Meroi e Benet: premio Best Athlete per i 14 Ottomila

L'alpinista tarvisiana Nives Meroi e il marito Romano Benet hanno raggiunto oggi alle 9 locali la vetta dell'Annapurna (8.091 metri), in Nepal, diventando la prima coppia ad aver scalato assieme tutti i 14 Ottomila della Terra. ANSA/UFFICIO STAMPA ELASTICA ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

foto: ansa

L’Adventure Outdoor Fest chiude alla grande la sua quinta edizione di San Candido confermandosi una delle più vivaci e affascinanti manifestazioni outdoor del paese, grazie alla bellezza del territorio, ad un programma sempre più ricco e articolato e a quell’atmosfera speciale che si respira durante il festival, fin dai suoi esordi.

Doveva essere un’avventura e lo è stata davvero per tutti e 5 giorni dell’evento, complice anche un meteo pazzerello che, fino a Sabato, ha alternato sole e pioggia, mettendo alla prova gli organizzatori che, grazie anche a un fantastico staff, sono riusciti a confermare la quasi totalità degli appuntamenti previsti: l’ampio programma di Yogadventure, l’arrampicata su parete e roccia, i corsi di slackline e indoboard, le vie ferrate nel parco delle Tre Cime in collaborazione con le Guide della Alpinschule di Sesto, gli appuntamenti di trail running con Riccardo Marini di Total Training, il trekking notturno con concerto all’alba dei Mi Linda Dama, la camminata alla scoperta delle piante e i corsi per i bambini in paese e in natura.

La prima edizione del 3 Cime Street Boulder Contest si è tenuta sabato1 Luglio ed è andata oltre alle aspettative: più di 120 i partecipanti che si sono sfidati scalando gli edifici del centro, sotto gli occhi curiosi dei passanti. L’assoluta novità di questa competizione è stato proprio il fatto che si sia svolta in un ambiente cittadino, anziché sulle pareti di roccia che circondano il paese, incontrando l’entusiasmo di tutti gli iscritti.
Il 3 Cime Boulder Contest si è confermato una grande festa che ha visto la partecipazione sia di giovani talenti che di amanti del bouldering, che ne hanno approfittato per mettersi alla prova in una disciplina nata sulle grandi montagne e trasferita oggi sui muri del centro.
La finale si è svolta domenica mattina sulla parete di arrampicata e ha incoronato vincitori David Piccolruaz, Sanin Elias e Valerio Pin per la categoria maschile; Lisa Moser, Evi Niederwolfsgruber ed Elisabeth Lardschneider per la categoria femminile.

Ottima riuscita anche di alcuni appuntamenti speciali tra cui la prima scuola di Barefoot Hiking con Andrea Bianchi che, sia con i risvegli a piedi nudi al mattino sia con il workshop di 2 giorni tenutosi sul Monte Baranci, ha entusiasmato i partecipanti.
Raggianti e noncuranti della partenza sotto la pioggia anche gli affiatatissimi trail runners che hanno partecipato all’Adventure Trail Camp con Michele Evangelisti: un’avventura elettrizzante di due giorni immersi nella natura di Val campo di Dentro, con tende Ferrino.

Magia anche sulle rive del lago di Dobbiaco con il primo European Tentsile Camp Out: 45 tende sospese tra gli alberi per questo evento collaterale che ha fatto vivere l’emozione di un’avventura outdoor indimenticabile a persone arrivate appositamente da tutto il continente!

Molto emozionanti le esibizioni in paese con la Highline sopra Piazza San Michele, il tessuto aereo e i ragazzi di Parkour e AcroYoga che hanno lasciato a bocca aperta il pubblico.

OSPITI E SERATE

Tutte le serate e gli incontri dell’Adventure Outdoor Fest hanno visto tanta partecipazione grazie anche al magnetismo dei numerosi ospiti saliti sul palco.

Piero Badaloni, Fausta Slanzi e Michael Wachtler hanno dato il via al festival Mercoledì 28, in una serata dedicata alla Fondazione Dolomiti UNESCO e all’incredibile proiezione, in anteprima assoluta, di “Le Montagne che cadono”, un impressionante filmato in Hd di una frana sulla Croda Rossa.

La serata di giovedi, dedicata alle avventure in bici, per usare le parole di uno dei protagonisti, Giancarlo Brocci de L’Eroica, ha avuto “Una platea attenta, tanto feeling per un ambiente preservato ma anche per quei concetti che mirano al recupero delle radici autentiche dello sport”
Di pedalate abbiamo parlato anche con Marco Da Villa con il progetto Bikepackers, la Piave River Meeting, previsto a settembre, e con Michele Lugaresi che ci ha portato saluti e il film girato da Jovanotti sul suo viaggio bike in solitaria per 3 mila km di Nuova Zelanda.

Il giovane e fortissimo Simon Gietl ha presentato una serata ricca di emozioni in cui, con uno sguardo vivace e un volto sempre sorridente, ci ha toccato il cuore, mostrandoci il lato più umano e personale della sua carriera da alpinista e lasciandoci a bocca aperta con le spettacolari immagini della sua ultima impresa sulle Tre Cime di Lavaredo.
Emozioni anche con l’atleta Dryheat Danilo Callegari che, introdotto da Dario Colombo di Sportoutdoor24, ci ha parlato di Africa Extreme e di Manaslu.

Sabato è stata la volta di Francesco Vidotto, scrittore e amante di montagna che ha letteralmente incantato il pubblico con i suoi racconti di vita e con la descrizione dei personaggi dei suoi libri.

Belli e coinvolgenti anche gli aperitivi adventure sia in occasione della presentazione con gli autori dei libri “A piedi nudi – il cammino silenzioso dalla A alla Z” di Andrea Bianchi e “Le 50 vie Ferrate più belle delle Dolomiti” di Marco Corriero, sia negli incontri dedicati con l’esploratore Michael Bolognini e con l’ultra trailer Michele Evangelisti.

Il Festival si è concluso con l’incontro di Nives Meroi e Romano Benet: uno degli appuntamenti più attesi e riusciti di quest’edizione grazie allo spessore umano e alla simpatia che li caratterizza.
Entrati nell’olimpo del mondo dell’alpinismo con la salita di tutti e 14 gli Ottomila del mondo senza ossigeno e portatori, completata lo scorso maggio con la vetta dell’Annapurna, hanno presentato il video della conquista della cima, in anteprima assoluta, durante la serata di Domenica 2 Luglio.
Il premio Best Athlete, già assegnato nelle precedenti edizioni ad atleti come Mira Rai, Steve House, Tamara Lunger e Hervè Barmasse, è stato consegnato, con ovazione del pubblico, a Nives e Romano.

Una menzione a parte va fatta per il concorso cinematografico internazionale Adventure Movie Awards 2017, che ha selezionato 26 produzioni, di cui diverse anteprime mondiali e nazionali, tra più di 500 film provenienti da tutto il mondo.

Ecco i vincitori e le motivazioni della Giuria

Il GOLDEN AXE AWARD è andato all’austriaco “The White Maze” di Matthias Mayr. Un viaggio in direzione dei Monti Čerskij per sciare la più alta vetta della Siberia Orientale “Gora Pobeda”. Le motivazioni della giuria hanno messo in evidenza le qualità estetiche, la costruzione del racconto, il ritmo e lo stile.

Il DOLOMYTHOS AWARD è andato al cileno “Mas Afuera – expedicion Isla Alejandro Selkirk” di Patricio Mekis e Mateo Barrenengoa, che racconta la spedizione in una delle poche zone ancora incontaminate della Terra.

Il BEST PHOTOGRAPHY AWARD è andato a “Slacker” di Max Lowe, che “coglie in pieno lo spirito della comunità degli slackliners e ce lo racconta con uno stile sobrio, pulito e assolutamente affascinante”, come dichiara la giuria.

Tutti i film hanno sottolineato le caratteristiche dello spirito outdoor: forza di volontà, amore per la natura, sacrificio.
L’Adventure Outdoor Fest è sicuro che nella prossima edizione emergeranno nuovi talenti e altre straordinarie imprese da raccontare, vivere e condividere.

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