Juan Carrito sarà trasferito temporaneamente in un’area faunistica

Dopo le ultime scorribande dell'orso in Abruzzo si è deciso per un intervento di emergenza...

L’orso M20, meglio conosciuto come Juan Carrito, sarà temporaneamente trasferito nell’area faunistica di Palena. Un intervento in emergenza, come viene definito. Gli ultimi giri per Roccaraso – alla stazione, a giocare con pastori maremmani, ecc – hanno fatto scattare tale decisione.
Per la seconda volta sarà catturato Juan Carrito. La prima volta fu condotto in un’area poco antropizzata del Pnalm nella speranza che andasse presto in letargo e che poi avrebbe corretto il tiro. Invece, niente da fare. Anche durante quest’inverno, nelle belle giornate, si è visto gironzolare di qua e di là per borghi, piste da sci…
Quindi ora sarà portato a Palena, Parco nazionale della Maiella. L’area faunistica in questo lasso di tempo – si parla di un paio di settimane – sarà interdetta ai visitatori. Poi a Juan Carrito sarà data un’altra opportunità…

Il Parco nazionale della Maiella

Dopo mesi di intensa attività di monitoraggio e dissuasione, condotta inizialmente dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, in collaborazione con tutti gli attori istituzionali PATOM, il Parco Nazionale della Maiella, a supporto della Regione Abruzzo e in esito alle più recenti interlocuzioni con la Prefettura dell’Aquila e il Sindaco di Roccaraso, è in queste ore a Roccaraso, impegnato in un’operazione per la tutela dell’orso Juan Carrito.
Da quando l’orso è uscito dalla tana, un mese fa, le attività di monitoraggio e di gestione hanno dovuto necessariamente rispondere ad una nuova fase. La presenza dell’orso all’interno del centro abitato anche in pieno giorno, l’esclusiva e protratta alimentazione costituita da soli alimenti di origine antropica, l’assenza ormai consolidata di timore nei confronti dell’uomo e l’esibizione di comportamenti di interazione con i cani sono tra le variabili che hanno reso necessaria un’evoluzione gestionale immediata: negli ultimi giorni, nonostante la presenza dei tecnici e dei Carabinieri Forestali, la curiosità dei molti turisti presenti aveva tra l’altro generato situazioni di evidente pericolosità e determinato la segnalazione alle autorità di pubblica sicurezza di rischio per la pubblica incolumità.
Una situazione che ha richiesto un intervento di emergenza, necessario per salvare l’orso da situazioni potenzialmente molto pericolose per sé stesso e per i cittadini e i turisti di Roccaraso.
A seguito della cattura, che sarà realizzata solo in condizioni di sicurezza per l’animale e compatibilmente con l’evolversi delle attuali condizioni meteorologiche, l’orso verrà temporaneamente trasferito nell’area faunistica dell’orso di Palena, che sarà, a tal proposito, interdetta all’accesso dei visitatori.
La permanenza dell’orso nella struttura è temporanea ed è necessaria, in questa fase, soprattutto per evitare che ulteriori situazioni di rischio possano indurre in serio pericolo anche l’orso stesso: passata questa fase emergenziale, nel giro di poche settimane, non appena vi saranno condizioni meteorologiche più favorevoli, Juan Carrito sarà portato via dall’area faunistica e da allora partiranno una serie di iniziative per valutare se si possano ancora eliminare o quantomeno ridurre i comportamenti problematici/confidenti e consentirne la permanenza nel suo ambiente naturale.
Juan Carrito è uno dei pochi individui di orso bruno marsicano che sopravvivono solo sull’Appennino Centrale. È dovere di tutti, istituzioni e cittadini, associazioni e organi di stampa, lavorare insieme per la sua tutela ed è con questo spirito che è stato programmato l’intervento attuale, che ha visto coinvolti tutti i soggetti istituzionalmente competenti, in primis la Regione Abruzzo, e ha ricevuto il parere favorevole di ISPRA e l’autorizzazione del Ministero della Transizione Ecologica: l’obiettivo è proprio quello di tutelare Juan Carrito e cercare in tutti i modi di evitarne la captivazione definitiva.
Una volta conclusa l’operazione in corso, ne sarà comunicato l’esito e la prosecuzione delle attività di tutela del giovane orso. Nel frattempo chiediamo a chi si trova a Roccaraso di seguire le indicazioni ricevute dallo staff del PNM e dai Carabinieri Forestali per agevolare le attività in corso e favorirne il buon esito, consentendo a Juan Carrito di avere un’altra grande opportunità.

Il WWF

Nella giornata di ieri è arrivata la nota dell’ISPRA che, rispondendo ad una richiesta del 3 marzo, formalizzata del Parco Nazionale della Maiella e della Regione Abruzzo di concerto con gli altri enti coinvolti, ha dato il parere favorevole alla cattura dell’Orso M20. Si tratta del giovane orso, meglio noto come Juan Carrito, uno dei quattro della famosa cucciolata di Amarena, che negli ultimi tempi è stato avvistato più volte a Roccaraso e nelle aree vicine. A quanto si apprende la cattura doveva essere tentata già nella nottata di ieri, ma non è stata possibile a causa del maltempo.

L’orso, da tempo radiocollarato, era stato già catturato lo scorso dicembre e rilasciato in montagna, ma dopo poco tempo era tornato a frequentare la località sciistica. Si è così deciso di catturare uno dei circa 60 orsi bruni marsicani rimasti al mondo e di portarlo temporaneamente – a quanto si legge nel parere ISPRA – in un’area faunistica a Palena (CH) dove sono già presenti tre femmine di orso di origine euro-asiatica. Nonostante il protocollo di gestione prevedesse un nuovo tentativo di cattura e rilascio in altro sito, gli enti competenti hanno deciso di procedere alla cattura e alla sua allocazione presso l’area faunistica a causa delle avverse condizioni meteo che non consentirebbero il rilascio in natura.

Questa tappa, per quanto temporanea, rappresenta sicuramente segnale d’allarme per tutti coloro che hanno a cuore questa specie. Pur nella consapevolezza che la complessità della situazione non poteva avere soluzioni semplici, resta da chiedersi se è stato fatto veramente tutto per evitare un passaggio così triste.

Sicuramente va dato atto al Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise di aver messo in atto uno sforzo notevole in questi mesi per seguire Juan Carrito, con collaborazione con enti come il Parco Nazionale della Maiella, per evitare la sua cattura: a tutti i veterinari, guardia-parco, Carabinieri-forestali che in questi mesi si sono impegnati tra tante difficoltà va sicuramente un grande ringraziamento. Ma per il resto sono mancate proprio quelle attività gestionali e di prevenzione che si sarebbero dovute svolgere nelle aree interessate dalla presenza dell’orso, a partire da Roccaraso.

Abbiamo visto in questi mesi comportamenti profondamente sbagliati che non hanno fatto altro che rendere sempre più confidente Juan Carrito. La mancanza di misure di prevenzione basilari come i cassonetti anti-orso, il ripetuto abbandono di cibo in strada, il continuo rincorrere l’orso anche con cani a seguito… sono tutti comportamenti che da anni si raccomanda di evitare e che invece si sono ripetuti per mesi senza alcuna sanzione.

A questo punto va innanzitutto garantito che questa fase di detenzione sia soltanto temporanea al fine di tentare, come stabilito dal protocollo, un nuovo rilascio in natura appena possibile. Ciò necessita che il periodo di detenzione sia breve e meno condizionato dalla presenza antropica possibile.

Inoltre è necessario che per il futuro si lavori con molta più convinzione sulla prevenzione, così come sulla repressione di quei comportamenti che mettono a rischio l’orso, ma anche l’uomo. Rischiare di perdere un giovane di orso marsicano, sottraendolo alla sua vita naturale per rinchiuderlo in un’area faunistica a causa di mancate azioni di prevenzione da parte degli enti competenti, a partire dai Comuni, è un atto gravissimo per la conservazione della specie.  A questo punto, è bene che tutti gli enti coinvolti avviino una verifica puntuale su quanto è stato fatto, su quanto non è stato fatto e su quanto si dovrà fare in futuro per evitare tali situazioni.

“L’orso o lo vogliamo o non lo vogliamo”, dichiara Dante Caserta, vice Presidente WWF Italia: “se diciamo di volerlo, allora dobbiamo fare di tutto perché possa frequentare in maniera sicura e naturale i nostri territori, senza farne un animale da circo attratto nei paesi affinché i turisti possano fotografarlo con i telefonini. Altrimenti significa che non lo vogliamo”. Bisogna ricordare che stiamo parlando di una specie presente solo in questo territorio e che si stima conti appena una sessantina di individui: perderne anche solo uno sarebbe  un duro colpo alla  possibilità di salvezza dall’estinzione della popolazione e agli sforzi di conservazione messi in campo in primis da Parchi e associazioni, anche grazie a progetti come il LIFE ARCPROM che, a partire dai territori delle aree protette, mirano proprio a migliorare la coesistenza tra uomini ed orsi in particolare nelle zone di recente espansione, fondamentali per assicurare il futuro del nostro “orso gentile”.

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