Nameless Tower, polacchi rinunciano tra valanghe e maltempo

AGGIORNAMENTO

 

La squadra polacca ha trascorso otto giorni in parete ma il maltempo non ha permesso loro di andare oltre i 5.750 metri. Sono tornati al CB tra le valanghe. Le condizioni meteorologiche avverse, con vento forte e un alto rischio di valanghe hanno costituito ostacoli insormontabili per Janusz Golab, Maciej Kimel e Michal Krol sulla Nameless Tower. La cordata polacca intendeva effettuare la prima salita invernale di questa famosa guglia del Trango sulla Via Britannica, ma non c’è stato modo.
Hanno guadagnato metro dopo metro su una via che era diventata un obiettivo impossibile. Alla fine, dopo aver allestito un campo alto a 5.500 metri e aver raggiunto i 5.750 metri, è arrivata la fine dell’inverno e le condizioni erano sempre avverse. Anche la discesa, raccontano, è stata difficile, tra le valanghe che si sono staccate intorno a loro. Tuttavia, sono riusciti a raggiungere il campo base in sicurezza.


Trango, Nameless Tower: (6.286 mt) Janusz Gołąb, Maciej Kimel e Michał Król sono bloccati in parete a causa del maltempo. Venerdì, dopo 3 giorni di scalata, hanno montato Campo 1 sulla spalla a circa 5.500 metri. Poi il meteo è mutato con neve e vento forte che hanno impedito ai tre polacchi di continuare a salire. Sono lì in attesa che il meteo migliori e che dia loro la possibilità di continuare a salire sulla Via Britannica.

 


Trango, Nameless Tower: i polacchi iniziano a salire la parete sud sulla Via degli Inglesi. Dopo lo stop forzato di due giorni causa maltempo, Janusz Gołąb, Maciej Kimel e Michał Król ieri sono parttii per il campo base avanzato. Oggi le previsioni sono buone e i tre attaccheranno la via.

Ci sono voluti tre giorni per allestire il campo base avanzato. Hanno trasportato tutte le attrezzature necessarie per la salita e i bivacchi. Il campo è stato allestito a circa 2,6 km dal campo base.Il team ha raggiunto il campo base della Nameless Tower (6.286 mt) ormai da una settimana e più dopo un impegnativo trekking.

La Via Britannica

Obiettivo del team, come detto, è la ripetizione (entro l’inverno astronomico) della Via Britannica sulla parete sud  (VI 5.10 A2, 1100m) aperta nel 1976 da Martin Boysen, Joe Brown, Malcolm Howells e Mo Anthoine.

Il Team

La spedizione polacca riunisce diverse generazioni di alpinisti.

Innanzitutto lui, Janusz Golab,  classe 1967. Di sicuro ha contribuito a scrivere la storia dell’alpinismo polacco. Formatosi sui Tatra, ha poi scalato su pareti di tutto il mondo. Imprese che, nel 2015, gli sono valse la Croce d’Oro al merito dal Presidente della Polonia.

Il giovane Maciej Kimel, membro del  club SAKWA e della nazionale giovanile PHS (Polski Himalaizm Sportowy), ha all’attivo altre spedizioni in alta quota. La vetta inviolata (6047 mt), chiamata Qtang Sar; l’apertura di “Pakistanskie Disco” (M6, WI4+, V, 800m) insieme a Michał Czech e Wadim Jabłoński, sulla parete Ovest dell’inviolato  Trident Gunj-e-Sar (6150 mt); “Forever Young” (M6, AI4) con Michał Czech, nuova via sulla parete sud-ovest di una montagna inviolata (6063 mt), chiamata Sakwa Sar; ha partecipato alla spedizione al Lhotse nel 2019.
Michal Krol, classe 1981, è tra i migliori alpinisti polacchi di questi anni. Ha l’arrampicata nel sangue, sport al quale ci si dedica da quando aveva 15 anni. E nel sangue ha anche il desiderio di esplorare montagne sconosciute, in regioni inespolorate. Ha nel curriculum vie impegnative aperte in tutto il mondo.

 

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