I Ragni verso l’inviolata parete ovest del Baghirathi IV

Il terzetto Della Bordella, Schiera e De Zaiacomo (ai quali si aggiungerà Arianna Colliard in qualità di fotografa e video maker) sarà sul massiccio nel Garwhal indiano, una big wall verticale e inviolata di 800 metri di dislivello dalla base alla vetta, che tocca i 6193 metri di quota. Partiranno il 16 agosto. Pronto anche il piano b in caso di problemi: Baghirathi III. Intanto anche Silvano Arrigoni e Lorenzo Festorazzi si imbarcheranno per una nuova avventura: l’apertura di una nuova via sul magnifico Jirishanca (il Cervino delle Ande peruviane)

 

arianna Colliard Baghirathi IV ragni di lecco

 

La notizia era stata già resa nota da tempo. Della Bordella ce l’aveva preannunciata già in un’intervista all’indomani del premio Grignetta d’Oro. Ma ieri i Ragni l’hanno presentata ufficialmente.

Questa volta, oltre ai “soliti” ingredienti dell’alta difficoltà tecnica in arrampicata e dell’ambiente selvaggio, si sentiva però odore di alta quota. Così, infatti, sarà: l’obiettivo della prossima spedizione del terzetto Della Bordella, Schiera e De Zaiacomo (ai quali si aggiungerà Arianna Colliard in qualità di fotografa e video maker) sarà l’impressionante parete ovest del Baghirathi IV nel Garwhal indiano, una big wall verticale e inviolata di 800 metri di dislivello dalla base alla vetta, che tocca i 6193 metri di quota.

Il team lascerà l’Italia il 16 agosto e avrà a disposizione poco meno di due mesi per portare a termine il progetto (il rientro è previsto per il 7 ottobre).

“Le pareti del Bhagirathi sono probabilmente fra le più belle big wall al mondo – ha commentato Matteo Della Bordella nel corso della presentazione alla stampa della spedizione, avvenuta ieri presso il municipio del Comune di Lecco – dopo le esperienza maturate negli ultimi anni sulle grandi pareti del mondo ci piaceva l’idea di metterci alla prova su pareti verticali e difficili in alta quota, cercando di realizzare un nuovo itinerario nel rispetto dello stile che abbiamo sempre perseguito, cioè cercando di salire il più possibile in arrampicata libera e con protezioni naturali”.

Queste gigantesche lavagne negli ultimi 30 anni si sono state nel mirino di alcuni dei più forti scalatori a livello internazionale che sono riusciti a tracciare formidabili itinerari (fra questi va sicuramente menzionata la via aperta nel 2011 dagli italiani Daniele Nardi e Roberto delle Monache). La ovest del Baghirathi IV rimane però un problema ancora irrisolto. I tre Ragni sono ovviamente consapevoli delle difficoltà, anche logistiche e climatiche che dovranno affrontare e tengono pronto anche un “Piano B” nel caso le cose non andassero per il verso giusto: “La zona offre molte possibilità – spiega Luca Schiera – Teniamo in considerazione anche il Baghirathi III, dove resta ancora aperta la sfida della salita in arrampicata libera. Le cordate che già hanno affrontato la parete, fra le quali ci sono anche i fortissimi fratelli Pou, hanno parlato di roccia fantastica e linee davvero interessanti”.

Gli “impegni” estivi per i Ragni non si esauriranno però soltanto con la spedizione al Baghirathi, a breve, infatti, anche Silvano Arrigoni e Lorenzo Festorazzi si imbarcheranno per una nuova avventura. Anche il loro obiettivo sarà l’apertura di una nuova via, ma la montagna presa di mira è una vecchia conoscenza dei Ragni: il magnifico Jirishanca (il Cervino delle Ande peruviane), salito nel 1969 da Riccardo Cassin, Natale Airoldi, Gigi Alippi, Giuseppe Lafranconi, Annibale Zucchi, Sandro Liati e Casimiro Ferrari.

 

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