“Gli ultimi tre problemi delle Alpi”.
Le soluzioni di Anderl Heckmair

Questo suo primo libro (Priuli & Verlucca Editori), uscito nel 1951 è considerato la sua opera più classica, che riappare ora arricchita dalle storiche foto originali della prima scalata dell'Eiger

 

CERVINO     GRANDES JORASSES     EIGER

Lo scalatore che affronta le incognite d’una prima salita deve innanzitutto possedere nervi d’acciaio. Uno sguardo improvviso in un vuoto di mille metri non deve procurargli la minima emozione.

Anderl Heckmair

 

IL LIBRO

Gli ultimi tre problemi delle Alpi
La Copertina

Le Nord del Cervino, delle Grandes Jorasses e dell’Eiger: gli obiettivi-chiave su cui si concentra l’alpinismo degli anni trenta. L’idea degli “ultimi tre problemi” nasce tra gli arrampicatori bavaresi della Scuola di Monaco e nella cerchia dei colleghi austriaci che, dalla metà degli anni venti, sperimentano la nuova scala delle difficoltà in sei gradi sulle pareti del Kaisergebirge, del Karwendel e delle Dolomiti. In questo clima di strenua competizione si fa le ossa la giovane guida Heckmair. Traversando le Alpi in bicicletta, insegue da un anno all’altro l’obiettivo delle Jorasses. Quando sfuma, si getta sulla Nord dell’Eiger e, nel 1938, dopo anni di assedio costati la vita a ben nove alpinisti, riesce infine a “risolvere il problema”.
La prima ascensione della parete nord dell’Eiger raccontata dal principale protagonista, Anderl Heckmair, deceduto all’inizio del 2005, che guidò fin sulla vetta la cordata vittoriosa, sfatando la leggenda della “montagna assassina”.

 

Questo suo primo libro, uscito nel 1951 è considerato la sua opera più classica, che riappare ora arricchita dalle storiche foto originali della prima scalata dell’Eiger. 

 


Autore: Anderl Heckmair
Editore: Priuli & Verlucca
Traduttore: Spiro Dalla Porta Xydias
Collana: I Licheni
Anno edizione: 2006

Formato: cm 12,5×20
Pagine: 168
Prezzo: € 16,00


 

L’AUTORE

Nato a Monaco di Baviera il 12 ottobre 1906 Andreas Heckmair è morto ad Oberstdorf il 1º febbraio 2005. È stato un fortissimo alpinista e realizzatore di diverse importanti salite su roccia: è uno dei quattro alpinisti che hanno salito, per la prima volta, il 24 luglio 1938, la tristemente famosa, per i numerosi alpinisti caduti nel tentativo di conquistarla, parete nord dell’Eiger (Alpi Bernesi, Svizzera).
Alla morte del padre nel 1915, in piena guerra, è affidato all’orfanotrofio, da cui esce a 14 anni per lavorare come apprendista giardiniere.
Maturata la grande passione per la montagna, nel 1932 supera l’esame di maestro di sci e l’anno dopo quello di guida alpina.
Nel frattempo ha già compiuto scalate di polso come le vie di Solleder al Civetta e al Sass Maor, banchi di prova delle Dolomiti. Nel 1931 si è spinto a Chamonix per tentare la Nord delle Grandes Jorassess e ha realizzato la prima diretta alla Nord dei Grands Charmoz. Dopo svariati tentativi alle Jorassess, nel 1938 ottiene definitiva notorietà sulla terribile e contesissima Nord dell’Eiger.
Nel 1951 ripete la Via Cassin sullo Sperone Walker alle Jorassess.
Dopo spedizioni in diverse parti del mondo, nel 1968 fonda e presiede a lungo l’Unione tedesca delle Guide Alpine e dei maestri di sci.

La nord dell’Eiger

Heckmair, ed il compagno di cordata Ludwig Vörg, attaccarono la parete nord dell’Eiger il pomeriggio del 20 luglio 1938 e, la mattina del 21, appena svegliati dal bivacco notturno, furono raggiunti dalla cordata formata dagli austriaci Fritz Kasparek e Heinrich Harrer. Temendo un peggioramento del tempo, Heckmair e Vörg decisero di scendere, mentre Kasparek e Harrer proseguirono quando, la mattina del 22 luglio, poco sotto il cosiddetto “bivacco della morte” furono raggiunti da Heckmair e Vörg, nel frattempo ripartiti, quella mattina stessa, dalla base della parete.
I quattro alpinisti si unirono in cordata unica il 23 luglio fino al raggiungimento della cresta sommitale (da “Il Ragno Bianco” di H.Harrer). Heckmair fu senz’altro il leader della cordata formata dai quattro, che condusse sempre in testa fino alla vetta. È inoltre opinione comune che decisiva fu la scelta dell’attrezzatura selezionata da Heickmair-Vörg, in particolare i ramponi a dodici punte, dei quali, invece, i due austriaci erano sprovvisti (Kasparek aveva dei ramponi classici a 10 punte, senza punte frontali, e Harrer aveva solo degli scarponi chiodati, senza ramponi).
Dopo il successo dell’Eiger Heckmair fu utilizzato, insieme ai tre compagni, dalla propaganda nazista, che esaltò l’impresa fino ad organizzare un incontro dei tre alpinisti con Hitler. La seconda guerra mondiale trova Heckmair sul fronte orientale dal quale rientra dopo alcuni mesi per assumere la funzione di istruttore di alpinismo dell’esercito, fino alla conclusione della guerra.
Dopo la guerra Heckmair lavorò fra l’altro come guida alpina e scrisse numerosi libri.

 


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