dei soccorsi in montagna e pone interrogativi amministrativi e di competenza giudiziaria. Oltre che turistici, commerciali.

E pensare che solo alcuni mesi prima di quell’iniziativa unilaterale della Francia c’era stata una riunione tra le autorità dei due Stati durante la quale si era deciso che nessuno avrebbe intrapreso iniziativa unilaterali in quelle aree.

Lucchetti sul Gigante

Andiamo un po’ indietro nel tempo. Il 4 settembre 2015 era scoppiato un ‘caso’ diplomatico quando il sindaco di Chamonix (Francia) aveva fatto bloccare con una transenna e dei lucchetti – poi rimossi da ignoti – l’accesso al ghiacciaio del Gigante, dal rifugio Torino, sotto la stazione di arrivo della funivia italiana Skyway, considerandolo nel proprio territorio.

La storia

L’Italia fa riferimento al Trattato fra Regno di Sardegna e Impero francese (Torino, 24 marzo 1860) e alla Convenzione di delimitazione tra Sardegna e Francia (Torino, 7 marzo 1861) in esecuzione dello stesso trattato.

La cartografia francese invece sposta il confine sul versante sud del massiccio per un’area di 82 ettari (la vetta del Monte Bianco, il rifugio Torino e una parte della stazione a monte della funivia francese) rifacendosi ai confini sanciti con l’armistizio di Cherasco del 1796 dopo la prima campagna Napoleonica in Italia ed entrati – dopo una decisione unilaterale francese – sulle carte ufficiali a partire dal 1865.

L’interrogazione

Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, all’indomani delle ordinanze dei due Comuni francesi, aveva depositato alla Camera, era l’agosto 2019, una interrogazione urgente rivolta al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Chiedeva di sapere quali iniziative il Governo intendeva intraprendere dinanzi alla decisione dei cugini d’oltralpe.

La risposta tardiva del Governo

Beh, ci è voluto più di un anno per avere la risposta. Risposta arrivata tramite il sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri Ivan Scalfarotto.

Suonava così: è stata attivata l’ambasciata a Parigi che procedette a rappresentare formalmente e con fermezza alle autorità francesi la tradizionale posizione italiana riguardo ai confini.

E i francesi…

La risposta dei francesi, invece, fu celere. Da Parigi dissero che vi era la disponibilità ad affrontare la questione nel quadro della Commissione mista per la manutenzione del tracciato dei confini.

Al prossimo capitolo…

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Un Commento

  1. vedo che nonostante il periodo non proprio felice che si sta attraversando, in UE hanno anche del tempo da perdere….

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