Deforestazione Amazzonia, il polmone della Terra sempre più in affanno

Nel 2020 in Brasile ha raggiunto il suo livello più alto dal 2008. Scomparsi oltre 11mila chilometri quadrati di alberi

Amazzonia, la lenta agonia. Tra un vertice politico e l’altro, il polmone della Terra ha l’affanno. L’Istituto dell’uomo e dell’ambiente dell’Amazzonia (Imazon) ha riferito che ha registrato la più grande deforestazione per il mese di marzo negli ultimi 10 anni.

I dati

Nel 2020 la deforestazione dell’Amazzonia in Brasile ha raggiunto il suo livello più alto dal 2008. Oltre 11mila chilometri quadrati di alberi sono scomparsi, un saccheggio a un deposito di CO2 fondamentale per il futuro del paese e del Pianeta.

Il rapporto di Imazon arriva durante le trattative tra i governi di Brasile e Usa per un finanziamento miliardario contro la devastazione dell’Amazzonia.

La politica

In una lettera al suo omologo Joe Biden, il presidente Jair Bolsonaro si è impegnato ad azzerare la deforestazione illegale entro il 2030, ma l’inviato speciale degli Stati Uniti per il clima, John Kerry, ha chiesto “un’azione immediata” e “il coinvolgimento della popolazione indigena e della società civile”, affinché la promessa porti a “risultati concreti”.

Nei fatti, durante gli ultimi anni si ò lasciato ancor più spazio alla deforestazione e tagliate le risorse per la protezione ambientale.

 

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