Everest, regole ferree: 11mila euro il permesso, tutti coi rifiuti a valle e nuovo percorso anti-valanghe

Dopo la strage degli Sherpa dell’anno scorso il governo nepalese ha modificato la via al Khumbu Icefall. Il problema rifiuti è diventato un problema

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La stagione delle scalate sull’Everest sono quasi alle porte . Ma, dopo gli incidenti dello scorso anno ci sono sostanziali novità. Come già detto in altro articolo, queste riguarderanno il percorso con una variazione dal campo base al Campo 1. In pratica la Khumbu Icefall. Una valanga qui nel 2014 ha ucciso 16 Sherpa vicino campo 1 dell’Everest. Ebbene, il Governo nepalese vi ha posto rimedio. La nuova rotta vedrà scalatori e sherpa passare per una via più centrale attraverso il Khumbu Icefall tra campo base e C1, evitando la parte sinistra della cascata, lì dove è avvenuto l’incidente lo scorso anno. “Crediamo che il rischio di valanghe sul lato sinistro del Khumbu Icefall è in crescita e quindi abbiamo spostato il percorso verso il centro, dove non c’è questo pericolo”, ha spiegato alla BBC Ang Dorje Sherpa, presidente del Comitato Sagarmatha Pollution Control, organizzazione autorizzata dal governo ad individuare la via normale dell’Everest.Bisogna dire, tuttavia, che il nuovo percorso non è una novità, in quanto è stato già battuto da alpinisti che hanno scalato l’Everest per la via normale 20 anni fa. Il percorso allora però fu modificato per la spalla occidentale perché più breve e più facile per alpinisti inesperti. “Il percorso attraverso la parte centrale sarà difficile e più lungo, ma sarà relativamente libero del rischio di valanghe e le pareti di ghiaccio e ghiacciai sospesi relativamente lontano” ha concluso Ang Dorje Sherpa.

 

Ma le novità non finiscono qui. Ci sono anche altri problemi sul tetto del mondo. Problemi che vanno affrontati e risolti. Quest’anno saranno almeno 700 gli scalatori che cercheranno di raggiungere la vetta dell’Everest e che per due mesi useranno i cambi base. Il presidente dell’associazione scalatori nepalesi ha lanciato l’allarme: la situazione igienica è diventata problematica. Dal 1953 hanno raggiunto la vetta quattromila persone, e i rifiuti organici accumulati rischiano di essere fonte d’inquinamento e malattie. Ebbene, ognuno deve versare una cauzione di 4.000 dollari. Somma che non verrà restituita se l’interessato non riporta a valle almeno 8 kg di rifiuti. I rifiuti, anche vedendo le foto che giungono dall’Everest, stanno diventando sempre più un problema: abbandonati in buche fatte nel ghiaccio, gli scarti umani quando le temperature si alzano e il ghiaccio si scioglie inquinano le acque che a valle formano i fiumi. Le novità sono anche altre, sono economiche, organizzative e burocratiche: il costo del permesso rilasciato dalle autorità nepalesi è ora di undicimila dollari a testa, sono aumentati i premi delle assicurazioni richieste dal governo ed è diventato obbligatorio ingaggiare uno sherpa nepalese.

 

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