Mistero del Passo di Djatlov, nuova ipotesi grazie al film Frozen 

Nel febbraio 1959 sugli Urali morirono 9 escursionisti in circostanze misteriose. Si parlò di alieni, esperimenti segreti dei russi, cospirazioni...

Sicuramente avete sentito parlare del misterioso incidente del passo di Djatlov. Beh, il mistero potrebbe essere stato risolto, con una spiegazione plausibile grazie a un’intuizione che arriva dal film Disney “Frozen”.

Il Passo del Diavolo

L’incidente del passo di Djatlov risale al 2 febbraio 1959, nove escursionisti (8 studenti e il loro insegnante di un Istituto Politecnico russo), si trovavano sui monti Urali, e lì morirono per cause sconosciute. Si son fatte varie congetture.

Stranezze

Molti dettagli apparivano strani. Sebbene i corpi non mostrassero segni di lotta, due delle vittime presentavano il cranio fratturato anche se non da poterne causare la morte; altre due avevano costole rotte e a un altro escursionista mancava la lingua, i due occhi e le mascelle deturpate.
Inoltre, sui loro vestiti fu riscontrato un elevato livello di radioattività. Alcui erano nudi, altri solo con la biancheria intima. In più furono ritrovati tagli sulle loro tende.

All’epoca si parlò di cospirazione, insabbiamento da parte del Govenro russo, che il gruppo era stato testimone di qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. Si parlò di alieni, di esperimenti segreti del Governo.

L’intuizione di Frozen

E siamo ad oggi. Johan Gaume, capo del laboratorio di simulazione delle valanghe di neve presso l’EPFL di Losanna, studiando il caso, ha avuto un’intuizione. L’ha avuta proprio guardanto il film Frozen del 2013.

Così si è recato a Hollywood. Ha collaborato con gli animatori del film per creare modelli analitici e simulazioni al computer. In pratica hanno cercato di replicare le condizioni che hanno portato alla morte degli escursionisti.

 

Passo Dyatlov

Conclusione

Conclusione: Gaume afferma che una valanga è ciò che ha ucciso i nove studenti e il loro istruttore e lo ha dimostrato usando proprio l’animazione codificata da Frozen.

Il film

Sulla vicenda è stato realizzato anche un film, “Il Passo del Diavolo – Devil’s Pass” (1h40’, 2013), disponibile su Prime Video. Regia di Renny Harlin.

 

L’altra teoria

L’americano Donnie Eichar – regista, produttore e autore per cinema e tv – nel 2014 lanciò una nuova teoria che spiegherebbe tutto. I ragazzi si trovarono al posto sbagliato nel momento sbagliato: durante una “tempesta perfetta”. I venti, velocissimi, scontrandosi con la particolare forma a cupola della Montagna dei Morti diedero vita a dei furiosi vortici di aria che crearono dei mini tornado violentissimi nel passo dove c’era l’accampamento. Eichar dice anche che tormente come quella possono generare anche una gran quantità di infrasuoni (il contrario degli ultrasuoni) che, non udibili dagli uomini, sono capaci di avere effetti sul corpo umano: anche panico indicibile e incontrollabile. Un terrore che, amplificato dal buio della notte e dal frastuono dei tornado, avrebbe insomma portato i nove ragazzi alla follia. E poi alla morte.

La fondazione

Per ricordare le vittime è stata anche istituita a Ekaterinburg la Fondazione Dyatlov. Il suo obietitvo principale è di far riaprire il caso alle autorità russe.
I ragazzi morti misteriosamente quella notte: Igor Dyatlov, capo 23enne della spedizione; Zinaida Kolmogorova, 22 anni; Ljudmila Dubinina, 23enne che fu trovata senza lingua; Aleksandr Kolevatov, 24 aani; Rustem Slobodin, 23 anni; Jurij Krivoniščenko, 24 anni; Jurij Dorošenko, 21; Nikolaj Tibo-Brin’ol’, 37 anni; Aleksandr Zolotarëv, che proprio quel 2 febbraio aveva compiuto 38 anni.

 

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