Il ritorno dei felini europei

Stanno crescendo le popolazioni di lince europea, lince iberica e gatto selvatico

Stanno crescendo le popolazioni di lince europea, lince iberica- salvata anche grazie al WWF – e gatto selvatico, quest’ultimo presente nella sottospecie nord-africana anche nell’Oasi WWF di Monte Arcosu, in provincia di Cagliari.

Lince europea, lince iberica e gatto selvatico. Sono questi i rappresentanti della Famiglia dei Felidi nel vecchio Continente.
Dopo un lungo periodo di declino causato dall’attività umana, il numero dei predatori in Europa sta crescendo grazie alle aree protette e ad una migliore tutela legale. Oggi è maggiore la consapevolezza pubblica circa il ruolo unico che essi svolgono nei nostri ecosistemi. Dunque non solo Africa, Nord e Sud America e Asia sono casa dei felini. I parenti “minori” di tigri, leoni, leopardi e giaguari, popolano l’Europa da centinaia di migliaia di anni, e la loro storia evolutiva si è intrecciata (spesso in maniera non positiva per queste specie) con quella degli uomini.

Lince europea (Lynx lynx). È il più grande felino europeo (fino a 26 kg per 1,3 metri di lunghezza, coda esclusa). Caratteristici i suoi balzi straordinari (fino a 3 metri di altezza), grazie al fatto che le zampe posteriori sono più lunghe di quelle anteriori. Ha un areale molto ampio che si estende dai Pirenei alle Alpi, soprattutto svizzere e slovene. Si stima in Europa la presenza di 8-9.000 individui, suddivise in 11 popolazioni più o meno isolate. La popolazione alpina (Svizzera, Austria, Slovenia, Francia e Italia) conta circa 130 individui. In Italia la specie è presente con alcuni individui osservati in Friuli, Venezia Giulia e in Trentino (sporadicamente in Lombardia, Valle d’Aosta e Piemonte). Le piccole popolazioni dell’Europa meridionale sono a rischio, mentre la specie in Europa non viene considerata a rischio per la maggiore consistenza delle popolazioni del Nord Europa, Scandinavia in particolare. Oltre alla frammentazione degli habitat e al bracconaggio, le principali minacce per la lince sono la mortalità accidentale (investimenti stradali in primis) e il fenomeno dell’inbreeding, cioè l’indebolimento genetico causata dall’accoppiamento tra consanguinei.

Lince iberica (Lynx pardinus). Carnivoro di taglia media (12-13 kg) vive solo nella penisola iberica ed è considerato il felino più minacciato del pianeta. e considerata una specie ombrello, cioè una specie la cui conservazione implica indirettamente la protezione del suo habitat e delle altre specie, spesso meno carismatiche, che con questa convivono. Anche per questo, la lince iberica è considerata una specie prioritaria dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE, per la cui protezione occorre dunque designare aree di conservazione speciali, proteggendo così indirettamente anche la foresta mediterranea dove la lince vive. Dopo anni di decimazione della specie a causa del bracconaggio e della rarefazione della sua preda principale, il coniglio selvatico, nel 2004, un lavoro di alcuni ricercatori spagnoli evidenziò come lo stato di conservazione della lince iberica era ormai critico: rimanevano linci solo nella Sierra Morena orientale e a Coto Doñana (circa 160 esemplari distribuiti in 500 km2). Come risultato delle azioni di conservazione (tra cui l’impegno ventennale del WWF nel Parco di Coto Donana, oltre a Progetti Life), già nel 2016 si stimavano più di 400 linci in natura tra tutte le aree di azione del progetto (Portogallo, Estremadura, Castilla-La Mancha e Andalusia). Secondo gli ultimi monitoraggi (2020), oggi la popolazione di lince iberica tra Spagna e Portogallo conta più di 850 individui in un’areale in espansione. Oggi la specie è classificata come “In pericolo” (Endangered) nelle Liste Rosse dell’IUCN.

Il gatto selvatico
(Felyx silvestris), carnivoro che si nutre di piccoli mammiferi e uccelli, fortemente territoriale abitatore di ambienti forestali, è presente in Italia con due popolazioni: la prima si estende approssimativamente dall’Aspromonte fino agli Appennini centro-settentrionali ed una seconda sulle Alpi orientali. In Sardegna è invece presente la sottospecie africana (Felis silvestris lybica), presente tra l’altro anche nell’Oasi WWF di Monte Arcosu.

Il Consiglio Europeo e gli attuali report IUCN identificano come principali minacce alla conservazione del gatto selvatico l’ibridazione con il gatto domestico, la competizione e la trasmissione di patogeni dal gatto domestico (dal quale si distingue per taglia maggiore e alcune caratteristiche fenotipiche), la frammentazione dell’habitat e gli incidenti stradali, ma anche il prelievo illegale dei piccoli in natura da parte di commercianti senza scrupoli. Per questi motivi la specie, assai elusiva, è considerata “Vulnerabile” in molte Liste rosse nazionali. Il gatto selvatico è legalmente protetto in Europa (Direttiva Habitat) ma a differenza di molte altre specie di carnivori europei, per i quali sono stati attivati numerosi progetti di conservazione, non abbastanza è stato fatto sinora per il gatto selvatico europeo, per questo per il WWF è necessaria una maggior sforzo per monitoraggio e azioni di conservazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

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