Le 13 cascate più alte del mondo: la grande avventura italiana Vertical Water

Il progetto EWA (Endless Waterfalls Adventure) è già partito: seconda cascata, la Mattenbach in Svizzera (930 mt)

EWA: ENDLESS WATERFALLS ADVENTURE. Il progetto italiano volto all’esplorazione delle 13 cascate più alte al mondo. Loro sono “Vertical Water”, il team che intende portarlo a termine in tre anni, seguendo la stagionalità dei cinque continenti.

Vertical Water Un viaggio dove nessun altro è stato prima, per conquistarsi il primo sguardo verso un panorama infinito. Non è una ricerca della contemplazione solitaria bensì della condivisione di un’impresa lungo la quale, distanti sulla parete ma legati gli uni agli altri, ognuno di noi affronta le proprie difficoltà tecniche e personali.

I siti sono stati scelti in collaborazione con www.worldwaterfalldatabase.com, il sito che censisce i salti acquatici di tutto il mondo. Così sono state identificate le cascate più alte, sopra gli 800 metri. E gran parte di queste sono ancora inesplorate.

 

LE 13 CASCATE

cascate più alte del mondo

 

Certo che completare la lista, darà al team “Vertical Water” un vero e proprio Guinness World Record.

Avventura pura 

Vertical Water Molte di queste cascate sono disperse nella natura selvaggia e il solo tentativo di avvicinarle è già un’avventura nell’avventura. Per prepararci dobbiamo reperire più informazioni possibili e studiare ogni contromisura necessaria a portare a casa la pelle; informazioni vitali come: le variazioni stagionali del clima e dei corsi d’acqua per non venire travolti dal getto o stroncati dal freddo, la morfologia del territorio per scegliere la tipologia e la quantità di attrezzature, con un occhio di riguardo ai chili da stipare dentro lo zaino, il grado di civilizzazione per portarci da casa quello che non riusciremo trovare in loco ed essere coscienti in quali soccorsi potremo sperare.
Riprendiamo e documentiamo tutto questo perchè il nostro team è sì composto da esploratori specialisti, istruttori della “SNT – Scuola Nazionale di Torrentismo” del CAI (Club Alpino Italiano), tecnici del Soccorso Alpino ed esperti di cartografia, ma viene completata da esperti di media. Produciamo materiale da diffondere nei nostri social @vertical_water_canyoning, sul nostro gruppo pubblico “Canyoning condivisione e divulgazione, punto di riferimento di un folto gruppo di professionisti e anche di appassionati, e sul sito www.verticalwatercanyoning.com

 

 

Progetto già partito

“EWA – Endless Waterfalls Adventure” è già partito, lottando contro le difficoltà sanitarie, e a Giugno c’è stata la seconda avventura, in Svizzera, lungo le “cascate di Mattenbach”: quasi 1000 metri di parete in 14 ore di endurance. Il team le ha scese (prima discesa integrale) in giornata. E grazie al loro rilievo in ambiente, le cascate di Mattenbach sono state riclassificate come seconda verticale acquatica più alta al mondo (https://www.worldwaterfalldatabase.com/).
Il team di torrentismo italiano “Vertical Water” è composto da membri di Sardegna, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, in maggioranza istruttori del CAI (Club Alpino Italiano).
L’intera parete, come detto, è stata attrezzata in un solo giorno, dalle 8.00 alle 23.00.

“EWA – Endless Waterfalls Adventure” non è solo un gesto sportivo e una sfida a se stessi, dicono i protagonisti, ma vuol dare un contributo per tutti: lungo le discese alcuni di loro si impegnano sia in rilievi biologici e idrici per analisi scientifiche, che in rilievi altimetrici da condividere con i tecnici di www.worldwaterfalldatabase.com.

Il Team

Si occupa principalmente di spedizioni internazionali di torrentismo. Le attività spaziano su terra, acqua e neve, tra sci, vie ferrate, subacquea, speleologia, canoa e packraft. Possono raccontare dell’Isola della Reunion, al largo del Madagascar, per molti il “paradiso dei torrentisti”, di Maiorca, Sardegna, Azzorre, Corsica, Tenerife, Antille, Martinica, Dominica, Guadalupa, Creta, Messico e anche dell’Islanda, divisa tra gli immensi ghiacciai e il fuoco dei vulcani, tra giorni e notti lunghissime.

Sono stati in Nepal. Proprio laggiù, con il progetto “Italian Job”, hanno esplorato interamente, per la prima volta, sua maestà “Chamje Khola”, il K2 dei torrentismo mondiale, un profondo canyon di 9 chilometri ed un dislivello di 2200 metri, nella zona dell’Annapurna.

Tornando a EWA, si tratta ovviamente di un progetto difficile. Un progetto patrocinato dal CAI, in particolare alle sezioni CAI di “Montagna Pistoiese”, “Sesto Calende” e “Bordighera”.

“Seguite il nostro #totheuncharted”

 

Il racconto sulla cascata del Mattenbach

Sono seduto sull’elicottero vicino al pilota per indicargli il punto di atterraggio voluto, il motore si accende, le pale iniziano a girare ed il progetto EWA prende forma: andiamo all’attacco della Mattenbach fall che, con i suoi 840 m, è una tra le 13 cascate più alte al mondo
L’emozione è forte, il lavoro fatto fin qui è stato tanto, quasi un anno di preparativi, ma viste tutte le vicissitudini che hanno colpito il nostro pianeta sembrava proprio che il 2020 non potesse essere l’anno giusto per iniziare questo grande progetto ed invece, un piccolo sprazzo di fortuna, ci ha consentito di essere qui oggi.
Le pale girano sempre più veloci, si decolla, saliamo velocemente bruciando il dislivello che ci separa da landing point, 1200 m di quota in 3 minuti di volo, ammirando dall’esterno quello che affronteremo oggi. Sono le 9:00 quando tutto il team si riunisce a monte, è già un po’ tardi e non sono sicuro di concludere la discesa in una sola giornata, dovremo essere il più possibile veloci mantenendo però i più alti standard di sicurezza, ma, come si dice “il sole mangia le ore” e non possiamo perdere tempo per cui ci mettiamo subito al lavoro ed inizio ad installare i primi ancoraggi per avvicinarmi al ciglio della grande cascata.Analizzo ogni metro della parete per evitare asperità dannose alle nostre corde, e per individuare cenge utili come punti di sosta intermedi dei nostri lunghi tiri di corda.
Cerco di disegnare una linea di calata il più vicino possibile all’acqua, interagendo con essa: si è deciso di percorrere queste grandi verticali in stile torrentistico e quindi a stretto contatto con l’acqua e con la sua potenza. Nonostante lo scorrimento sia di pochi litri/secondo, la gravità gioca un ruolo rilevante facendo arrivare scrosci d’acqua veloci come proiettili. Ci troviamo nella valle delle 72 cascate sopra Lauterbrunnen nella Svizzera bernese ed in lontananza il nostro sguardo spazia sulle altre cascate, alte anche 400 m ma che rispetto alla nostra sembrano piccole, sulle tante casette di legno degli alpeggi, sui ghiacciai che dominano le vette di questi luoghi.
Il panorama è mozzafiato! La condizioni meteo sono perfette, il cielo è terso, assenza di vento e la temperatura buona anche quando il sole si alza sopra i nostri caschi. L’acqua è molto fredda, del resto arriva dai nevai di alta quota fratelli minori dello Jungfrau: non ci si può certo aspettare acqua termale!
La discesa si compone di quattro grandi balze, raccordate da salti minori, che portano il dislivello complessivo a 930 metri, 90 in più rispetto a quelli riportati sul cartello Mattenbach Kaskade ai piedi di questa: i metri di dislivello da superare in una sola giornata sono veramente tanti e ciò rende l’impresa più ardita.

Nel primo tratto di discesa si aggiunge l’acqua di un ramo laterale, che parte dallo stesso pianoro, mentre nel secondo tratto l’acqua salta nel vuoto e muta il suo getto in base al vento alternando momenti in cui si è completamente all’asciutto ad altri in cui si viene investiti da una doccia persistente, quasi dolorosa rendendo scomodo il lavoro del tecnico in sosta che gestisce gli sfregamenti della corda: l’acqua cade quasi a formare un ventaglio generando migliaia di piccoli arcobaleni, circondano l’operatore e creando una circostanza particolare molto rara: decisamente una goduria per gli occhi di chi transita.
La gestione delle corde sarà la nostra spina nel fianco durante tutta la discesa infatti la stratigrafia geologica produce asperità molto taglienti nemiche sia delle nostre corde sia della nostra sicurezza.
Si continua a scendere, a fare foto, a fare video, ad installare tasselli essendo i primi a scendere questa cascata: proviamo una grande emozione. Siamo infine all’ultima successione di tiri di corda, qui il ghiaccio ha fratturato moltissimo gli strati di roccia e reso le pareti a tratti molto instabili per cui occorre la massima attenzione al fine di evitare la caduta di pietre con il pericolo di colpire i compagni già scesi.
Il ritmo cala, la stanchezza comincia a farsi sentire ormai sono 12 ore che procediamo senza sosta nell’esplorare, attrezzare e scendere questa fantastica cascata. Per fortuna in questo periodo dell’anno le giornate sono lunghe ma nonostante ciò l’ultimo dei miei compagni tocca terra quando ormai è necessario utilizzare le torce frontali per potersi muovere in ambiente.
È tardi sono le 22:30 di sera quando raggiungiamo finalmente il campo base e siamo stanchi, felici ed emozionati, tutti incolumi e ci rendiamo conto solo ora di aver portato a termine una grande impresa: riuscire in un’unica singola giornata ad attrezzare quasi 1000 metri di dislivello e rendere praticabile la cascata del Mattenbach.
E’ una grande soddisfazione ed una gran bella avventura, targata Vertical Water Team, vissuta con un gruppo di amici in cui la fiducia reciproca, oltre che essere essenziale, è più che ben fondata e,  portarla a termine in un clima di amicizia, appaga i nostri spiriti.

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