Confortola rinuncia al Kanchenjunga: Montagne restano, persone no

marco confortola

Marco Confortola rinuncia al Kanchenjunga. È salito a circa 8.000 metri poi la vita lo ha richiamato giù. Dietro-front. Troppo freddo. Problemi ai piedi.

Oggi Confortola, sulla sua pagina Facebook, ci racconta cosa è successo e perché la decisione…

Buon giorno amici,
Innanzi tutto grazie per i vostri innumerevoli messaggi e vi confermo che sto bene, fisicamente e mentalmente. Sono sereno per la scelta che ho preso.
Ho sentito che quello non era il mio momento.
In poco tempo , cambio di obiettivo: scendere e non più salire.
Avevo troppo freddo per poter continuare e la salita di una montagna la si deve gustare e oltre alla fatica, non devi smettere di provare attrazione per essa.
Quando invece le tue sensazioni ed emozioni sono altre e non sempre positive allora quello è il momento giusto per cambiare direzione agli scarponi.
E’ difficile a volte prendere delle decisioni drastiche ma se lo si fa’ con la chiarezza e la sicurezza che sia la cosa giusta,  e’ pace sia per il cuore che per la testa.
Non ho vacillato, ero sereno, sono sereno.
Le montagne restano, le perone no.
A volte spingersi oltre il proprio limite può fare la differenza in positivo ma anche in negativo e ieri non era la giornata ideale per sperimentarlo.
E’ vero, mi sono allenato 1 anno intero, ma l’allenamento non è solo quello fisico ma e’ anche quello mentale e allenare la mente alla rinuncia ne fa parte perché devi essere veloce e pronto al cambiamento.
Chi ieri ha rinunciato non è ancora rientrato al CB e il vociferare, fa pensare che qualcuno voglia ritentare la cima. Siamo qui per questo motivo e se hanno energia sufficiente e le motivazioni giuste, facciamo il tifo per loro.
A dopo.
Marco

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