Falesia di Laghel off-limits, aperta via… della trattativa

Il Comune ha avuto disponibilità da parte dei proprietari a sedersi attorno a un tavolo. Le condizioni.

Falesia Laghel, la parola d’ordine ad Arco è: mediazione. Sedersi attorno al tavolo per cercare la soluzione al problema. Il problema c’è.
Il mese scorso tuonò la notizia in tutto il mondo climber, una delle falesie più importanti d’Italia (se non del mondo), la Laghel, quella di un possibile 9c, è off-limits. I proprietari dell’area, del terreno su cui insiste, hanno detto stop. E lo hanno fatto per svariati motivi.

Abbiamo contattato il consigliere comunale, Roberto Zampiccoli (presidente della Commissione per l’arrampicata).

La situazione non è bellissima. Ma abbiamo avuto disponibilità, da parte dei proprietari, di sederci attorno al tavolo e a determinate condizioni si può ragionare e trovare una soluzione condivisa.
I punti sono diversi, i proprietari chiedono una regolamentazione dei parcheggi, tutela assicurativa e maggior rispetto per l’area. Ci chiedono alcuni interventi, tra cui l’installazione di un wc chimico.

Da ciò si capisce che i problemi sono di varia natura. Parliamo di una piccola area, molto delicata dal punto di vista paesaggistico. Non ci sono parcheggi e la strada di accesso alla falesia, l’unica, è in pratica una stradina di campagna dove vi sono alcune abitazioni. Quindi disagi.

In molti hanno in testa la King Line. Ma a Laghel c’è anche il primo 9b di Arco: Queen Line: via chiodata da Mauro Mabboni, liberata da Adam Ondra nel 2017.

 

Un ulteriore problema riguarda un’opera di bonifica sul terreno, cui sono intenzionati ad avviare i proprietari del terreno, una trasformazione di zona boschiva in vigneto. E tale area risiede pressoché a monte della falesia. Da qui la richiesta di tutela assicurativa da parte dei proprietari. Perché non si sa mai.

I proprietari – aggiunge il consigliere Zampiccoli – hanno rimarcato il fatto che i climber hanno chiodato senza preoccuparsi, poi, come avviene in tutti gli ambiti, per colpa di pochi ne pagano le spese in molti. C’è quel 2% di climber che non hanno avuto rispetto dell’area, lasciando rifiuti. C’è quindi da considerare la gestione e la pulizia.
Noi siamo molto sensibili all’argomento, il mondo climber è volano per il nostro territorio e quindi, sia per questa falesia sia per le altre che insistono sul nostro territorio, stiamo facendo il possibile. D’altronde è la comunità che ce lo chiede. Gli operatori turistici innanzitutto, ma tutto l’indotto.

Ma c’è anche un’altra questione. Ad Arco in primavera ci sono le elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale. Quindi, per forza di cose, le cose slitteranno a dopo le elezioni.

Zampiccoli Ovviamente, come dicevo, il mondo climber per noi è strategico, quindi mi sento di dire che se Ondra, Ghisolfi o altri, volessero cimentarsi col possibile 9c su Laghel, faremo di tutto per cercare una soluzione imminente e provvisoria.

 

Il problema delle falesia non riguarda, purtroppo solamente Arco, Sono tempi difficili per i climber in Italia ma anche altrove. Sempre nel mese di gennaio, notizia simile arrivava dalla Spagna: anche qui il proprietario dell’area boulder di Hoya Moros si disse intenzionato a vendere il terreno, di conseguenza il paventato rischio chiusura degli accessi a una location eccezionale. È partita anche una petizione e una raccolta fondi per acquistarla.

Una situazione difficile, non nuova, visto che in passato ci sono stati molti casi di chiusure, ed anche di battaglie vinte.

A volte l’inciviltà (di pochissimi!) ha portato i proprietari a chiudere, a volte la paura di essere tirati in ballo in seguito a incidenti. Poi il numero sempre crescente di appassionati e quindi aree prese d’assalto da decine se non da centinaia di atleti.

Questo l’allarme lanciato da Stefano Ghisolfi il mese scorso

Attenzione! Una brutta notizia… La falesia di Laghel, la falesia più difficile d’Italia e forse una delle più difficili al mondo (con King Line Project, un possibile 9c, e altre vie estreme), si trova su un terreno privato. Lo sappiamo già ma nessuno si è mai lamentato e tutto stava andando bene, il proprietario sapeva della falesia e ci faceva salire. Ma il mese scorso, il proprietario è venuto sulla falesia e “gentilmente” ci ha detto di smettere di salire e andare via dal suo terreno, così siamo andati subito via. Il proprietario ha il diritto di farlo, ma il problema è che Laghel non è una solita falesia ma è qualcosa di unico ad Arco e in Italia. Stiamo per chiedere aiuto a @gardatrentino e alla città di Arco, ma nel frattempo è vietato andare a scalare lì (ed è un enorme peccato perché le condizioni per provare la King Line erano ottime). Noi cercheremo di trovare un accordo con il proprietario, ma per ora vi prego di non andare a Laghel e speriamo che tutto vada nel migliore dei modi possibili. Se avete qualche suggerimento su cosa possiamo fare… tutto potrebbe aiutare, vi prego di diffondere la voce nella nostra comunità di arrampicata, grazie!

foto: the vertical eye

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