I coniugi Wright concatenano le cime del gruppo del Cerro Torre

In 4 giorni Jeff e Priti Wright hanno scalato Cerro Standhardt, Punta Herron e Torre Egger, in Patagonia. Il Torre salito nel 2020

I coniugi Wright, Priti e Jeff, hanno messo a segno un grande concatenamento in Patagonia: Cerro Standhardt, Punta Herron e Torre Egger. Tempo: quattro giorni.

Questo è senza ombra di dubbio il traguardo più ambizioso della nostra carriera alpinistica fino ad oggi.

Le hanno traversate da una all’altra, trascorrendo 4 giorni sulle vette, prima di ridiscendere sul ghiacciaio sottostante.

Priti Wright Abbiamo scalato la Festerville sull’Aguja Standhardt (400 m, 90 gradi neve/ghiaccio, 6c, 15 tiri), lo Spigolo dei Bimbi sulla Punta Herron (350 m, 90 gradi neve/ghiaccio, 6c, 8 tiri), Espejo del Viento sulla Torre Egger(200 m, 80 gradi neve/ghiaccio, 6a+, 6 tiri). Il grado, il dislivello, i tempi non dipingono un ritratto realistico di questa avventura, proprio come le linee delle relazioni non indicano veramente dove andare. Arrampicare in Patagonia è sempre complicato. Le fessure piene di ghiaccio e i blocchi instabili devono essere saliti, le placche bagnate traversate, scarponi e ramponi messi e tolti, gli zaini devono essere indossati o trainati, le doppie lanciate, l’attrezzatura lasciata, meteo analizzato, la neve sciolta, le cenge dei bivacchi appiattite e la via deve essere trovata. È stato molto divertente e molto stressante. Non abbiamo smesso di spostarci, pianificare, riprogrammare, imballare e disimballare per quegli 11 giorni.

 

 

Il loro viaggio patagonico è durato 11 giorni (partenza da Seattle), approffitando della bella finestra meteo. I due così hanno chiuso le cime della catena del Torre. Il Torre era già stato scalato dai due coniugi nel 2020.

Per Priti Wright dovrebbe trattarsi della terza ascensione femminile della Torre Egger.

Un pensiero per Korra Pesce

Da quando siamo tornati, siamo sotto shock per i recenti sforzi compiuti per il salvataggio di due icone patagoniche: Tomas Roy Aguilo e Korra Pesce. Korra non è sopravvissuto, ma un eroico sforzo di salvataggio ha riunito l’intera comunità alpinistica ed è stato guidato da Thomas Huber, Matteo Della Bordella e Roger Schaeli. Abbiamo incontrato Korra più volte nel corso degli anni e siamo onorati di averlo conosciuto. La sua presenza a El Chaltén e Chamonix ci mancherà tantissimo, lascia un’eredità che non sarà dimenticata.

 

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