Faggete vetuste di Aspromonte e Pollino diventano Patrimonio Unesco

Lo ha deciso il Comitato del Patrimonio Mondiale in corso in Cina

Il Comitato del Patrimonio Mondiale in corso a Fuzhou, Cina, ha inserito ieri, 28 luglio 2021, il Parco Nazionale dell’Aspromonte e quello del Pollino nelle “Antiche Faggete Primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”, bene seriale transazionale iscritto nel Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2017.

Le Faggete vetuste

Le faggete vetuste si trovano diffuse in 18 Paesi: Albania, Austria, Bosnia Erzegovina, Belgio, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Macedonia del Nord, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Ucraina, oltre naturalmente all’Italia, e rappresentano un esempio eccezionale di foreste complesse, che offrono un ampio spettro di modelli ecologici e diversi tipi di faggi, in condizioni ambientali diverse. Il faggio europeo ha resistito a ogni glaciazione dell’ultimo milione di anni, sopravvivendo a qualsiasi condizione climatica avversa, nella parte meridionale del continente europeo. Dopo l’ultima Era Glaciale, circa 11.000 anni fa, il faggio ha cominciato a espandersi dalle zone del sud fino a ricoprire ampia parte del continente europeo.

In Italia

Ecco le faggete italiane finora inserite nel sito transnazionale: Valle Cervara, Selva Moricento, Coppo del Morto, Coppo del Principe e Val Fondillo nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise; Cozzo Ferriero, nel Parco Nazionale del Pollino (Potenza); la Foresta Umbra, nel Parco Nazionale del Gargano; Monte Cimino (Viterbo); Monte Raschio (Oriolo Romano, Viterbo) e Sasso Fratino, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. A queste si vanno ad aggiungere quindi il Parco Nazionale dell’Aspromonte e il Parco Nazionale del Pollino.

Questo bene transnazionale è indispensabile per la comprensione della storia e dell’evoluzione del gene Fagus, che, per la sua grande distribuzione nell’Emisfero Settentrionale e la sua importanza ecologica, riveste una rilevanza globale. Il faggio rappresenta infatti un esempio eccezionale della ricolonizzazione e dello sviluppo degli ecosistemi terrestri fin dall’ultima Era Glaciale. La sua presenza in così vaste aree d’Europa è una testimonianza vivente dell’adattabilità del suo gene, un processo tuttora attivo.

Le parti che compongono il bene seriale sono state scelte poiché rappresentanti delle diverse tipologie di faggete antiche e primordiali attraverso l’Europa, in termini di differenti condizioni climatiche, geologiche e altitudinali.

 

 

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