Il Pnalm del futuro, intervista al neopresidente Giovanni Cannata

Erano gli inizi di ottobre scorso quando Giovanni Cannata è stato nominato dal ministro Sergio Costa  Presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. A distanza di pochi mesi dall’insediamento abbiamo intervistato il neo presidente, ex Rettore dell’Unimol (Univesità degli Studi del Molise), per ben 18 anni.

 

Partiamo dai fatti di cronaca: ormai arrivano ciclicamente notizie di investimenti di orsi nelle aree interne ed esterne del Pnalm. Il Pnalm ha nuovi provvedimenti ad hoc per limitare tali episodi per una specie a rischio?

Il PNALM è impegnato insieme al Parco Naz. della Majella nel progetto Life Crossing, finalizzato a mitigare e ridurre gli effetti degli incidenti stradali con una serie di misure tese a creare barriere sia fisiche che virtuali lungo i tratti di strada più delicati per la presenza costante di animali. Di recente c’è stato un importante incontro con la Direzione Regionale dell’ANAS Abruzzo in cui sono stati condivisi alcuni sistemi che prevedono sia segnalazioni luminose per gli automobilisti sia segnalazioni sonore per gli animali. In alcuni casi si tratta di modelli sperimentali con cui superare le oggettive difficoltà a mettere in sicurezza le molte decine di chilometri interessati dal passaggio di esemplari appartenenti alle tante specie della fauna selvatica. 

Ci sono notizie del cucciolo di mamma orsa investita a Natale a Castel di Sangro?

Abbiamo documentato la presenza del cucciolo nell’area che frequentava insieme alla madre il 3 gennaio grazie ad un sistema di fototrappole dislocate proprio per monitorare il territorio.

Lo scorso anno tre orsi morirono annegati in una vasca di raccolta delle acque: il problema è stato risolto su tutto il territorio Pnalm? 

L’operazione di messa in sicurezza delle vasche o dei pozzi di raccolta di acqua censiti dal PNALM è tuttora in corso: molti interventi sono già stati fatti in alcuni dei comuni interessati (Anversa degli Abruzzi, Ortona dei Marsi, Scanno, Villetta Barrea, Picinisco), altri sono in corso o sono previsti (Collelongo, San Donato Val Comino, Campoli Appenino). Purtroppo non sempre è facile procedere in quanto si tratta di strutture anche di grandi dimensioni (alcuni pozzi hanno aperture di 5 metri di diametro) oppure sono su proprietà comunali o private, dove comunque il Parco ha deciso di intervenire con fondi propri per metterli in sicurezza.

In molti si chiedono come mai non è possibile portare con sé i propri cani nel Parco (tranne poche aree accessibili) per problemi con la fauna autoctona mentre è permesso allo stesso tempo a cavalli e mucche di pastori e allevatori… 

Perché i cani vengono avvertiti come fattore di rischio dalla fauna selvatica e provocano in questa uno stress che cavalli e bovini non procurano. Per la fauna selvatica i cani sono percepiti come un pericolo mentre la stessa percezione non c’è quando si tratta di cavalli o altri animali domestici al pascolo. Inoltre c’è un problema legato alle possibili patologie trasmissibili da cani che, non sempre, sono tenuti in condizioni ideali.

Passiamo alle Riserve Integrali. Tra gli escursionisti del Pnalm questo è un argomento molto acceso e dibattuto: in molti si chiedono perché chiuderle agli escursionisti, perché per tutto l’arco dell’anno? 

In realtà ci sono molti sentieri che attraversano le riserve integrali e che consentono quindi l’accesso al loro interno agli escursionisti. Sono sempre chiuse le zone non servite dalla rete escursionistica ufficiale: ciò avviene perché il Parco considera quelle aree critiche per la fauna selvatica e per gli habitat presenti, evidentemente bisognosi di tutela rigorosa. In un’area protetta anche i flussi turistici vanno pianificati: se l’obiettivo di un’area protetta è la tutela di habitat e specie ogni ente parco deve saper gestire anche il turismo ad evitare che questo produca effetti negativi che vanifichino proprio gli obiettivi di conservazione. Un Parco non è un luogo come gli altri ma un luogo speciale i cui valori primari vanno accuratamente tutelati. La scelta di chiudere alcune aree non è mai facile, ma risulta necessaria proprio assicurare la migliore azione di tutela, peraltro chiedendo “sacrifici” davvero minimi a residenti e turisti che di fatto sono chiamati a piccole rinunce, piccoli passi indietro rispetto all’esigenza primaria della conservazione di equilibri molto delicati.

Il Comune di Villavallelonga, con apposita delibera, ha chiuso al transito, ai non residenti, la strada (4,5 km) che dalla chiesa della Madonna della Lanna conduce ai Prati d’Angro e alla Fonte dell’Aceretta, dove iniziano vari sentieri. Ciò non è piaciuto al mondo escursionistico…

La chiusura riguarda solo il transito veicolare e non certo quello pedonale, pertanto gli escursionisti possono tranquillamente accedere all’area con qualche minuto in più di cammino. Il tutto in attuazione di una specifica norma finalizzata a ridurre l’impatto del traffico in un’area di grande rilevanza ambientale, analogamente a quanto adottato in altre aree analoghe quali la Cicerana, la Val Fondillo, la Camosciara o la Val Canneto, peraltro dando attuazione anche ad una specifica legge regionale.

Su e giù per l’Appennino ci sono in cantiere la realizzazione di nuovi impianti sciistici. Nel Pnalm? 

No, attualmente nel PNALM non ci sono progetti relativi a nuovi impianti sciistici o ad ammodernamento di quelli esistenti.

Il Pnalm ha un piano per regolamentare/limitare l’inquinamento acustico, soprattutto estivo, provocato dai motociclisti sulla statale 83 Marsicana, la statale 479 che attraversa Passo Godi e le altre arterie del Parco? 

Il Parco non ha queste prerogative: le strade sono di competenza dei rispettivi gestori ovvero l’ANAS e le province. Il Parco non può imporre limitazioni di alcun genere sulla viabilità e anche per questo il personale del Servizio di Sorveglianza non opera in questo settore. Limitare l’inquinamento acustico significa limitare gli accessi e questo appunto non rientra nelle competenze che la legge ci attribuisce. Viceversa le norme vigenti già danno precisi parametri sui decibel emessi dai motori di questi veicoli per cui sia i Carabinieri che la Polizia Stradale svolgono servizi mirati, anche per il connesso superamento dei limiti di velocità, e possono intervenire con sanzioni amministrative a carico dei conducenti dei veicoli “fuorilegge”.

Lago di Barrea: ciclicamente monta la polemica sull’invaso artificiale, sulla sua portata e sulla captazione da parte dell’Enel. Tempo fa si parlava di un protocollo di intesa… 

Il protocollo di intesa con ENEL è stato siglato il 29 aprile 2017 e prevede il seguente sistema di gestione del livello del lago: dal 1° gennaio al 15 aprile il livello del lago è stabile a 963 m.; dal 10 giugno al 15 settembre il livello è stabile a quota 970 m.; nei periodi intermedi si procede alle operazioni di ricarica o di parziale svuotamento per raggiungere le quote previste e sopra indicate, considerando che sempre più spesso bisogna fare i conti con precipitazioni eccezionali che determinano l’innalzamento del livello.

Bene, passiamo all’impronta che vorrà dare Lei al Pnalm. Quali sono le sue priorità?

Questi i punti fondamentali del programma:

  • Andare verso l’ascolto di tutte le componenti territoriali, partendo dall’analisi delle richieste avanzate dai Comuni.
  • Ascoltare il mondo della scienza e collaborare con le diverse Università dell’Abruzzo, del Molise, del Lazio, assumendone tutto quello che può essere di utilità per il Parco negli ambiti della conservazione e dell’innovazione e “giocando insieme” sui fronti internazionali.
  • Valorizzare l’arte nella natura (a partire dalla musica, le altre arti performative).
  • Operare attivamente insieme con il terzo settore, con un’attenzione speciale al tema dei servizi alle persone (salute ecc).
  • Costruire le politiche di conservazione e di innovazione con le categorie professionali ed economiche (imprese agricole, artigianali, ecc.).
  • Collegarsi con i Parchi nazionali e regionali di tutto l’Abruzzo e con i sistemi nazionali e internazionali dei parchi nazionali.
  • Adeguare i Centri visita e le strutture di fruizione dal punto di vista sia della sicurezza sia di una comunicazione efficace e innovativa.
  • Attivare una formazione continua dei Guardiaparco (che qualcuno ha chiesto di rinominare “Guardaparco”, come avviene nel Parco del Gran Paradiso) e del personale del Parco.
  • Adoperarsi per contribuire a una maggiore coesione sociale dei paesi dei tre versanti del PNALM.
  • Affrontare – nella consapevolezza che si tratti di una questione politica anche di livello regionale – il problema dell’approvazione del Piano del Parco e del Programma pluriennale economico e sociale.

Ormai è quasi conto alla rovescia per i 100 anni del Pnalm. Cosa c’è in cantiere per l’anniversario? 

Ve lo racconteremo fra non molto a programma definito che ci vedrà legati nei festeggiamenti con l’altro grande “vecchio” il Parco Nazionale del Gran Paradiso, noi con il nostro orso, loro con il loro stambecco.

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