Denis Urubko vince il sondaggio sull’invernale più appassionante

La spedizione al Broad Peak ha totalizzato il 58,6% dei voti. A seguire Jost Kobusch con il 21,1%

Denis Urubko. Denis Urubko e il suo tentativo di invernale al Broad peak. I lettori hanno votato e hanno detto che la spedizione invernale più appassionante è stata proprio quella di Urubko, insieme a Don Bowie e Lotta Hintsa. Questi ultimi due, per problemi polmonari, hanno abbandonato la spedizione. E il duro Urubko ha deciso di continuare. Di Provare. Ma durante l’attacco alla vetta sopra campo 3 è stato colpito da una valanga che lo ha trascinato per circa 100 metri. Con una corda fissa che si è rotta, Urubko è precipitato per altri 50 metri e per fortuna è riuscito a fermarsi prima di un crepaccio. Se la sarà vista davvero brutta! Poi c’era troppo vento, oltre i /70 km/h. Quindi giù.

Ho combattuto. Adesso basta.

Ai lettori sarà piaciuto la forza, la perseveranza di Urubko, qualità di Urubko che tutti conosciamo.

 

Comunque, Ottomila a secco quest’inverno (Il sondaggio era riferito solo agli 8000). Sei le spedizioni: niente da fare su Everest, K2, Broad Peak e Gasherbrum.

La spedizione sul Broad Peak ha totalizzato il 58,6% dei voti, a seguire ai lettori di Mount Live ha appassionato l’avventura in solitaria del giovane tedesco Jost Kobusch (21,1%). Un altro tosto. Uno tosto che farà  parlare di sé. Era da solo, lì sulla difficile cresta ovest, con un infortunio al piede che lo ha tartassato sin quasi da subito, oltre ai problemi di stomaco. Non ha mollato. Ha tenuto duro ed è salito, superando i 7000 metri. Anche lui preso da una valanga…

Al terzo posto nel sondaggio c’è il Gasherbrum, ci sono Simone Moro e Tamara Lunger (9,1%). Anche qui un bello spavento, con la caduta in un crepaccio del bergamasco e l’infortunio di Lunger per trattenerlo.

A scendere troviamo, a pari merito, il Basco Alex Txikon sull’Everest e la spedizione di Mingma Sherpa sul K2. Entrambi col 5,4% dei voti.

A chiudere la spedizione nepalese “Breatless” dei nepalesi” sull’Everest. Una spedizione che nemmeno è iniziata, o quasi. Per loro una manciata di voti (0,3%).

Le spedizioni

 

  • simone moro

K2

Mingma Sherpa (Supersherpa) con la sua squadra sul K2, conclusasi quasi prima di iniziare, anche con strascichi polemici. Sul K2, doveva andarci anche Urubko, aveva il permesso di scalata in tasca ma non ne ha avuto il tempo impegnato sul Broad Peak.

Everest

Sull’Everest c’era Alex Txikon, il basco veniva dal bis Antartide e Ama Dablam e cercava la scalata invernale senza ossigeno sul Tetto del mondo. Sempre sull’Everest il giovane tedesco, il tosto giovane tedesco, col progetto di salire dalla cresta ovest. Da solo. Senza ossigeno. Si è arreso anche lui, dopo essere stato anche colpito da una valanga e dopo vari problemi fisici. Negli ultimi giorni sull’Everest anche una squadra di sherpa nepalesi (Breathless) che cercava il record di salita in velocità. Niente da fare. Per tutti l’Everest era troppo pericoloso, le nevicate degli ultimi giorni, il forte vento e il pericolo valanghe hanno fatto desistere tutti. Tutti i team hanno superato i 7000 metri.

Gasherbrum

Poi il Gasherbrum (tentativo di traversata di GI e GII), con Simone Moro e Tamara Lunger. Inizialmente i problemi sul ghiacciaio, poi la caduta di Moro in un crepaccio e le ferite riportate da Lunger. Si torna a casa.

Broad Peak

Sul Broad Peak c’era Denis Urubko, inizialmente con Lotta Hintsa e Don Bowie. Problemi respiratori per entrambi, soprattutto per Bowie che ha comunque provato ma alla fine si è dovuto arrendere. Urubko è rimasto e ha provato da solo. Maltempo, valanghe e crepacci hanno fatto il resto. Anche Urubko a casa.

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