Larcher e Zangerl rimettono la loro firma su Odyssee sull’Eiger

Dopo la prima ripetizione in libera nel 2018 (in 4 giorni) risalgono la mitica via in 16 ore. In questa estate Favresse e Berthe l'avevano salita in 18 ore

Parete nord dell’Eiger. L’ormai già mitica Odyssee (1.400m, 8a+), aperta e liberata da tre big dell’alpinismo, Roger Schaeli, Robert Jasper e Simon Gietl. Era il 2015.

 

Odyssee sull’Eiger

Poi, tre anni dopo arriva la prima ripetizione in libera, in quattro giorni da Barbara Zangerl e Jacopo Larcher nel 2018.

E siamo al 2020, questa estate. Nico Favresse e Sebastian Berthe effettuano Odyssee in giornata, precisamente in 18 ore.

Non fiisce qua.

Barbara Zangerl e Jacopo Larcher tornano su quella via. Pochi giorni fa. E superano l’asticella, fermando il tempo in 16 ore. Due ore in meno di Favresse e Berthe.

 

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Dalla pagina instagram di Jacopo Larcher:

Come mi ha detto un amico l’altro giorno, è meglio ricordare una via terminata con un grande abbraccio mentre ci si gode il sole in cima … piuttosto che una finita in doppia e tremante in un temporale!
Abbiamo deciso di riprovare “Odyssee”. Quando abbiamo ripetuto la via nel 2018, abbiamo subito iniziato a sognare di scalarla in un giorno; normalmente non ci interessa fare qualcosa di veloce, quindi è stata una nuova sfida per noi … che devo ammettere è stato molto divertente!
Ci sentivamo ancora un po’ stanchi dal nostro ultimo tentativo, ma la motivazione per finire il nostro progetto era più forte e volevamo sfruttare al meglio la (forse ultima) finestra di bel tempo. I tiri di mezzo e quelli alti erano ancora bagnati/ghiacciati, ma siamo riusciti a superarli, abbiamo accelerato sugli altri … e siamo arrivati ​​in cima alle 17:30 (dopo 16h in parete). È ora di seguire il consiglio del mio amico e tornare alle nostre bici prima che faccia buio. Che bella giornata!

Larcher e Zangerl su Odyssee: primi tentativi a vuoto

A metà agosto scorso Zangerl e Larcher ci avevano già provato. Ma diversi giorni di maltempo e poi mezzo metro di neve sul colosso delle Alpi aveva quasi fatto desistere i due. Poi hanno atteso. Con pazienza. E finalmente le condizioni sono arrivate. Era il 10 settembre. Pronti, via. Sono saliti il primo tratto della via in velocità e superato la parte più difficile del percorso. Ma poi la sorpresa. Hanno trovato una sezione  completamente bagnata, una parte della via difficile. Ci hanno provato. E hanno superato anche quella.

Hanno portato a casa 30 lunghezze in circa 16 ore, ma non era finita. Mancavano 3 tiri. Di nuovo il meteo ci si è messo di mezzo. E su quella parete non si scherza. Pioggia e grandine.

Zangerl e Larcher a quel punto hanno capito che era giunta l’ora della ritirata e calarsi in corda doppia per 31 lunghezze.

 

leggi anche Favre e Welfringer ripetono Paciencia sulla nord dell’Eiger

 

 

 

Ci si prova ancora e finalmente…

Che si fa? Si torna a casa? Ma no! Due giorni dopo erano di nuovo in parete. Era ancora buio quando sono partiti. Erano ancora stanchi dal precedente tentativo. Ma non mancava la motivazione. Volevano sfruttare al meglio la finestra di bel tempo. Forse l’ultima.

I tiri di mezzo e quelli alti erano ancora bagnati. Ma non si sono fermati e hanno superato le difficoltà.  Erano le 17:30 quando erano in vetta. Dopo 16 ore di scalata.

 

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