Nepal oltre la montagna

Terra di templi e monasteri, città colorate e affascinanti laghi, pagode, parchi naturali e sacralità...

Attraverso templi religiosi e cattedrali rocciose, il Nepal riesce magistralmente a raccontare la sua storia. Sempre troppo poco conosciuta e poi, una volta scoperta, profondamente amata.
Quando si parla di Nepal, non si può far altro che pensare alle alte vie. Che sia l’Everest, il Massiccio dell’Annapurna, il Cho Oyo o il Lhotse, il legame con le cime da ascendere è inevitabile. Come se venisse quasi automatico, come se tutto richiamasse inevitabilmente alla mente gli alti passi da percorrere, strade da tracciare, cime da conquistare.
Questa regione però, non racconta soltanto questo, poiché contiene in sé una ricchezza che sfugge spesso allo scalatore. Gli immensi Ottomila, infatti, abbracciano e delineano i confini di quei piccoli paradisi che vi si trovano nascosti e che seguiranno nelle parole successive, proprio per osservare altro dalla “cima” del nostro naso.

Un viaggio affascinante

Punto di partenza di questo affascinante viaggio è Kathmandu, la capitale. Tra i suoi colori forti e sapori decisi, i vicoli di questa città sono segnati da una sorta di modernità che ne definisce ogni cosa. Considerata fulcro non soltanto economico e culturale del Paese, è la culla delle due antiche religioni: buddhista e induista. Dopo un’ascesa di più di 300 scalini, assai noto è il tempio di Swayambhunath, ricordato come il tempio delle scimmie.
Se si scende poco più a sud della capitale, ci si ritrova a Pokhara – ai piedi dell’Annapurna -, la “città dei laghi”. Amata dagli escursionisti di tutto il mondo sia per le ascese su per le alte vie, sia per i noti tour in barca sulle acque dei laghi. Una meta famosa da raggiungere è salire fino a quota 1600 metri di altitudine, per vedere l’alba dal punto strategico di Sarangkot. Sempre di laghi – la regione ne è piena -, uno particolarmente amato dai turisti è il lago di Phewa, sulle sponde del quale si trova una delle più importanti e spettacolari pagode buddiste del paese: la Pagoda “World Peace”. E se la cittadina di Phewa è ricordata per la pagoda, per arrivare al lago di Gokyo – da cui prende nome l’omonima cittadina – bisogna salire fino a quota 4700m di altezza, restando ghiacciato per gran parte dell’anno.
Non solo di roccia e acqua e templi è fatto questo suggestivo territorio. In Nepal ci sono 8 parchi naturali, tra cui il più famoso dichiarato patrimonio dell’UNESCO nel 1984 è quello di Chitwan, a 150km dalla capitale. Per chi ama il trekking, una delle zone più importanti è la valle di Langtang, situata ad un’altitudine di 2.000 metri. Si potrebbe continuare a tracciarne le meraviglie all’infinito, proprio perché nella sua discrezione, questa terra è piena di cose da scoprire. Come ad esempio, il giardino Lumbini, che ha dato i natali a Buddha; oppure la cittadina di Patan, che ospita i più antichi templi del XIV secolo. Per chi ama “volare” e dedicarsi ad attività come il parapendio – che regala momenti davvero senza fiato – tappa obbligatoria è Nagarkot, città situata ai piedi dell’Everest.  E per concludere un viaggio così movimentato, per chi ama il relax tappa obbligata è Dulikhel che offre dal sacro – il tempio di Shiva e il villaggio di Namo Boudha – al profano – ci si può dedicare ad attività escursionistiche e regalarsi anche momenti di raccoglimento e contemplazione –.
Nepal: una terra che racconta di storie andate ed escursionisti sempre andanti ad un passo sempre mai abbastanza lento. Come il ritmo di una terra che non pratica la fretta ma che insegna ad assaporare la realtà fatta di quel poco, come fosse quel tutto che fa la differenza.
Il ritmo della vita. 

Ilia Ciuffetta

 

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