Kailash, la montagna sacra

È alta 6.638 metri, situata in Tibet, la sua vetta non può essere calpestata. Meta di pellegrini che compiono il giro della montagna

Il monte Kailash (कैलाश पर्वत in devanagari, ossia Kailāśā Parvata): la montagna sacra, la montagna proibita. La sua vetta non può, non deve, essere calpestata. Chiamata anche Porta del Paradiso, lì dove vi è congiunzione tra sfera umana e spirituale.
Il Kailash è una montagna appartenente ai monti Gangdisê, in Himalaya.

Il Kailash

Alto 6.638 mt, il monte Kailash si trova in Tibet, poco lontano da due grandi laghi, il Manasarovar e il Rakshastal. In cima alla sua vetta trovano la fonte alcuni dei fiumi più lunghi dell’Asia, ossia l’Indo, il Sutlej, il Brahmaputra e il Karnali, noto affluente del Gange.

Simbolo religioso e centro di pellegrinaggi

Il Kailash è considerata sacra dall’Induismo, in quanto ritenuta la residenza di Shiva, dal Bön e dal Buddhismo tibetanocome centro dell’universo, e dal Giainismo, come luogo in cui raggiunse la liberazione il primo dei loro santi. Perfino gli zoroastriani venerano questa montagna, identificata col mitologico Monte Meru.
Tibetani e indiani ritengono di dover compiere un pellegrinaggio presso il Kailash almeno una volta nella vita. Il percorso consiste in un giro rituale attorno alla vetta lungo circa cinquantatré chilometri e alla quota media di 5000 metri. Sono circa 36 ore di fatica, affrontata perché la sofferenza è elemento essenziale della redenzione. Il percorso venne proibito dalle autorità cinesi dal 1962 fino alla fine degli anni ottanta, ma oggi è tollerata la presenza di spedizioni organizzate.
Il pellegrinaggio sul solo versante tibetano è praticabile con un cammino che va dalle quattro alle sette ore. Vi sono molte rocce dipinte e bandiere di preghiera, concentrate particolarmente sul Passo di Dolma, e vi si trovano quattro monasteribuddhisti: il Darchen Gön, il Chuku, il Dhira Phuk e il Zuthul Phuk. Nella stessa zona si trova anche lo Shiwatshal, un cimitero in cui vengono cremati Lama e monaci. Alcuni tra i principali luoghi di culto locali sono stati fondati da Je Paljin, autorevole Lama del XIV secolo. L’area è abitualmente frequentata da decine di pellegrini provenienti da tutto il Tibet, che si prostrano nei pressi dei luoghi consacrati.

Alpinismo

Negli anni ’30 del Novecento fu scalata dall’orientalista Giuseppe Tucci. Ogni attività alpinistica sulla montagna è proibita.

Purificazione

I pellegrini che compiono con devozione la circumambulazione del monte sperano di ottenere una purificazione del proprio karma. Secondo tradizione una personache nella vita riesce a fare 108 kora in modo corretto avrebbe la completa purificazione di tutte le negatività accumulate nella vita.

Il sentiero

Il sentiero attorno al Kailash parte da Darchen, a circa 4600 mt. È lungo circa 54 km. Viene percorso in senso orario da tutti, tranne che dai seguaci della religione bön. I pellegrini tibetani intraprendono il percorso all’alba e proseguono dritti sino alla meta.  Gli occidentali, solitamente, ci impiegano un paio di giorni con un paio di campi.

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